LA TESTIMONIANZA

40 persone in trappola da giovedì sera in una frazione di Magliano dei Marsi. Il Comune:«stiamo arrivando»

Protezione civile e aiuti assenti e impotenti

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40 persone in trappola da giovedì sera in una frazione di Magliano dei Marsi. Il Comune:«stiamo arrivando»
MAGLIANO DEI MARSI. «Ora arriverà qualcuno a liberarci». Lo hanno pensato a lungo, ma dopo ventiquattro ore di attesa non si è visto ancora nessuno.

Sono in 25, quasi tutti anziani, bloccati da giovedì sera  nella frazione Marano del comune Magliano dei Marsi. La neve ha smesso di cadere da qualche ora, ma quella che è venuta giù tra venerdì notte e sabato mattina ha praticamente ridisegnato il profilo dell’intera zona. Impossibile scorgere piante o automobili: è tutta una distesa di coltre bianchissima. Stanotte anche una bufera e per le strade si sono delineate vere e proprie dune.
La neve in alcuni punti arriva a raggiungere il metro e mezzo d’altezza e i residenti della zona sono praticamente isolati e bloccati. Chiusi dentro casa, a contare viveri, scorte e ad attendere che le promesse si trasformino in realtà.
 «Non abbiamo visto nessuno da queste parti», denuncia incredulo Nino Zaccaria al telefono con PrimaDaNoi.it. «Né uno spazzaneve, né qualcuno del Comune. Nessuno», ribadisce scandendo con forza ogni sillaba. «Siamo da 24 ore senza acqua ed è impossibile accendere i termocamini. Iniziano a scarseggiare i viveri ed abbiamo bisogno di assistenza, ci sono anziani».
Il freddo è pungente, ci si veste a tre quattro strati. I vicini di casa si passano le bottiglie che si hanno a disposizione ma con il passare del tempo anche le scorte dei più previdenti si sono esaurite.
 La situazione è disperata e non si ha idea di come potrà evolvere. A preoccupare maggiormente è il fatto che molti residenti della zona sono anziani, ci sono anche persone tra i 90 e i 95 anni, nella maggior parte dei casi malati e cardiopatici e poi ci sono anche bambini molto piccoli. «Ieri sera abbiamo soccorso un signore», racconta Zaccaria, 40 anni, «ci siamo aperti una strada spalando con la pala. Ma per fare 10 metri ci vuole un’ora».  Impensabile solo tentare di arrivare in paese rimuovendo tutta la neve da soli. «In paese abbiamo saputo che hanno pulito tutto alla perfezione»; racconta ancora Zaccaria, «è venuto fuori un gioiello, ma qui è il caos»
Una volta contatto il Comune le risposte sono state sempre rassicuranti ma la situazione non muta. «Se mi affaccio adesso dalla finestra», racconta ancora Zaccaria, «vedo un muro di neve di oltre un metro».

Alle 22.30 ancora silenzio assoluto da parte del Comune. Si saranno dimenticati di loro oppure hanno altre priorità?
Uno scenario da incubo. Uno scenario che non muta da troppe ore. Incredibile ma è l'ennesimo incubo in questo Abruzzo gelato, arretrato e impreparato.

A MARANO SI ASPETTA ANCORA (Aggiornamento 6 febbraio 10.46)

