PESCARA

Doping in palestra, 30 rinvii a giudizio

Esce dall’inchiesta un farmacista di Vasto

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Giuseppe Bellelli

Giuseppe Bellelli

PESCARA. Comincerà il prossimo 22 giugno, davanti al tribunale collegiale di Pescara, il processo relativo all'inchiesta su un traffico di sostanze anabolizzanti nelle palestre.

La ‘centrale’ del traffico era a Pescara. Il gup Gianluca Sarandrea ha rinviato a giudizio 30 imputati su 31. Dal procedimento esce fuori una farmacista di Vasto: il giudice ha accolto l'eccezione di competenza territoriale e, quindi, ha trasmesso gli atti all'autorità giudiziaria competente. I fatti risalgono ad un periodo di tempo compreso tra il 2004 e il 2006. Secondo l'accusa i farmaci dopanti arrivavano in Abruzzo dall'Ucraina tramite autisti di pullman che trasportavano le badanti destinare ad assistere persone anziane o malate. Tra le trenta persone rinviate a giudizio Oleksiy Kalashnikov, di 32 anni, considerato il capo del sodalizio criminale, accusato di aver costituito e organizzato l'associazione per delinquere importando illecitamente dall'Ucraina sostanze anabolizzanti, reperite attraverso i propri genitori, servendosi di autisti - corrieri. Saranno processati anche Valery Kobzarenko,31 anni, all'epoca dei fatti ciclista professionista; Massimiliano Ferro, 42 anni, di Pescara; Edgardo De Flammineis, 37 anni, di Pescara; Enrico Sprecace', 52 anni, di Pescara; Roberto Sciarra, 35 anni, nato a Pescara e residente ad Atri (Pescara);Giuseppina Cristina Bruno, 37 anni, originaria degli Stati Uniti; Massimo Di Cintio, 36 anni, di Pescara. Per Kalashnikov, Sprecace', Ferro, Bruno e Morgante, il gup ha inoltre disposto il non luogo a procedere per alcuni capi di imputazione per intervenuta prescrizione.