SILVI

Piano Regolatore Generale: «più cemento meno paesaggi»

Ruffini contesta alcuni punti del piano e si appella alla Regione

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Piano Regolatore Generale: «più cemento meno paesaggi»
«30 ettari di cementificazione ed aree naturali trasformate in cantieri».

SILVI.«30 ettari di cementificazione ed aree naturali trasformate in cantieri». Sarà questo il nuovo volto di Silvi, secondo il consigliere regionale Claudio Ruffini (Pd), all’indomani dell’approvazione del Piano Regolatore Generale da parte della Regione il prossimo 7 febbraio.
Accettando questo strumento urbanistico, secondo il consigliere regionale, «la Regione Abruzzo rinuncia alle aree di pregio paesaggistico a favore della cementificazione». E’ per questo Ruffini  ha chiesto in Commissione di rinviare questa proposta al Comitato Regionale per i beni ambientali incassando il no della maggioranza di centrodestra.

Tra gli  aspetti poco convincenti, secondo Ruffini, c’è il contenuto  del piano «all’inizio pensato per migliorare gli aspetti sociali, ambientali e logistici della città di Silvi e via via trasformatosi in una speculazione edilizia».
«Va ricordato», dice, «che era nata come una variante tecnica, invece in sede di pubblicazione sono pervenute al comune di Silvi circa 300 osservazioni e l'attuale giunta Vallescura le ha accolte quasi tutte, imponendo al territorio una forte espansione edilizia di circa 30 ettari».
Poi, tra gli aspetti più contestati ci sono « l’area ubicata nell'incrocio tra la statale adriatica e la statale per Atri che passerà da zona ad attrezzature collettiva (scuole, aree sportive, verde attrezzato, etc) ad area commerciale forse per realizzarvi l'ennesimo centro commerciale».
«Addirittura», incalza Ruffini, «l’attuale amministrazione comunale colloca il nuovo polo scolastico, che doveva sorgere in questa ampia e salutare zona, vicino alla ferrovia e allo stadio. Si permette una vera e propria speculazione edilizia, si crea un degrado ambientale, si aumenta inquinamento, caos e insicurezza per l’elevato traffico che ne deriverà lungo la SS 16 e la rotatoria».
 Altra modifica «riguarda una zona collinare dove passerebbe la progettata strada di variante alla statale 16 e precisamente in corrispondenza della galleria prevista. Ipotesi che  andrebbe evitata per non aggravare di ulteriori costi gli eventuali consolidamenti dei fabbricati realizzati».
Tutto questo per il consigliere regionale «è il segnale di un'ottusità politica in ossequio al bieco interesse di filiera del centrodestra che passa dal Comune ed arriva in Regione».