IL CASO

Capistrello ostaggio della neve: il sindaco coordina da Roma con «200 telefonate»

E sul fratello Luigi Lusi dice: «non è un mostro»

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Capistrello ostaggio della neve: il sindaco coordina da Roma con «200 telefonate»
CAPISTRELLO. Un paesello nella morsa della neve. Bloccato e con molti problemi. Come tanti in Abruzzo. Il sindaco assente coordina i soccorsi da lontano.


Da tre giorni la macchina di soccorsi lavora ininterrottamente: 60 ore di operazioni, 16 mezzi, 50 volontari all’opera per rifornire i casolari isolati o le persone malate. La frazione di Pescocanale ancora isolata. Il sindaco Antonino Lusi a Roma «per impegni istituzionali» non fa mancare il suo appoggio: «200 telefonate», racconta a PrimaDaNoi.it durante il viaggio di ritorno, e sul caso che ha travolto il fratello Luigi Lusi, «mio fratello non è un mostro».

«UN PAESE ABBANDONATO A SE’»
Moreno Di Cintio, consigliere di minoranza, non ha dubbi: «Capistrello è stato abbandonato a se stesso in piena emergenza neve». Da giovedì pomeriggio dopo il Consiglio comunale, il primo cittadino avrebbe lasciato il paese per recarsi a Roma, dove vive il fratello il senatore, Luigi Lusi, iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di aver sottratto la somma di 13 milioni di euro al partito della Margherita. «Il sindaco è a Roma» conferma anche dall’assessore Alessandro Croce.
«Comprendiamo il momento di grave difficoltà umana del sindaco Antonino Lusi», dice Di Cintio, «per le note vicende che hanno riguardato il fratello senatore del Pd Luigi Lusi ma è evidente che nei momenti di crisi e difficoltà di un paese la presenza fisica del sindaco rassicura la cittadinanza che non si sente abbandonata a se stessa. Il sindaco ha, ovviamente lasciato senza guida i tanti volenterosi che si sono prodigati per alleviare le difficoltà delle persone malate e/o isolate».
Da giovedì il Paese è piegato dal freddo. Molte zone del capoluogo sono rimaste per quasi due giorni senza energia elettrica, la frazione di Pescocanale è rimasta isolata per quasi tre giorni. Uno spiegamento di forze tra civili, volontari, Croce Rossa e Vigili del Fuoco coordinati dall’assessore Alessandro Croce, ha rifornito di beni di prima necessità i casolari isolati o le persone malate.
«Ce la siamo cavata piuttosto bene», ha dichiarato Croce a PrimaDaNoi.it, «le operazioni sono andate avanti per più di 60 ore, con il sindaco che è rimasto in contatto strettissimo con la Prefettura e con noi, a livello operativo. Abbiamo impiegato 16 smezzi comunale (ruspe, bobcat, escavatori, motoslitte) che non si sono fermati da venerdì notte. Siamo riusciti a liberare le strade del paese anche se la frazione di Pescocanale è ancora isolata. Abbiamo gestito l’ emergenza medico sanitaria a Corcumello e Pescocanale con elicotteri dei Vigili del Fuoco, e con squadre di Croce Rossa a cavallo oltre all’intervento di numerosi cittadini e volontari».

«LE 200 TELEFONATE»

Antonino Lusi è in viaggio per Capistrello. Dopo 3 giorni di assenza e di lavoro indefesso da Roma «come addetto all’emergenza neve per il suo paese», il sindaco descrive la sua disavventura.
«Sono partito da Capistrello venerdì (non giovedì come dichiarato dall’assessore Croce). Sono stato esclusivamente addetto all’emergenza neve ed ho fatto 200 telefonate tra Protezione civile, Prefetto, volontari, ditte. Ieri mi hanno bloccato sulla A24 e quindi sto tornando solo ora».
Era corso nella capitale per motivi istituzionali, «per cose che riguardavano la Cassa Depositi e Prestiti», e non nasconde di aver fatto visita a suo fratello. Il senatore è barricato nella sua residenza romana «ed è provato», dice Antonino Lusi, «in un momento così difficile. La vita si sa, ci mette davanti prove che non vogliamo».

«MIO FRATELLO NON E’ UN MOSTRO»

Quanto alla vicenda giudiziaria del fratello, Antonino Lusi spende parole di rammarico ed indignazione. Dopo la frase di rito («abbiamo fiducia nella magistratura che farà il suo corso…) il sindaco Lusi dice:«mio fratello si è assunto le sue responsabilità».
«Mio fratello ha fatto tanto per l’Abruzzo. Non è il mostro che dipingono sui giornali. Chi scrive queste mascalzonate sul suo conto dovrebbe vergognarsi». Poi si rivolge «a quegli abruzzesi sciocchini che gettano fango su Capistrello».  Qualche avvoltoio abruzzese, dice, «vuole far passare come regalie e clientelismi i soldi che mio fratello ha dato a Capistrello, soldi che rientrano nella “legge mancia”, quindi in regola a tutti gli effetti. Caso mai i regali se ci sono stati erano per la comunità non per me». Poi Lusi spiega che l’80 % delle somme elargite dal fratello per scuole, reti idriche, associazioni sono state versate alla vecchia Giunta di Centro destra che non le ha mai utilizzate. La seconda tornata di finanziamenti è arrivata quando la Giunta Lusi non era stata ancora eletta. E Capistrello, tra i vari Comuni che hanno goduto dei finanziamenti della legge mancia sarebbe stata pure la più sfortunata. «Mentre i Comuni vicini ricevevano 5 milioni, 8 milioni per il piano di rete idrica o 400.000 euro in feste, Capistrello si accontentava di “soli” 2 milioni di euro».

«UNO O DUE MANIFESTI»
Quanto ai presunti sperperi dovuti a cene, campagne elettorali, banchetti Lusi nega di aver fatto le cose in grande e parla di una campagna elettorale morigerata e sobria. «Io ho pagato di tasca mia solo due manifesti elettorali, nessuno sfarzo. Mio fratello aveva ancora i pantaloncini corti quando abbiamo ristrutturato la nostra casa di famiglia».
Poi, il motore si spegne, il sindaco si congeda, è arrivato a destinazione, deve tornare a coordinare sul campo… Il dovere lo ri-chiama.
Marirosa Barbieri