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Cavo Terna, «per San Giovanni Teatino non c’è alcun risarcimento»

Il primo cittadino smentisce il Comune di Pescara e conferma: «ci opponiamo al progetto»

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Il Comune di San Giovanni Teatino

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SAN GIOVANNI TEATINO. «Quei soldi», dice oggi Marinucci, «non sono mai stati né promessi né previsti».


«Non c’è alcun risarcimento in vista per il Comune a causa dell’elettrodotto Terna, il cui tracciato contestiamo con forza».
Il sindaco, Luciano Marinucci, interviene sul caso e smentisce le notizie fornite dall’assessore del Comune di Pescara Isabella Del Trecco  secondo la quale ci sarebbero 4,5 milioni di risarcimento per San Giovanni Teatino che verrà attraversato dai cavi del condotto Tivat-Gissi.
«Quei soldi», dice oggi Marinucci, «non sono mai stati né promessi né previsti». Il primo cittadino ammette il suo stupore per aver letto la notizia e assicura: «le informazioni che sono state date relativamente alla mia cittadina non sono rispondenti al vero e hanno bisogno di una doverosa rettifica».
Secondo il sindaco in Comune non vi è traccia di un impegno di Terna a spendere la presunta somma di 4,5 milioni di euro; «l’unico impegno di cui si parla nei documenti in nostro possesso», spiega, «è quello preliminare ad interrare un breve tratto di elettrodotto di circa 1 chilometro, la cui spesa ben difficilmente mi pare possa arrivare alla metà di quanto pubblicato dagli organi di stampa».
Inoltre, spiega sempre il sindaco, a differenza di quanto stabilito nella convenzione stipulata con il Comune di Pescara, la proposta avanzata da Terna al Comune di San Giovanni Teatino prevede che l'intervento sarà realizzato solo se tecnicamente possibile e solo dopo la realizzazione e l'entrata in esercizio dell’elettrodotto. «Quindi», sottolinea Marinucci, «questa è l’unica misura, peraltro del tutto ipotetica, di risarcimento o di compensazione ambientale a favore dei cittadini del Comune di San Giovanni Teatino che ho rinvenuto agli atti. Inoltre, immediatamente dopo il mio insediamento e molto prima che fosse approvato il progetto, ho motivatamente contestato la localizzazione del tracciato».
Un tracciato che attraverserebbe una delle zone più densamente popolate, la ex Tiburtina Valeria, piena di sottoservizi, incluse le reti del gas, con un enorme carico di traffico e con difficoltà di realizzazione evidenti.
Marinucci ha offerto come soluzione alternativa il tracciato ricompreso tra l’asse attrezzato e l’aeroporto d’Abruzzo.
«Ho dovuto con grande disappunto constatare», racconta, «che la mia richiesta è stata completamente ignorata, in quanto il progetto è stato approvato così com’era previsto e, di conseguenza, la mia amministrazione lo ha impugnato, insieme ad altri cittadini, il dinanzi al Tar del Lazio, limitatamente al tratto ricadente nel proprio territorio, impugnando anche altri atti, tra i quali la determinazione regionale di attestazione di conformità urbanistica delle opere, che dal nostro punto di vista non poteva essere rilasciata».
Indipendentemente dagli esiti del ricorso, il sindaco annuncia che si sta valutando con i propri legali anche la possibilità di assumere altre iniziative: «è evidente», continua il primo cittadino, «che riteniamo del tutto insoddisfacente il modo in cui la precedente amministrazione ha rappresentato gli interessi dei cittadini, è stata assente a tutte e tre le conferenze dei servizi convocate sull’argomento e continueremo a perseguire ogni strada, non certo perché si impedisca la realizzazione del progetto, ma perché ad esso vengano apportate modifiche o prescrizioni idonee ad introdurre le cautele rispetto ai rischi anche solo ipotetici per la salute che meritano, oltre ai cittadini di Pescara, anche quelli di San Giovanni Teatino».



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