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Dragaggio, l’Ispra decide di non decidere. Pd: «ora Testa si dimetta»

Attesa per le analisi, ma c’è ancora da aspettare

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Dragaggio, l’Ispra decide di non decidere. Pd: «ora Testa si dimetta»
PESCARA. La risposta era attesa proprio in questi giorni ma anche in questa volta il destino ha riservato l'ennesimo colpo di scena.

L’Ispra avrebbe dovuto sciogliere il nodo e comunicare se i fanghi del dragaggio possono essere buttati in mare o no. Il responso più atteso era certamente quello che riguardava i due laboratori che hanno svolto le analisi del porto canale. In realtà l’Ispra avrebbe comunicato al commissario straordinario che la documentazone inviata dagli enti pubblici abruzzesi non è idonea ad emettere un verdetto. Insomma non si può decidere con le sole carte in possesso oggi. Resta il mistero: chi ha usato un metodo esatto e chi quello errato? Chi aveva ragione?

 L’Arta secondo la quale le concentrazioni di Ddt e contaminanti «sono bassissime» (il Ddt sotto lo 0,1 per cento) e «non si tratta di rifiuti» e anche se fossero rifiuti «non sarebbero pericolosi»? O il laboratorio di Brescia incaricato dalla procura dell’Aquila che avrebbe certificato la presenza di «rifiuti pericolosi» facendo così scattare il sequestro della draga e il blocco dei lavori?  Il commissario straordinario per il dragaggio, Guerino Testa, si dice in attesa di un responso per poi prendere ulteriori decisioni ma è inevitabile che lo sconcerto aumenta così come il dilatarsi dei tempi.

Il consigliere comunale del Partito Democratico, Enzo Del Vecchio, annuncia la «verità pilatesca» comunicata dall’ Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente incaricata di accertare chi avesse ragione. Perchè le verità che sono venute fuori sono due: «l’istituto», spiega Del Vecchio, «ha ritenuto di soprassedere alla decisione e lasciare spazio ad una nuova tornata di analisi».

Come previsto, infatti, in una prima fase l’Istituto si doveva concentrare sulla metodologia seguita dall’Arta e dal consulente della Procura. Nel caso in cui entrambe fossero risultate idonee si era già deciso di procedere ad un secondo step. L’Ispra fornirà dunque sia all’Arta che al consulente della Procura un “campione cieco” (di cui solo l’’Ispra conosce il contenuto) da analizzare con la stessa procedura usata per il materiale di dragaggio e in base al risultato fornito l’Ispra sarà in grado di chiarire quale dei due soggetti utilizza la metodologia idonea allo scopo.
Sempre secondo quanto riferisce Del Vecchio non è stato chiarito nemmeno quale sia la metodica da utilizzarsi, «per cui ognuno dei laboratori in causa potrà continuare per la strada sin qui seguita con buona pace della marineria, degli operatori commerciali, degli operatori turistici e della Città di Pescara che una cosa avrà comunque accertato: essere stata completamente abbandonata».
Di fronte a questo inquietante spettacolo ed all’enorme danno socio-economico a cui è soggiogata Pescara l’esponente del Partito Democratico chiede un cambio di rotta. «L’operoso quanto solitario ed incolpevole Commissario Guerino Testa rassegni immediatamente le dimissioni dall’incarico affinchè la Regione Abruzzo, che in tutto questo tempo ha dato sfoggio di tutta la sua ignavia per le problematiche pescaresi, si assuma fino in fondo le sue responsabilità quale ente deputato alla manutenzione delle strutture portuali». Del Vecchio chiede inoltre che il Comune di Pescara, la Provincia, la Camera di Commercio e tutti gli organismi di rappresentanza e tutela del sistema economico sociale operante nelle strutture portuali di Pescara attivino immediatamente tutte le iniziative possibili nei confronti di coloro che hanno determinato tutto ciò «attraverso azioni risarcitorie per gli ingenti danni causati»