AUTOSTRADE CHIUSE

Autostrade chiuse, Acerbo chiede l’intervento della Regione. Adoc prepara ricorsi

Per la società colpa di «fenomeni nevosi mai così abbondanti negli ulti 20 anni»

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Autostrade chiuse, Acerbo chiede l’intervento della Regione. Adoc prepara ricorsi
ABRUZZO. Le autostrade A24 e A25 sono rimaste chiuse da venerdì alle 17.15 a domenica alle 14.15.


Ben 45 ore in cui centinaia di automobilisti sono rimasti bloccati per strada, senza alcun tipo di assistenza, dal momento che nemmeno la viabilità alternativa offriva possibilità di scampo.
Strade dei Parchi, concessionaria dei due tratti autostradali, ha parlato nelle scorse ore di «fenomeni nevosi mai registrati negli ultimi 20 anni» e di «oltre cento mezzi impegnati nelle operazioni di spargimento dei fondenti e di rimozione della neve».
Sempre la società assicura che se non ci fosse stata la slavina staccatasi dalla parete in trincea al km 65 dell’A24 probabilmente l’autostrada non sarebbe stata nemmeno chiusa.
Il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, in queste ore sta protocollando una interrogazione regionale e si domanda se Toto (concessionario A25 e A25) non sia «peggio» del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in queste ore bersaglio di critiche per la pessima gestione dell’emergenza capitolina (che il primo cittadino attribuisce però alla Protezione Civile).
«Il comunicato della Società Strada dei Parchi è assai poco convincente», sostiene Acerbo. «E’ evidente che stanno mettendo le mani avanti. Sembra un bollettino di guerra di mussolini durante la ritirata di Russia: “ingenti forze”, “coordinamento costante”, “ampio spiegamento di uomini e mezzi”. Se gli enti locali possono trovare più o meno fondate giustificazioni per l’impreparazione non si può dire lo stesso per una società autostradale».
Secondo il consigliere regionale non è accettabile che i collegamenti tra l’Abruzzo e Roma siano stati interrotti, «che centinaia di persone compresi malati, anziani e bambini siano rimaste ostaggio di quella che giustamente Guerino Testa ha definito totale disorganizzazione».
«L’autostrada non è la città di Roma dove nevica ogni tot anni», continua il consigliere, «il rischio neve sull’autostrada c’è sempre e non si può invocare come scusa che la neve era più del previsto come fa la Società Strada dei Parchi. Dire che un’autostrada che attraversa le montagne è stata colta impreparata da a un evento nevoso è incredibile. E’ come se una nave da crociera fosse priva di scialuppe».
Acerbo chiede alla Regione di «svegliarsi» e «cominciare ad esercitare i dovuti controlli nei confronti del concessionario. Auspico che i parlamentari abruzzesi si attivino per fare chiarezza chiedendo all’Anas e al Ministero delle Infrastrutture se effettivamente i protocolli a cui dovrebbe essere tenuto il concessionario privato sono stati rispettati».
Intanto l’associazione di consumatori Adoc si sta interessando della vicenda delle oltre 100 persone fatte uscire a Valle del Salto nel primo pomeriggio di venerdì e rimaste per ora in fila per il ventilato rientro dopo il ripristino della percorribilità. «Quelle persone sono state costrette a passare tutto il pomeriggio in attesa e poi, solo grazie all'ospitalità di una struttura alberghiera lì presente, a loro spese, non hanno passato la
notte all'addiaccio», spiega il presidente Adoc Antonello Galassi. Il limitato numero delle camere ha costretto molti di loro a "dormire" nella hall sdraiati o seduti su divanetti o sedie.
Al mattino seguente, aiutandosi tra loro, hanno liberato i mezzi dalla neve e si sono rimessi in attesa di rientrare in autostrada. «Non è stato fornito alcun supporto né è stata data alcuna notizia da Protezione Civile, Strada dei Parchi o altra amministrazione», denuncia ancora Galassi. «Solo alcuni carabinieri e guardie Forestali hanno presidiato il casello, fornendo in maniera encomiabile, per quanto possibile, un appoggio più morale che altro alle persone. Strade dei Parchi non ha fornito alcuna notizia certa circa la possibilità o meno di riapertura dell'autostrada, nonostante le reiterate richieste, né si è riusciti ad avere notizie certe circa
la percorribilità di vie alternative».
Solo nel pomeriggio di ieri si è riusciti ad avere notizie sulla percorribilità della viabilità ordinaria e a farsi accompagnare nel tratto iniziale, molto problematico, della strada per Rieti. «Il tutto», denuncia ancora l’Adoc, «è stato risolto solo grazie ad iniziative personali degli utenti o degli ultimi anelli della catena gerarchica delle istituzioni, non grazie al tanto sbandierato coordinamento di Strada dei Parchi che, memore dei problemi avuti per aver lasciato fermi in autostrada centinaia di automobilisti nel 2010, ha pensato bene di liberarsi del problema, facendoli uscire dall'autostrada e lasciandoli al loro destino, senza poi fornire alcuna assistenza o richiederla agli enti preposti».

PAGANO: VERTICI “STRADA DEI PARCHI” RIFERISCANO IN QUARTA COMMISSIONE
«Chiederò, alla prima seduta utile, l'audizione dei vertici della società 'Strada dei Parchi' in Quarta Commissione, perché forniscano chiarimenti su quanto accaduto negli ultimi giorni sulle autostrade A24 e A25». Lo annuncia il Presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, che solleciterà il Presidente della Quarta Commissione Nicola Argirò, a convocare la dirigenza della società che gestisce le tratte autostradali Pescara-Roma e Teramo-Roma. «I disagi che si sono verificati su quelle autostrade durante le nevicate degli ultimi giorni – puntualizza Pagano – non possono essere imputati solo all'eccezionalità dell'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla regione. E' stata invece palese la totale assenza di un piano coordinato per la gestione dell'emergenza. E questo non è tollerabile, anche perché si tratta del principale corridoio di collegamento tra il versante tirrenico e quello adriatico, che attraversa zone densamente popolate, che non dispongono di una viabilità alternativa adeguata. Era dunque indispensabile mantenere la piena efficienza e operatività delle autostrade. Così non è stato e pretendiamo delle risposte. Anche perché abbondanti nevicate su un'arteria che attraversa l'Appennino, non sono poi così improbabili».