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Giulianova, partite di calcio a porte chiuse? Sindaco a rischio denuncia

Un milione di euro per l’adeguamento: «nessuna alternativa»

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Giulianova, partite di calcio a porte chiuse? Sindaco a rischio denuncia
GIULIANOVA. Denuncia penale in arrivo per il sindaco di Giulianova se non farà disputare le prossime partite di calcio al “Rubens Fadini”, a porte chiuse. Richiesto 1 milione di euro per adeguare lo stadio.

«Una doccia gelata, più fredda delle temperature di questi giorni». Così il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, commenta l’ultimatum dei Vigili del Fuoco nell'ultima riunione del Gruppo Operativo Sicurezza «di adeguare subito il Rubens Fadini, in base alla recentissima normativa che obbliga ogni stadio ad avere il certificato di prevenzione incendi».
«Cosa impossibile da farsi», dice Mastromauro, «considerando la somma occorrente, pari a circa 1 milione di euro». Il sindaco che si è già incontrato per discutere della questione con i rappresentanti del “Giulianova Calcio” sa che non ci sono alternative.
«Le ordinanze da me firmate sino ad ora»,dice, «sotto la mia responsabilità, per consentire lo svolgimento degli incontri, non sono più sufficienti. A tal punto che rischierei di finire sotto processo. L'unica possibilità, ora, è quella di far disputare gli incontri a porte chiuse».
E’ per questo che ha già  incaricato l'Ufficio Tecnico di quantificare con esattezza le somme necessarie per completare gli interventi utili ad ottenere l'agibilità richiesta. «Non appena riceverò il relativo prospetto», conclude il sindaco, «sarà mia cura convocare una maggioranza per valutare la sostenibilità economica e temporale degli interventi necessari a consentire il regolare svolgimento degli incontri alla presenza del pubblico».
Lo stadio privo da anni del certificato di prevenzione incendi ha disputato i propri incontri di campionato solo grazie ad ordinanze del Sindaco Mastromauro. Anche la Commissione Tecnica Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo espresse tempo fa parere favorevole sul progetto di adeguamento dello Stadio alla vigente normativa di sicurezza.
Dopo un’attenta analisi, infatti, la Commissione impose il rispetto delle schede guida del Ministero dell’Interno e della determinazione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive n. 17/2009, e prese atto della individuazione delle aree esterne destinate al prefiltraggio dei tifosi e dell’adeguamento degli impianti elettrici interni ed esterni dello Stadio, alle normative vigenti in materia.
Cresce intanto la preoccupazione di tifosi  che non si spiegano perché questa normativa debba essere applicata a metà campionato. Tra l’altro ci sarebbe anche  una normativa della Lega che vieterebbe, pena la radiazione della squadra dal campionato, di giocare in un torneo più di quattro partite a porte chiuse.

«Come mai il Sindaco Mastromauro ha impiegato 25 giorni e 7 comunicati stampa per capire che il coinvolgimento del "famoso" imprenditore romano era soltanto il classico "bluff"»
A domandarselo sono i circoli locali della Giovane Italia che sulla chiusura dello stadio aggiunge:«sono mesi se non anni che lo stesso non è a norma! Anche in questo caso la domanda sorge spontanea: i permessi concessi nei mesi scorsi non costituivano allora atti penalmente rilevanti? Non ci si poteva pensare prima? Visto il danaro buttato dalla finestra (opere pubbliche dai costi milionari e dai necessari e continui interventi di ripristino, piaggiato, ingenti spese raccolta differenziata) ci chiediamo se qualche soldino non poteva essere utilizzato per la messa a norma del Fadini. Crediamo a questo punto che la chiusura dello Stadio cali il sipario sul calcio giuliese, nell'indifferenza generale della città e dell'imprenditoria locale...».