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Gasdotto Snam, Moroni convoca i sindaci

Martedì risoluzione in Consiglio regionale

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Gasdotto Snam, Moroni convoca i sindaci
L’AQUILA. La prossima settimana momento decisivo per decidere le sorti dell’infrastruttura.

L’assessore all’Ambiente del Comune dell’Aquila, e presidente del coordinamento che si oppone alla realizzazione del gasdotto Snam lungo la dorsale appenninica, Alfredo Moroni, ha convocato i sindaci dei Comuni abruzzesi interessati dal passaggio dell’infrastruttura per martedì 8 febbraio, alle ore 10, a Pescara, in occasione della riunione del consiglio regionale. «Martedì il Consiglio regionale, che si terrà nella sede del Comune di Pescara, discuterà una seconda risoluzione sul gasdotto, - ha dichiarato Moroni - presentata dal presidente della commissione regionale Ambiente Luca Ricciuti e dal consigliere Giovanni D’Amico e già approvata nella commissione competente. Siamo molto soddisfatti per tale circostanza e per l’attenzione rivolta, in quella sede, all’audizione dei sindaci dei territori interessati e dei comitati, indicativa di una positiva condivisione e di una ottimale sinergia della Regione con le comunità locali. Si tratta, infatti, di un documento importante che va nella direzione indicata e sostenuta dai rappresentanti dei territori interessati dal passaggio del gasdotto, in primo luogo rafforzando la determinazione di ottenere il diniego, da parte del consiglio regionale, all’intesa Stato – Regioni sull’opera, e inoltre chiedendo al presidente Chiodi di avviare il tavolo interistituzionale per il cambiamento del percorso, ai fini di persuadere Snam a individuarne uno alternativo, che privilegi il passaggio sotto il mare Adriatico. È dunque estremamente importante che i rappresentanti delle comunità abruzzesi che si oppongono al gasdotto siano presenti, in veste istituzionale, e dunque con le loro fasce, per dare forza alle ragioni del no e sostenere il voto alla risoluzione, vigilando affinché questo documento venga approvato e ottenga il voto favorevole e l’appoggio di tutti i partiti. Come abbiamo sempre sostenuto e ricordiamo ancora una volta, questa battaglia è infatti, prima di tutto, una battaglia per la tutela dell’ambiente e delle economie specifiche di un’intera regione, e non solo di questo o quel territorio».