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UdA: alla ricerca del direttore perduto mentre si avvicinano le elezioni a rettore

Il direttore generale Cucullo ha già rescisso il contratto

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UdA: alla ricerca del direttore perduto mentre si avvicinano le elezioni a rettore
CHIETI. Risoluzione consensuale del contratto. Poco prima dell’inizio del Senato accademico.


Ieri mattina il direttore generale designato Giovanni Cucullo ed il rettore Franco Cuccurullo hanno rescisso il contratto sottoscritto il 20 dicembre scorso e solo in attesa di approvazione da parte del CdA UdA. Il rettore infatti lo aveva prescelto in una terna di nomi indicati dalla Commissione esaminatrice del concorso bandito «così ponendo fine alla vacanza del posto determinatasi a causa della cessazione dalle funzioni di fatto svolte sino al 27 settembre 2011 dal dott. Marco Napoleone e sancita dal decreto rettorale n. 883 del 27 settembre 2011». Così si legge nel verbale del CdA, lo stesso in cui vengono nominati gli avvocati Pierluigi Tenaglia e Valerio Speziale per il recupero di 540 mila euro di stipendi pagati a Marco Napoleone.
La comunicazione del rettore al Senato è avvenuta senza che volasse una mosca, quasi per esorcizzare una sconfitta nella scelta del successore di Marco Napoleone, il dg licenziato in tronco e che ha attivato alcuni ricorsi al Tar ed al giudice del lavoro. Proprio questo contenzioso non risolto, al quale si è aggiunto quello di Daniela Rapattoni, la candidata esclusa dalla selezione per la ricerca del nuovo dg, ha convinto Cucullo a rinunciare all’incarico e rischia di essere un ostacolo per la nomina di un altro dg. Il rettore, però, si è riservato una consultazione con gli avvocati per chiedere se e come utilizzare la terna che non è una graduatoria da far scorrere e per non commettere qualche errore nella scelta del prossimo dg. La rinuncia di Cucullo, ampiamente preannunciata da PrimaDaNoi.it, potrebbe essere  la spia di un malessere interno alla d’Annunzio che si cerca di occultare, perché il contenzioso che si è scatenato contro l’UdA a causa del licenziamento dell’ex dg fa aumentare il malumore per le scelte di Cuccurullo che forse pensava di risolvere il tutto presto e bene. Così non è stato, mentre la rinuncia del nuovo direttore e la scelta di un altro nome nella terna a suo tempo identificata dalla Commissione esaminatrice hanno complicato lo scenario. Per il nuovo dg in realtà i nomi selezionati nella terna non erano e non sono da considerare come primo, secondo o terzo, ma semplicemente come tre idonei all’incarico per il quale avevano presentato domanda. Che poi due (lo stesso Cucullo e Filippo Del Vecchio) avessero totalizzato lo stesso punteggio con il curriculum e con il colloquio, ciò non significava che il terzo non avesse le stesse possibilità di essere nominato, se il rettore lo avesse indicato. Ora si pensa che nel caso la scelta cadesse su Filippo Del Vecchio, si tratterebbe di un manager in pensione che quindi dovrebbe avere meno problemi di Cucullo ad accettare l’incarico. Il fatto è che in questo clima di tensione passano sotto silenzio anche vicende importanti, come la chiusura del contenzioso UdA-Naiadi che doveva costare 800 mila euro per affitti non pagati (con sentenze di condanna in primo e secondo grado a carico dell’università) e che invece è costata la metà, con un risparmio di 400 mila euro. La mediazione risolutiva, curata dal preside Paolone, non è stata molto apprezzata da altri componenti del Senato, distratti forse dai giochi elettorali sempre più vicini: si vota infatti a maggio. L’altra notizia che per ora fa più rumore è il tentativo di mantenere in servizio come consulente Mario Castiglione, che dirige l’Ufficio personale e che con il primo febbraio dovrebbe andare in pensione. Trattenerlo all’UdA con una consulenza sembra molto importante a fini elettorali, per la sua conoscenza del personale e dei meccanismi di votazione. Quasi un garanzia insomma per elezioni che si presentano molto difficili.
Sebastiano Calella