LA BIOGRAFIA

Martone, la biografia di Travaglio: «aiutato a sua insaputa»

Il viceministro contestato per le sue affermazioni sugli studenti ‘sfigati’

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Martone, la biografia di Travaglio: «aiutato a sua insaputa»
ROMA. Il giornalista Marco Travaglio nel corso dell’ultima puntata di "Servizio Pubblico" ripercorre il curriculum del vice ministro Michel Martone, docente fino a qualche settimana fa all’Università di Teramo.


Qualche giorno fa il più giovane esponente del governo Monti ha fatto indignare migliaia di studenti italiani con una sua dichiarazione pubblica: «chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato», ha detto.
Da Teramo, dove fino a qualche mese fa Martone aveva una cattedra di diritto del Lavoro, è partita la contestazione , ma Martone se l’è dovuta vedere anche con migliaia di ragazzi che lo hanno insultato via Twitter. Poi una piccola retro marcia, «forse sono stato poco sobrio», ha detto prima di lanciare l’ennesima perla: «se in tanti si sono arrabbiati vuol dire che ho toccato un nervo scoperto».
Ieri sera il giornalista Marco Travaglio ha ripercorso il curriculum di Martone ricordandogli che «è appena morto Steve Jobs che una laurea non l’ha mai presa …e non è che fosse proprio quello sfigatone che immagina. Lo stesso governo di cui fa parte Martone vuole togliere il valore legale alla laurea».
Per Travaglio gli unici laureati non sfigati sono quelli che «hanno santi in paradiso».
«Ma chi è Michel e da che pulpito parla?», si è interrogato il giornalista. «Cosa faccia nel governo non si è capito. Il ministro Fornero non gli parla nemmeno, non gli lascia toccare palla, l’altro giorno hanno distribuito le deleghe e a lui è capitata quella alle ‘funzioni particolari’ che vuol dire tutto e niente, ma più niente. Dice di essersi fatto tutto da solo ma qualcuno lo ha aiutato, pare a sua insaputa».
«Suo padre», ha continuato Travaglio, «è un potentissimo magistrato romano, avvocato generale della cassazione, più noto per le poltrone che per le indagini. Era un assiduo dello studio Previti, dicono le biografie. E’ arrivato alla presidenza dell’associazione nazionale magistrati e poi è stato presidente dell’authority degli scioperi. Poi l’ex ministro Renato Brunetta lo ha nominato a Capo del Civit, Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche. Ha lasciato dopo essere finito nello scandalo della P3».
Ma il figlio? Michel ha fatto «un carrierone», ha sottolineato Travaglio: «a 23 anni si è laureato in legge, 110 e lode, relatore della sua tesi Mattia Persiani, amico del padre. Appena laureato vince un dottorato di ricerca a Modena. A 26 anni vince un dottorato a Teramo, promosso da una commissione presieduta dal professor Proia, amico di Persiani che con Persiani ha scritto tre libri. Diventa avvocato e fa pratica nello studio di Persiani. A 27 anni diventa professore associato e il presidente della commissione che lo promuove è Persiani».

Gli anni passano, ha raccontato ancora Travaglio: «a 29 anni Michel prende l’ idoneità e diventa ordinario all’ università di Siena. Lo promuove Persiani. La sfiga è cieca ma il culo ci vede benissimo».
Per il giornalista de Il Fatto quotidiano quel concorso «è tutto da raccontare». «I posti da assegnare erano solo 2, 8 i concorrenti. In 6 però si ritirano. Restano Martone è un’altra persona. Martone arriva secondo. La prima aveva 52 anni, 40 pubblicazioni e 2 lauree. Lui un solo volume più uno provvisorio. Tre commissari su cinque danno valutazioni tra l’ imbarazzante e imbarazzato». L’unico entusiasta è Persiani. Martone passa. Il quinto professore, in forma anonima, si è sfogato qualche giorno fa con un quotidiano e ha parlato di Martone come «un raccomandato di ferro, iperspinto. Non è il peggio che ho incontrato ma è stato una esagerazione spingerlo così».

Dopo Siena Martone è stato richiamato a Teramo dove era fino a qualche settimana fa ordinario di diritto del lavoro. «A 31 anni già docente, un miracolo», ha sottolineato Travaglio, «in un paese che i docenti under 40 sono appena l’ 1,5%». Il giornalista ha anche raccontato che «uno dei compari della loggia P3, Arcangelo Martino, ex socialista, quando è stato arrestato, ha raccontato che Antonio Martone (il padre) attraverso il partito voleva dare risposta lavorativa al figlio». Lui e un altro «andarono da Dell’Utri per chiedere di sistemarlo. Vabbè vediamo… rispose. La P3 sperava che Martone padre intervenisse sulla consulta per il Lodo Alfano». E mentre il padre stava al Civit al figlio è stata assegnata una consulenza da «40 mila euro all’anno». Michel ha collaborato anche con l’ex ministro Sacconi. Per lui era in arrivo anche una nomina ma il governo Berlusconi è caduto prima e quindi niente da fare. «Sacconi lo raccomanda in un posto in quota Pdl travestito da tecnico nel nuovo governo Monti, a sua insaputa», chiude Travaglio. «Michel racconta che ha mandato un curriculum a Catricalà e lo hanno preso. Ora oltre a dire agli studenti che se non si laureano prima dei 28 anni che sono degli sfigati, dice anche: ‘se volete un lavoro spedite un curriculum’».