SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA.

Immigrazione, truffa all’Inps. 7 indagati

Ditta fantasma assumeva e licenziava gli extracomunitari

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Immigrazione, truffa all’Inps. 7 indagati
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. La Procura di Teramo (pm Stefano Giovagnoni) ha iscritto nel registro degli indagati 7 persone per concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato.


Tra i reati contestati ci sono anche falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici determinato dall'errore altrui con inganno, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina al fine di trarne ingiusto profitto, emissione di false fatturazioni e violazione della normativa in materia di assunzioni.
I militari di Sant’Egidio alla Vibrata insieme ai colleghi dell’ispettorato del lavoro hanno disarticolato l'organizzazione capeggiata da F.A, ragioniere commercialista di 61 anni di Civitella del Tronto ed un falso imprenditore di Sant'Egidio alla Vibrata, A.C. di 31 anni alle cui dipendenze sottostavano, secondo le prime risultanze, un tunisino, tre marocchini ed una romena compagna del commercialista.
I militari hanno indagato su un giro truffaldino costato, finora, all'Inps almeno 80mila euro di indennità di disoccupazione non dovute percepite dai sei stranieri finora scovati. La ditta fantasma intestata al trentunenne prestanome, aveva fittiziamente assunto e poi licenziato 90 extracomunitari residenti nelle province di Teramo, Ascoli Piceno e Ravenna. Quei lavoratori, in realtà, non avevano mai lavorato un minuto ma, in compenso, avrebbero percepito indebitamente il sussidio. La stessa impresa aveva emesso false fatturazioni fiscali per 400mila euro che hanno determinato una maxi evasione fiscale su cui ora indaga la guardia di finanza di Nereto (Teramo). Per di più, al fine di ottenere i permessi di soggiorno, erano stati tratti in inganno i funzionari delle questure di Teramo, Ascoli Piceno e Ravenna e del commissariato di Fermo.
Su autorizzazioni del pubblico ministero, i militari hanno perquisito l'ufficio del ragioniere sequestrando l'hard disk del suo computer, ora al vaglio delle fiamme gialle, per rintracciare eventuali altri partecipanti alla truffa, persone fisiche e giuridiche. L'attività dello studio professionale del sessantunenne, finito nel mirino della magistratura per un'altra precedente inchiesta, è stata sospesa su disposizione della procura.