APPALTI & RICOSTRUZIONE

Salta il teatro a Teramo, azienda finita in una inchiesta per camorra

La Straferro impegnata anche nella ricostruzione aquilana:«siamo sorpresi»

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 Salta il teatro a Teramo, azienda finita in una inchiesta per camorra
TERAMO. Venerdì la notizia che ha gelato una città intera: il project financing del nuovo teatro è stato bloccato dalla Prefettura di Ascoli .

TERAMO. Venerdì la notizia che ha gelato una città intera: il project financing del nuovo teatro è stato bloccato dalla Prefettura di Ascoli  .
Sulla vicenda c’è il massimo riserbo. Il sindaco Brucchi, nel fare l’annuncio, ha detto solo che nel provvedimento di interdizione si parla di «elementi ostativi che riguardano la sopravvenuta inesistenza delle condizioni per procedere all’aggiudicazione definitiva e alla firma della convenzione con la ditta incaricata della realizzazione dell’opera».
Che ci fosse qualcosa sotto e di notevole importanza si era capito fin da subito anche per l’irreperibilità di qualcuno  che in prefettura ad Ascoli potesse chiarire meglio icontorni di una notizia deflagrante per la città.
In realtà lo stop sarebbe arrivato perché il nome della ditta Straferro Costruzioni, che avrebbe dovuto realizzare il nuovo teatro sul terreno del vecchio stadio comunale, è comparso in una ordinanza di custodia cautelare del maggio scorso della procura di Napoli. La stessa ditta che a distanza di un paio di ore dalla notizia ha fatto pervenire ai media tutto il suo stupore.
Nella indagine napoletana, soprannominata ‘Staffa’, sono state arrestate 30 persone ritenute a vario titolo di far parte di una ampia associazione criminale facente capo al clan Stolder.
A capo del clan, si legge nel provvedimento, c’era Raffaele Stolder che «appena riottenuta la libertà, dopo oltre 16 anni di detenzione, preso atto del vuoto di potere creatosi all’interno del comprensorio della “Duchesca, Forcella e Maddalena”, conseguente ai numerosi arresti e pentimenti di diversi componenti di vari gruppi criminali inquadrati nei clan Giuliano, Mazzarella e Misso, si prodigava per riallacciare i contatti con diversi soggetti pregiudicati».
Insieme a loro, dice la procura di Napoli, Stolder avrebbe realizzato «diverse azioni criminose» da sequestri di persona a scopo di rapina, rapine in danno di istituti di credito e gioiellerie, operate con la tecnica del “buco” attraverso la rete fognaria, estorsioni in danno di commercianti ed imprenditori, furti in appartamenti, traffico di stupefacenti, detenzione di armi, gestione di punti scommesse e di case destinate a cittadini stranieri o clandestini, usura, contrabbando di merci e di tabacchi lavorati esteri, riciclaggio e reimpiego di denaro proveniente da delitto, trasferimento fraudolento di valori, usura e false attestazioni finalizzate a ricevere finanziamenti in danno di agenzie preposte.
E’ proprio in questa ordinanza di custodia cautelare che compare anche il nome della società che avrebbe dovuto realizzare il nuovo teatro di Teramo.
Il nome salta fuori in una telefonata intercettata ad ottobre del 2008 sulla utenza di Francesco Vallefuoco che secondo la procura napoletana avrebbe stretto un patto illecito con Stolder al «servizio della cui organizzazione metteva la propria struttura criminale».
Vallefuoco parla con una persona chiamandolo “zio”, e gli dice che gli sta passando al telefono, una persona di Casal di Principe, suo socio in Italia. La persona che interviene al telefono si presenta come Franco Di Tella. Lo zio parla di certificati Soa (società organismo di attestazione) che verranno chiesti, per il tramite di una persona di sua conoscenza, che poi gli presenterà. L’attestazione Soa è oggi un documento necessario per comprovare la capacità dell’impresa di sostenere ogni appalto pubblico di fornitura e posa in opera con importo a base d’asta superiore a 150.000 euro (sia esso in appalto o in subappalto).
Tale certificazione viene valutata sulla base di un’analisi degli ultimi cinque anni di attività dell’impresa, precedenti alla richiesta di attestazione.
I due al telefono parlano di un appalto sulla autostrada A3 Salerno Reggio Calabria. Concordano di incontrarsi a San Benedetto del Tronto, per trattare la questione. «Lo Zio», si legge nell’ordinanza, «dice che questa persona, che provvederà a richiedere la Soa, è anche titolare di una ditta per la fornitura del ferro, a nome Straferro Centro Italia, ed anche di società denominate Sofer ed Italferro Carpenteria. Vallefuoco fa da intermediario tra il Di Tella di Casal di Principe e tale Zio affinchè questi presenti al primo una società il cui titolare si presti ad avanzare, per suo conto, una richiesta Soa per partecipare ad un subappalto per un lavoro, già aggiudicato, pari ad un importo di 56 milioni di euro relativo a lavori da effettuarsi sulla autostrada A3 Salerno Reggio Calabria».
Proprio da qui sarebbe partito lo stop della prefettura di Ascoli.