Sono ancora bloccati in casa dalla neve quasi 40 persone che vivono a Marano dei Marsi (frazione di Magliano dei Marsi).
Ci sono anziani e bambini senza acqua, corrente elettrica, riscaldamento e cibo. Al quarto giorno di isolamento, fino a questo momento, nessun mezzo è stato mandato per liberare la strada dalla neve.
Ieri è arrivato un mezzo cingolato dell'esercito che ha distribuito viveri per le 18 famiglie dentro sacchi dell'immondizia: 2 kg di pasta (uno per pasta asciutta e uno per minestra), due scatolette di simmenthal, due di tonno da 80 grammi, 1 kg di zucchero, 250 grammi di latte, due pere e una mela, 1 kg di pane, due litri di latte e una confezione di acqua (6 bottiglie da 1 litro e mezzo), barattoli di pelati da 400 grammi e due barattoli di fagioli tanto per una persona e tanto per una famiglia di 5 persone.
I cittadini sono esasperati e la stessa fugace apparizione dell'esercito ha avuto il sapore della beffa che si aggiunge al danno. Non si capisce come mai non venga sgomberata la strada dopo tutti questi giorni.
«Questa situazione è surreale», commenta a PrimaDaNoi.it Nino Zaccaria, «non si è visto nessuno e non riusciamo a capire il perché. Da quattro giorni siamo senza acqua. La cosa grave è che affacciandosi dalla finestra e guardando a valle ci rendiamo conto che non hanno nemmeno cominciato a spalare la neve e per noi questo è incomprensibile. Abbiamo saputo che il Comune ha a disposizione cinque trattori spalaneve ma qui non si sono avvicinati. Immaginiamo che può essere difficile andare incontro ad un muro di neve ma non hanno nemmeno cominciato».
I residenti della zona hanno chiamato in Comune per chiedere spiegazioni ma si temporeggia. Qualcuno ha provato a contattare anche i carabinieri. La situazione, però, resta immutata. «Ad una persona che vive poco più sù», racconta ancora Zaccaria, «sta per crollare il tetto, per fortuna sono arrivati omogeneizzati per un bambino di appena 6 mesi e abbiamo portato in casa degli anziani la legna».
Se qualcuno si sente male è destinato a morire nella propria abitazione, dicono con terrore. Una ambulanza lì sopra non può farcela ad arrivare. «Ma perché il Comune non interviene?», domanda Zaccaria. «Si sono preoccupati di verificare se ci sono persone che hanno bisogno di aiuto? Possono escludere che qualche anziano non sia già morto in casa?»
a.l.

  IL COMUNE:«SITUAZIONE DIFFICILE MA SOTTO CONTROLLO. INUTILE ALLERTARE PARLAMENTARI O AUTORITA’»
Dal Comune di Magliano de’ Marsi fanno sapere che l’amministrazione «ha formalmente e immediatamente investito del problema le autorità competenti, dalla Prefettura e le protezioni civili provinciale e regionale, per la questione viabilità, e il Consorzio Acquedottistico Marsicano per il problema dell’interruzione dell’erogazione dell’acqua».
Per raggiungere l’abitato -spiegano ancora dal Comune-  è necessario percorrere un tratto provinciale di 10 chilometri e, a seguire, un tratto di 5 chilometri di strada comunale.
«Il Comune ha inviato tempestivamente, una volta liberata la strada provinciale, i mezzi a disposizione, constatando però l’impossibilità di rimuovere la neve, dato che il manto nevoso superava abbondantemente il metro di altezza. Di conseguenza», aggiungono da Palazzo di città, «si è constatato che l’unica tipologia di mezzo in grado di liberare la strada era in possesso della amministrazione provinciale ed era costituito dalla cosiddetta “turbina” che sta raggiungendo in queste ore la zona delle operazioni. Nel frattempo il Comune ha richiesto all’Esercito un mezzo idoneo per raggiungere l’abitato e far fronte al necessario rifornimento di viveri per le persone isolate. Grazie all’intervento personale degli amministratori, dei volontari della Protezione Civile comunale, le famiglie del piccolo centro sono state rifornite dei principali beni di prima necessità e, anche, di beni di conforto. L’intervento del mezzo è servito altresì per tracciare una pista al fine di consentire, in caso di emergenza sanitaria, di raggiungere quanto più agevolmente possibile chi ne avesse bisogno».
Infine l’ultimo consiglio dell’amministrazione comunale: «si invita la popolazione residente nella frazione di Marano a mantenere la calma, di evitare di interessare parlamentari e autorità di vario genere e natura, in quanto nelle prossime ore la situazione potrà essere ricondotta a migliori condizioni di sicurezza».
(aggiornamento 17.50 6 febbraio 2012)