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Caos sull'autostrada A24. Pullman e auto bloccati da 28 ore: «abbandonati da tutti»

In trappola anche il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa

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Caos sull'autostrada A24. Pullman e auto bloccati da 28 ore: «abbandonati da tutti»
CARSOLI. Una odissea infinita: a causa delle neve e di una slavina una decina di pullman sono rimasti bloccati ieri sull’A24. E dopo 28 ore l'incubo non è ancora finito.

Impossibile arrivare a destinazione. Per molti l’avventura è cominciata quasi 24 ore fa, come per Stella, partita dalle 14 di venerdì da Roma a bordo di un pullman Prontobus con direzione Chieti. Con lei sullo stesso autobus altre 17 persone. Immediatamente dietro un pullman della stessa compagnia con a bordo altri 26 passeggeri. A seguire ancora mezzi e per tutti è stata la stessa notte da incubo e per tutti il ritorno a casa è ancora un miraggio. «Quando siamo arrivati alla fine del raccordo anulare, a Roma, per immetterci sull’autostrada», racconta Stella a PrimaDaNoi.it, «l’autista ha chiesto se potevamo passare e se la strada fosse praticabile. E’ arrivato l’ok». Così l’autobus ha preso l’autostrada ma non tutto è andato liscio come si sperava.
La strada, sebbene sporca per l’abbondante nevicata, era libera. Intorno alle 17 l’amara scoperta. «Poco prima del bivio per Carsoli», racconta ancora la ragazza, «abbiamo incrociato alcuni operai della Strada dei Parchi che stavano spalando la neve. Ci hanno fermato: divieto di proseguire oltre a causa di una slavina».
E quello stop se lo sono sentiti intimare anche tutti gli altri pullman che non hanno potuto far altro che spegnere i motori. C’è chi si è fermato lungo il ciglio della strada, chi ha trovato riparo nella galleria con l’effetto claustrofobico che può creare una lunga attesa senza risposte, al buio e al freddo.
«Niente cibo, niente acqua, non abbiamo visto nessuno», racconta Dario. «Alle 17:30 ci siamo fermati e la prima pattuglia della Stradale è arrivata a mezzanotte.... Il 115 unico che rispondeva mi ha detto: purtroppo questa è l'Italia...fate voi». Solo freddo e neve. Nessuna spiegazione, nessuna rassicurazione, ma soprattutto nessuno con cui parlare e a cui chiedere notizie certe su quello che sarebbe accaduto. Un incubo per tutti, un incubo ancor più difficile da sopportare per i tanti bambini e anziani a bordo.
«Abbiamo aspettato sette ore prima che qualcuno si degnasse di dirci cosa fare», racconta ancora Stella. «Abbiamo chiamato infinite volte ai carabinieri, alla polizia, ai vigili del fuoco… nessuna risposta, nessuno si è presentato per liberarci. Siamo stati abbandonati a noi stessi. Una persona si è sentita male, ha avuto una colica renale. Non avevamo niente da mangiare e per fortuna prima di partire l’autista si era fermato all’autogrill di Tivoli altrimenti saremmo stati completamente a digiuno».

L’ARRIVO A CARSOLI
Poi poco prima dell’1di notte e arrivato il via libera. I pullman sono stati fatti uscire a Carsoli e circa 800 persone sono state sistemate nel Municipio e nella scuola.
Il sindaco Mario Mazzetti parla di situazione «drammatica». Tra gli assistiti anche malati e dializzati che attendono l'arrivo dei soccorsi. Una donna trapiantata sta attendendo l'arrivo dell'elisoccorso.
«Abbiamo dormito sulle sedie», racconta ancora Stella. «Per fortuna il riscaldamento è stato acceso ma non erano assolutamente pronti a gestire l’emergenza». Nella scuola e nel palazzo comunale hanno trovato rifugio anche 150 passeggeri di un treno Roma-Avezzano fermo alla stazione di Carsoli. La loro attesa è stata ancora più lunga: 18 ore in balia del nulla. E anche loro stamattina non sanno quale sarà il loro destino.
La notte è stata interminabile. Prima di provare a prendere sonno è stata aperta una pizzeria del paese: «c’era una ressa incredibile e non c’erano pizze per tutti». Insomma caos totale. Ma adesso cosa succede: «non sappiamo nulla», ci rispondono i viaggiatori. Nessuna informazione viene loro fornita. Vi aspetta un’altra notte accampati a Carsoli? C’è chi preferirebbe un’altra notte a dormire su una sedia piuttosto che rimettersi in viaggio con questo tempo e rischiare un nuovo blocco. Ma c’è anche chi non vede l’ora di ripartire e si sente in trappola. «Qui ci sono solo tre alberghi e sono tutti pieni, non sappiamo che fare. Ci hanno detto che l’Esercito non può venire, è impegnato a gestire altre emergenze…e ci hanno detto che c’è stato anche un morto per assideramento a Isernia…»
Stamattina a Carsoli non nevica. Il freddo è pungente e il destino di questi naufraghi della neve è ancora incerto.