LA STRAFERRO: «SORPRESI»
Venerdì scorso con una nota la società si era detta sorpresa della decisione assunta dalla prefettura e assicurava di non conoscere i motivi dello stop. Il gruppo Straferro opera da oltre cinquant’anni nell’ambito di contratti per la realizzazione di opere pubbliche e ha cantieri aperti con enti pubblici in molte regioni italiane. Anche a Teramo, ha partecipato alla costruzione del parcheggio di Piazza Dante.
Dopo il sisma che ha colpito L’Aquila nell’aprile 2009 il gruppo si è spostato anche lì: la Straferro è impegnata nei lavori di due case private dichiarate totalmente inagibili. Nel primo caso il contributo richiesto dal proprietario di un immobile di via Puglia a L’Aquila, con una pratica del maggio 2010 ed erogato nel settembre successivo, è stato di 156.917 euro. Un secondo lavoro per un immobile di piazza Mazzini chiesto a gennaio 2011 di 282 mila euro non è stato ancora erogato.
La Sofer, società del gruppo, sembra abbia partecipato anche in alcuni lavori come subappaltatore anche di associazioni temporanee di impresa molto importanti e per lavori di alcuni milioni di euro.
Ma la Straferro Costruzioni è stata anche l’impresa capofila del consorzio che a giugno del 2009 ha proposto la propria consulenza al Comune di Gagliano Aterno per rimettere in sesto l’intero borgo antico distrutto dal sisma: 93 unità immobiliari in tutto. Il Consiglio Comunale di Gagliano ha approvato all’unanimità il 28 novembre 2009 la convenzione, con la quale si regolano i rapporti tra il Consorzio, che provvederà alla ricostruzione degli edifici privati. La stessa offerta è stata poi fatta ai comuni della Valle Subequana.
Alessandra Lotti

LA DITTA: «MAI AVUTO A CHE FARE CON LA MALAVITA»
Dalla ditta Straferro, intanto, si continua «a brancolare nel buio». Ermes Straccia, figlio dell’amministratore dell’azienda, ribadisce a PrimaDaNoi.it «di non sapere ancora nulla».
«Abbiamo fatto richiesta alla Prefettura di Ascoli», dice, «per avere le carte e conoscere i fatti ma ci sono tempi burocratici che vanno da uno a trenta giorni». Il Prefetto, stando alle parole di Straccia, non avrebbe comunicato nulla, neanche in maniera informale, ai diretti interessati.
«Quello che possiamo affermare», dice Straccia, «è che non abbiamo mai avuto a che fare con organizzazioni malavitose». Quanto ad eventuali ricorsi contro la Prefettura o il Comune di Teramo, Straccia frena: «è prematuro parlare di qualsiasi cosa visto che non conosciamo i fatti. Come facciamo ad esprimerci?».
Sulle notizie diffuse a mezzo stampa, infine, il rappresentante dell’azienda oppone un «no comment non voglio entrare nel merito di quanto scritto».