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Giovanardi da Chiambretti, «merito la medaglia d’oro, cialtroni». E sui fondi sotto inchiesta è ancora polemica

Pezzopane: «non perde occasione per insultare i cittadini de L’Aquila»

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 Giovanardi da Chiambretti, «merito la medaglia d’oro, cialtroni». E sui fondi sotto inchiesta è ancora polemica
IL VIDEO. L’AQUILA. «Io merito la medaglia d’oro per quella intercettazione su Giovanardi, non come quei cialtroni che strumentalizzano questa vicenda»: parola di Carlo Giovanardi, ospite ieri sera al Chiambretti Sunday show su italia 1.


Il «cialtroni», ha poi assicurato, non lo indirizza ai cittadini aquilani ma a quanti in questi ultimi mesi avrebbero strumentalizzato politicamente tutta la vicenda. L’ex sottosegretario del governo Berlusconi ha portato ieri sera in tv la vicenda legata ai 12 milioni di euro destinati a L’Aquila e in parte finiti anche nell’inchiesta della procura de L’Aquila che sospetta un tentativo di truffa ai danni dello Stato.
«Gli aquilani non hanno presentato i progetti, nessuno da L'Aquila me li presenta», ha replicato all’attrice aquilana Giorgina Cantalini che gli chiedeva conto di quei soldi: «dalle intercettazioni si capisce che i fondi pubblici per il sociale», ha detto la Cantalini, «sono pilotati perché non si assegnano finchè questa onlus non viene aggiudicata. C’è sempre discredito contro aquilani, contro i cittadini e le carriole. Come mai in questa situazione difende ancora così tanto i suoi collaboratori e siete sempre dalla parte di voi stessi e non della gente».
Tra i due è scoppiato un feroce scontro proprio in merito all’intercettazione tra Giovanardi e monsignor D’Ercole nel corso della quale il prelato chiedeva all’ex sottosegretario di «tenere la barra ferma» e di far arrivare quei soldi alla fondazione della curia. «Il commissario di governo (Chiodi, ndr) troverà tutti i cavilli», lo avvertì D’Ercole. «Se trova tutti i cavilli io che posso fare?», domandò Giovanardi. E D’Ercole: «il problema sono il commissario e il vice commissario: la ragione di fondo è che vedono che quello che dovevano fare loro, ma non lo hanno fatto, lo fanno altri…».
Ma per Giovanardi le cose non sono andate esattamente così e ieri ha sostenuto: «voglio la medaglia d’oro per quello che ho detto. I cittadini sono stati imbrogliati, mi sono battuto disperatamente per far spendere quei soldi. Nell’intercettazione dico non me ne frega niente del Pdl e dei partiti ma quei soldi devono essere spesi. Sono indignato per come viene strumentalizzata politicamente l’intera vicenda. I fondi sono ancora in attesa di essere spesi, D'Ercole si era dato da fare affinché si spendessero soldi per l'importante scopo sociale altrimenti fermi».
Ma da L’Aquila oggi l’ex presidente della Provincia e attuale assessore comunale Stefania Pezzopane risponde a Giovanardi: «approfittando dell’assenza di contraddittorio l’ex ministro ha gettato ancora una volta veleno sull’Aquila e sugli aquilani, dopo essersi già prodotto in esternazioni altrettanto offensive quando è stato intervistato dalla trasmissione “Gli intoccabili”. Proprio lui, che da uomo di governo era sodale e referente politico di personaggi che sono sotto inchiesta per tentata truffa ai danni dello Stato, peraltro in riferimento ai fondi per il sociale stanziati dal suo stesso dicastero, ha osato offendere la comunità aquilana e i suoi amministratori con affermazioni clamorosamente e notoriamente false».
Per Pezzopane il Comune «ha presentato i progetti per ben tre volte al suo ministero. Una prima nel 2009, per l’intero ammontare della disponibilità, pari a 12 milioni di euro, vedendosi approvato tuttavia solo uno dei due progetti presentati, vale a dire quello per il Centro servizi anziani del Comune. Fu invece respinto il secondo progetto, relativo alla realizzazione di una struttura con finalità di social housing, da realizzare all’interno di un immobile da recuperare (l’edificio ex Ipab in piazza Palazzo). Ma non basta. A fine 2010 sono stati presentati altri numerosi progetti per gli oltre 9 milioni di euro ancora disponibili, progetti che, come previsto dalla normativa di riferimento, riguardavano strutture e servizi per l’infanzia, la famiglia e la terza età. Solo successivamente all’invio di questi progetti, rispetto ai quali, va detto, non ci è mai stata fornita alcuna risposta, il commissario alla Ricostruzione Chiodi emanò un bando, relativo all’accesso ai medesimi fondi Giovanardi, che prevedeva finanziamenti non già per 12 milioni, come dice l’ex sottosegretario, ma per circa 9 milioni di euro». Per Lelio De Santis, segretario provinciale dell’Idv, invece, Giovanardi «continua a sparlare degli aquilani invece di chiedere loro scusa». «La verità», dice ancora De Santis, «è che su quel gruzzoletto ci avevano messo gli occhi i suoi amici e qualche amministratore superficiale, con la complicità della curia.
La magistratura ha fatto il suo dovere ed ha scoperto il gioco sporco che si stava facendo a danno dei Comuni del cratere. Il Vescovo D’Ercole è stato coinvolto in questa brutta storia e speriamo che possa uscirne bene, insieme con la Chiesa Aquilana, che comunque farebbe bene a curare le anime più che gli affari. I Comuni non hanno visto un euro di questi fondi per il sociale, per la sola ragione che evidentemente dovevano finire altrove».

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