C’E’ ANCHE IL PRESIDENTE GUERINO TESTA
Tra le persone in trappola a Carsoli c’è anche il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa che si trovava ieri a Roma per una riunione per il dragaggio del porto di Pescara. «Per uscire da Roma abbiamo impiegato oltre un’ora», racconta a PrimaDaNoi.it. Poi una volta raggiunta l’autostrada il blocco a causa della slavina. «L’unica uscita consentita era quella di Carsoli e dunque siamo usciti lì dopo oltre sei ore di attesa».
La notte Testa l’ha trascorsa «dormendo su una sedia di un ristorante dove abbiamo anche cenato». E questa mattina non si hanno notizie su quello che accadrà. «C’è molta gente in difficoltà». Adesso Testa è bloccato lì «siamo fermi qui, senza sapere come rientrare a Pescara. Non abbiamo la possibilità di muoverci in alcun modo». E c’è molta sorpresa per un evento annunciato ma a quanto pare non affrontato nel miglior modo possibile. «Da tempo si sapeva di questa ondata straordinaria di maltempo», si sfogava questa mattina il presidente su Facebook, «e nonostante ciò la disorganizzazione è totale, la strada è impraticabile. Una situazione assurda, inenarrabile, che lascia sgomenti in un Paese (che si dice) evoluto come il nostro».
Il presidente è in contatto con la protezione Civile e la polizia provinciale. Ma al momento non è chiaro quando si potrà ripartire.   

 

IL DRAMMA CONTINUA DA 28 ORE (Aggiornamento ore 18.40)

Diventa di ora in ora sempre più difficile la situazione per le centinaia di persone bloccate dalla notte scorsa a Carsoli. Dopo una giornata trascorsa tra notizie frammentarie, freddo e incertezza alcuni passeggeri di un pullman diretto a Pescara (sarebbe dovuto arrivare a destinazione ieri alle 17) sono andati a parlare con il sindaco di Carsoli che ha autorizzato i veicoli a rimettersi in moto: «ci ha detto che l’autostrada era stata riaperta».

«Stavamo per prendere un treno ad Avezzano», racconta Dario Saracino a PrimaDaNoi.it. «Nessuno ci ha dato informazioni e siamo andati alla caserma dei carabinieri. Lì ci hanno informato che le corse dei treni sono regolari ma poi è arrivato anche il via libera del primo cittadino e così ci siamo rimessi sul pullman».

L’avventura è ricominciata alle 16.30: tutti sopra al mezzo, direzione casello autostradale di Carsoli. «In quasi due ore abbiamo fatto circa 2 chilometri dal Municipio al casello dell’autostrada», racconta Dario, incredulo per quello che sta vivendo da ormai 28 ore, «ci sono auto in tripla fila, tir bloccati, qualcuno che tenta di fare il furbo con le jeep, non si vede nessuna forza dell’ordine a dirigere il traffico. Poi ci hanno di nuovo bloccato. Siamo andati a piedi, io e altri ragazzi, proprio oltre il casello, abbiamo alzato la sbarra a mano e abbiamo visto una pattuglia della Polstrada vicino al bivio Pescara-Roma. Ci hanno detto che fanno entrare i veicoli trenta alla volta. Ma sinceramente non so cosa succederà perché non si muove nulla e la rampa che vediamo da qui è tutta bloccata».

La giornata d’attesa è stata traumatica: a pranzo la Croce Rossa ha distribuito i pasti ma la cosa più devastante è stata l’assenza totale di notizie. «Tutti parlano della Protezione Civile», continua Dario, «ma qui la Protezione Civile non c’è. Ho letto su internet che in autostrada c’è un presidio della Protezione Civile, ma qui non c’è, ci sono stato personalmente, ho visto con i miei occhi, qui non c’è nessuno al casello, nemmeno la macchina dei vigili».

 «Qui il caos è totale», racconta ancora Stella. «Non c’è polizia, non c’è nessuna pattuglia». La notte è scesa nuovamente e la paura di vivere una nuovo  incubo si fa sempre più concreto.


Alessandra Lotti