INCHIESTA CALIGOLA

Arrestato titolare della Welfar Net: «è membro della associazione per delinquere»

‘Sfuggito’ alla perquisizione di 20 giorni fa si era reso irreperibile

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8966

Arrestato titolare della Welfar Net: «è membro della associazione per delinquere»
PESCARA.Domenico Peca, arrestato questo mattina dalla Squadra Mobile di Pescara, su ordinanza del gip Marco Billi, non era solo una ‘testa di legno’.

PESCARA. Domenico Peca, arrestato questo mattina dalla Squadra Mobile di Pescara, su ordinanza del gip Marco Billi, non era solo una ‘testa di legno’.
La procura (procuratore Alfredo Rossini e pm Antonietta Picardi) sostiene (e il gip conferma firmando i domiciliari) che Peca abbia partecipato con «assoluta consapevolezza e chiara volontà al sodalizio criminoso».
Quel sodalizio composto da Duilio Gruttadauria e la moglie Anna Teodoro (Ecosfera), la dirigente regionale Vanna Andreola e il marito Michele Galdi, il patron di Cyborg Corrado Troiano e l’ex braccio destro di Ottaviano Del Turco, Lamberto Quarta, tutti arrestati dieci giorni fa. Al momento solo a Troiano, dopo l’interrogatorio di garanzia, sono stati revocati gli arresti domiciliari ma la procura aquilana ha già presentato ricorso.
Peca, insieme agli altri sei, deve rispondere del reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata perché, per avvantaggiare Ecosfera e Cyborg e altre società a loro correlate e riconducibili sempre alle stesse persone «avrebbero condizionato l’affidamento di commesse condizionando le procedure di evidenza pubblica in cambio di contropartite economiche».
Ma per Peca, si scopre nell’ordinanza di custodia cautelare, ci sono altri fatti contestati ancora coperti da segreto istruttorio e al vaglio degli inquirenti che riguarderebbero altre situazioni da approfondire. La procura al momento ha accertato che Peca, così come scrive il gip Marco Billi, «partecipava all’associazione a delinquere, adoperandosi per il raggiungimento dei fini e per la sottrazione di materiale utile alle indagini».

LE PERQUISIZIONI
E il riferimento è alle perquisizioni scattate il 3 gennaio scorso: allora non era stata ancora emessa l’ordinanza di custodia cautelare di Gruttadauria&C (arrestati il 16 gennaio), ma il pm aveva già depositato la richiesta al gip. Proprio il pubblico ministero ha fatto scattare le perquisizioni a seguito di un articolo pubblicato da il Messaggero che rivelava notizie sul procedimento penale in corso.
Nel corso di quella perquisizione gli uomini della Mobile hanno trovato conferma che la Welfar Net è una società riferibile a Ecosfera e negli uffici di Ecosfera, in particolare nella cassaforte di Floriana Tomasetti (socio proprietario e funzionario amministrativo) è stata trovata della documentazione con i bolli della Welfar Net.
Sono stati trovati anche documenti inerenti quote di proprietà Ecosfera gruppo spa, ed Ecosfera spa, ricevute di deposito marche da bollo da parte di società Progetti e Futuro srl, Enge srl, Camposolare 2010 srl, Solco, Vox Comunication srl, Ecorys, Casabella srl, Ed Solar Energy ed un lungo elenco di persone che prestano attività di consulenza presso Ecosfera spa.
Peca (amministratore unico di Welfar che secondo la ricostruzione dei pm si muoveva solo su indicazione Lamberto Quarta) il giorno delle perquisizioni non si è fatto trovare e non ha raggiunto gli investigatori nemmeno in un secondo momento, così come richiestogli.  Lui ha assicurato che sarebbe arrivato in poco tempo ma in realtà i poliziotti non lo hanno visto. Non negli uffici di Ecosfera, di sicuro. E nemmeno a casa sua o dalla mamma dove pure i poliziotti della Mobile sono andati a cerarlo. 

L’INCONTRO CON QUARTA
Ma Peca ha fatto un passo falso perché il giorno successivo, il 4 gennaio, ha chiamato Lamberto Quarta annunciandogli la necessità di vederlo prima possibile. E quella telefonata è stata intercettata.
Peca: «pronto Lamberto?»
Quarta: «sì»
Peca: «ciao sono Nico»
Quarta: «ueh Nico ciao»
Peca: «ascolta Lamberto ti volevo chiedere…siccome…mi…hanno un attimo chiamato…»
Quarta: «eh…»
Peca: «capito sono andati pure a casa»
Quarta: «eh…eh…»
Peca: «per il discorso societario lì….volevo sapere se era possibile vederci…»
Quarta: «si va bene io mo domani vengo al lavoro»
Peca: «no, però, siccome ho urg…tu stai in Abruzzo?»
Quarta: «in questo momento sì»
Peca: «eh se magari ci possiamo vedere in mattinata…»
Quarta: «ah va bene»

I due si accordano per vedersi nel parcheggio del Megalò perché, come già mostrato nella prima ordinanza dell’inchiesta Caligola, gli indagati evitavano di parlare al telefono (dove al massimo si prendevano accordi su come e dove vedersi) preferendo poi sempre posti all’aperto e lontano da ‘orecchie’ indiscrete per parlare dei loro affari. All’appuntamento nel parcheggio del Megalò, però, seguendo le indicazioni telefoniche si è presentata anche la polizia (sotto la sguardo incredulo di Quarta) che aveva intuito che l’uomo avesse intenzione di occultare dei documenti della Welfar Net srl. Tutto il materiale è stato prelevato dagli inquirenti e Peca è stato portato in questura per un interrogatorio

I DOCUMENTI RINTRACCIATI
Tra la documentazione acquisita ci sono alcune fatture («fittizie» secondo la procura) della Welfar net nei confronti della Sercam Italia (una delle società satellite di Ecosfera). Gli inquirenti hanno trovato anche una consulenza «fittizia» di Michele Galdi (marito della dirigente Andreola per un corrispettivo complessivo di 74 mila euro». 9 fatture in tutto da marzo 2011 a dicembre 2011.
Sono state trovate anche altre fatture emesse dalla società Sdc, contratti di servizio tra Welfar net srl e Federsanità servizi, un contratto di fornitura servizi tra la società Mgm Broker srl e Welfer net srl, contratti Infostrada e le note contabili di una agenzia di viaggio nei confronti della Welfar net srl. In totale 23 documenti diversi.
Tra i documenti dell’agenzia di Viaggio la procura focalizza l’attenzione su un rimborso di 184,70 euro richiesto da Lamberto Quarta.
Per gli inquirenti questo dato contabile è importante non per l’importo, assai esiguo, ma perché rafforzerebbe quanto emerso nel corso delle intercettazioni, ovvero che Lamberto Quarta ha agito in nome e per conto della Welfare net. Tra gli altri documenti trovati anche le fatture per consulenze emesse da Peca nei confronti di Ecosfera per un totale di 40.835 euro (9 fatture in tutto).
L’arresto di Peca di questa mattina è scattato a seguito del «concreto ed attuale pericolo di inquinamento probatorio, pericolo già concretizzatosi».
Alessandra Lotti