GIULIANOVA

Rischia l’aborto e va a Giulianova. Ma lì il reparto di ostetricia non c’è più

Mastromauro: «rivisitare l’atto aziendale»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4091

Rischia l’aborto e va a Giulianova. Ma lì il reparto di ostetricia non c’è più
GIULIANOVA. Una donna ha minacce d'aborto ed è costretta a raggiungere Teramo perché Giulianova non ha più Ostetricia e Ginecologia.

 Il sindaco Francesco Mastromauro è rimasto particolarmente colpito dalla notizia relativa ad una coppia di coniugi romani che sabato notte si è recata al Pronto soccorso di Giulianova a causa delle minacce d'aborto accusate dalla donna. Alla dichiarazione che non esisteva più la divisione di Ostetricia e Ginecologia, i due coniugi hanno chiesto aiuto ad una pattuglia della Guardia di Finanza chiedendo se la strada per Teramo fosse praticabile e, dopo la risposta positiva, sono quindi partiti alla volta di Teramo.
«Giulianova è la sede ospedaliera più vicina al casello autostradale e, non dimentichiamolo, dispone della principale stazione ferroviaria della provincia. E' proprio in situazioni di emergenza – afferma il sindaco – che si evidenzia l'importanza strategica della città. Eppure il nostro ospedale continua a vedere ridotti i servizi. Ed ecco quel che accade. E se i due coniugi non avessero potuto raggiungere Teramo? Io credo che sarebbe fondamentale per una città come Giulianova, che ripeto è lo scalo naturale per chi utilizza il treno ed è il principale casello autostradale della provincia sulla A 14, peraltro terminale dell'autostrada A 24, disporre di un ospedale dotato di reparti e servizi plurimi proprio per dare risposte non solo alle località che su di esso gravitano, ma anche a coloro che, per lavoro, per turismo o semplicemente perché di passaggio, si trovano in città».
L'episodio dei coniugi romani, fortunatamente si è risolto senza conseguenze ma «mi spinge a chiedere la rivisitazione dell'Atto aziendale, come peraltro da me già fatto con le osservazioni del 22 novembre scorso, invocando una maggiore considerazione per l'ospedale di Giulianova, ovviamente non in termini campanilistici ma alla stregua di una valutazione che tenga doverosamente conto della dislocazione strategica della città».