UNIVERSO UNIVERSITA'

UdA, il nuovo direttore Cucullo chiede di far slittare l’assunzione ad aprile

La lettera arrivata all'Università ha creato una certa instabilità

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3381

Il nuovo direttore Giovanni Cucullo

Il nuovo direttore Giovanni Cucullo

CHIETI. Giovanni Cucullo, nuovo direttore generale della d’Annunzio, con una lettera appena arrivata all’università ha chiesto di non prendere servizio lunedì mattina prossimo e di far slittare la sua assunzione di tre mesi, fino al prossimo mese di aprile.

CHIETI. Giovanni Cucullo, nuovo direttore generale della d’Annunzio, con una lettera appena arrivata all’università ha chiesto di non prendere servizio lunedì mattina prossimo e di far slittare la sua assunzione di tre mesi, fino al prossimo mese di aprile.
Solo lunedì si saprà se avrà ottenuto questa “moratoria” o no, ma intanto dall’UdA è partito un tentativo di persuasione per ottenere la marcia indietro. La richiesta di  Cucullo ha provocato prima un grosso disappunto e poi il panico nel rettorato, eppure era prevedibile alla luce di quanto potrebbe decidere il Tar dopo il ricorso di Daniela Rapattoni, la candidata esclusa dalla selezione che – tra le altre cose – chiede anche l’annullamento della nomina del nuovo dg.
Inoltre era nell’aria anche dopo l’ultimo ricorso di Marco Napoleone, sempre al Tar:  l’avvocato Pierluigi Pennetta ha contestato infatti i contenuti del “parere Vaccari” sull’inesistenza del contratto di lavoro dell’ex dg ed il Tar potrebbe dunque esprimersi in modo diverso su quel licenziamento frettoloso. Questi ricorsi in effetti hanno messo in difficoltà il nuovo direttore che si dovrebbe insediare lunedì, anche se in realtà Giovanni Cucullo (che tra l’altro aveva già firmato il contratto) nulla c’entra con le questioni sollevate davanti ai giudici amministrativi.
Ma la scelta di venire da Viterbo a Chieti per lui è diventata improvvisamente molto più difficile: si tratta di lasciare un posto sicuro all’Università della Tuscia – dove è molto apprezzato - per un contratto di pochi mesi all’UdA, con un rettore che cambia ad ottobre e con il rischio che il Tar possa annullare il tutto anche prima. Di qui la sua prudente richiesta, del tutto condivisibile, di prendere tempo una volta che ha letto il contenuto del ricorso Rapattoni che gli è stato notificato nei giorni scorsi. Cosa succederà ora? Di fatto questa richiesta di slittamento dell’assunzione mette in crisi tutta l’operazione di selezione del successore del dg licenziato e lascia scoperto un posto delicatissimo per la gestione della d’Annunzio, che in questi mesi ha «tirato avanti» solo per l’abnegazione dei delegati nominati dal Rettore. Forse sarà il Senato accademico, previsto per lunedì mattina, a trovare una soluzione operativa, però alcuni presidi che sono stati contattati non sembrano molto favorevoli a rinviare di tre mesi questa assunzione così battagliata: il nuovo dg serve subito e il rinvio è un rischio. Le opzioni però non sono molte. O si deve attingere nella terna da cui il rettore aveva scelto Cucullo ed allora il favorito sembra Filippo Del Vecchio, dall’università dell’Aquila, ma non è detto che accetti di essere una soluzione di ripiego. Oppure verrà chiamato direttamente qualche manager universitario, come è avvenuto in altre Università (ad esempio Parma) e come è nei poteri del rettore Cuccurullo. C’è poi un’altra conseguenza imprevedibile: il mancato arrivo di Cucullo o il suo eventuale ripensamento definitivo, del tutto legittimi, depotenzierebbero in parte il ricorso della candidata esclusa Rapattoni. Resterebbe cioè valida solo la richiesta di annullamento delle procedure di selezione e non della nomina, ma solo nel caso in cui il nuovo nominato non appartenga alla terna uscita dalla selezione contestata al Tar. E nella telenovela UdA dai tempi lunghissimi, tra colpi di scena a ripetizione,  alla fine – se saltasse ogni ipotesi di rapida soluzione esterna – per sostituire il dg licenziato si potrebbe far ricorso ad una nomina interna. Scartata la soluzione di promuovere direttore un docente scelto tra gli attuali collaboratori del rettore, resta la possibilità di un contratto di consulenza a qualche funzionario alle soglie della pensione. Qualcuno pensa che il rettore abbia già in mente il nome, ma non si sa se l’interessato accetterà.
Sebastiano Calella