PIANELLA

Scandalo Ato, D’Ambrosio non si dimette ma querela PrimaDaNoi.it

Viaggi personali, una delibera falsa e la laurea al centro dell'inchiesta

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Scandalo Ato, D’Ambrosio non si dimette ma querela PrimaDaNoi.it
PIANELLA. Il sindaco di Pianella non ha nessuna intenzione di lasciare Palazzo di città prima del tempo.


Lui resta seduto sulla poltrona più alta anche dopo la notizia di una inchiesta che lo vede indagato insieme ad altre persone per i reati di peculato, corruzione, abuso d’ufficio, falsità materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica, distruzione di documenti, truffa ai danni dello Stato. L’indagine è quella coordinata dal pm Valentina D’Agostino e portata avanti dagli uomini della polizia giudiziaria della procura e dalla Digos di Pescara. Tra i fatti contestati l’utilizzo di soldi dell’Ato per spese personali: ci sono 10 mila euro di pranzi in tre anni, 2.300 euro di multe (superamento dei limiti di velocità e divieti di sosta), viaggi a Roma con l’auto aziendale e l’utilizzo del telepass Ato.
Nel mirino della magistratura anche la laurea in Scienze Manageriali del primo cittadino e il rapporto molto stretto tra l’amministratore pubblico e Luigi Panzone, professore associato di tecnica bancaria presso la Facoltà di Scienze Manageriali alla D’Annunzio.
Non solo il sindaco ha respinto la richiesta di dimissioni arrivata dalla minoranza ma ha anche annunciato, fa sapere il consigliere comunale Filippone, di aver pubblicamente annunciato che querelerà il quotidiano PrimaDaNoi.it ‘colpevole’ di aver pubblicato gli atti (non più secretati in quanto notificati alle parti) dell’inchiesta ed in effetti il nostro quotidiano è stato l’unico a parlarne.
Solo qualche giorno fa nel corso di una intervista su una emittente locale che continua ad andare in onda in replica  D’Ambrosio ha ribadito la completa estraneità ai fatti contestati. Sulla laurea su cui anche la Procura ha sospetti lui ha assicurato: «conosco un professore, ho fatto più di 30 esami…non capisco cosa c’entri». Nessuna domanda gli è stata posta, durante l’intervista, sui motivi per il quale ha girato al professor Panzone (indagato per corruzione continuata in concorso), come dice la Procura «numerosi titoli di credito» per circa 60 mila euro. Per il pm D’Agostino sono serviti per «agevolare il superamento degli esami universitari e, successivamente, nel conseguimento della laurea specialistica in Economia e Management, presso la medesima facoltà».
Nessuna domanda è stata formulata in tv sui motivi per cui andava a Roma per la sua attività da Parlamentare con l’auto aziendale. Nessun chiarimento è stato chiesto neppure sulla delibera 62 dal cda dell’Ato con la quale si prorogavano fino a fine 2009 gli incarichi già conferiti a Pagano (dirigente del servizio amministrativo), Alessandro Antonacci (dirigente dell’area tecnica), Sergio Franci (consulente dell’ente), Fabrizio Bernardini (segretario dell’ente).
Il sindaco ha parlato di un atto che poteva fare in quanto previsto dalla legge. Ma nessuno gli ha chiesto come mai la procura sospetta che il documento sia in realtà un falso e l’oggetto originario della delibera 62 era in realtà ‘affidamento fornitura servizio telefonia mobile operatore Vodafone’. In tv il primo cittadino si è auto assolto, in Consiglio comunale lo ha fatto nuovamente e ha promesso battaglia (legale) per chi scrive i fatti che gli vengono addebitati.
«Non chiedo le dimissioni di D’Ambrosio e di Di Giamberardino (assessore indagato nell’ambito della stessa indagine, ndr)», ha detto nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale il consigliere Gianni Filippone, «in quanto ad oggi non ci troviamo ancora di fronte ad una sentenza di condanna. Ma consiglio le dimissioni volontarie, al fine di non coinvolgere, più di quanto avete già fatto, la cittadinanza di Pianella, in questa triste vicenda. Sicuramente, con le vostre dimissioni volontarie, i cittadini di Pianella, non sarebbero più individuati all’esterno come quelli amministrati da un Sindaco ed un Assessore in attesa di rinvio a giudizio, per gravissimi reati, nei confronti della pubblica amministrazione. Così, si attenuerebbe, almeno in parte, il loro imbarazzo».


Le cose che abbiamo scritto sono le stesse che l’ex parlamentare ha nei fogli che la procura gli ha consegnato. Se non le ha lette, lo faccia, se le ha lette sa che abbiamo dato una notizia vera e la querela serve solo per intimidire. E non è affatto originale.
a.b.