TERAMO

Teatro: tutto da rifare. La Prefettura blocca il progetto

La ditta: «non ne sappiamo niente, nessuno ci ha avvertito»

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Teatro: tutto da rifare. La Prefettura blocca il progetto
TERAMO. Del nuovo teatro, a Teramo, non se ne farà più nulla. L’alt arriva dalla Prefettura e ad annunciarlo ci pensano il sindaco Maurizio Brucchi e l’assessore ai Progetti Strategici, Giacomo Agostinelli.


TERAMO. Del nuovo teatro, a Teramo, non se ne farà più nulla.  L’alt arriva dalla Prefettura e ad annunciarlo ci pensano il sindaco Maurizio Brucchi e l’assessore ai Progetti Strategici, Giacomo Agostinelli.
Il project financing dell’opera è stato bloccato definitivamente senza possibilità d’appello dalla Prefettura di Teramo. Brucchi riferisce che ci sarebbero «elementi ostativi che riguardano la sopravvenuta inesistenza delle condizioni per procedere all’aggiudicazione definitiva e alla firma della convenzione con la ditta incaricata della realizzazione dell’opera».
Il sindaco nel dare notizia dei fatti, «si attiene al dovere istituzionale di mantenere assoluto riserbo sulle motivazioni addotte dalla Prefettura».
L’amministrazione comunale valuterà nei prossimi giorni se procedere al recupero della polizza fidejussoria.
La Giunta, di concerto con la maggioranza, contestualmente analizzerà lo “studio di fattibilità per il recupero e la riqualificazione del Teatro Comunale” ora esistente, prodotto durante l’amministrazione Chiodi, e qualora si dovesse ritenere che il progetto sia percorribile, verranno avviate le relative procedure istituzionali e amministrative, a cominciare dalla discussione in Consiglio Comunale e al confronto con la città.

L’AZIENDA NON NE SA NIENTE

In una nota la Straferro Costruzioni Srl annuncia di non sapere nulla del blocco e esprime «il suo assoluto stupore per questo tipo di notizia e per il provvedimento adottato dal Comune. Questo a maggior ragione ove si consideri che la Straferro Costruzioni aveva completato giovedì scorso la consegna della documentazione amministrativa necessaria all’aggiudicazione del project financing e stava ultimando la revisione del piano economico finanziario prodromica alla stipula della convenzione con il Comune».
Il gruppo Straferro opera da oltre cinquant’anni nell’ambito di contratti per la realizzazione di opere pubbliche e ha cantieri aperti con enti pubblici in molte regioni italiane. Anche a Teramo, ha partecipato alla costruzione del parcheggio di Piazza Dante e da alcuni anni ha investito risorse molto importanti nel progetto del nuovo Teatro allo scopo di realizzare un opera di «alto profilo qualitativo».
«Del resto», dice ancora la ditta, «tale progetto rappresenta il più significativo intervento urbanistico nella città di Teramo, utile a rilanciare anche l’economia cittadina. Per questa ragione, la Straferro porrà in essere tutte le azioni necessarie a tutelare la propria immagine e per ottenere la stipula della convenzione per la realizzazione del nuovo Teatro».

TERAMO VIVI CITTA’ ESULTA
Grande soddisfazione espressa dall’associazione Teramo Vivi città. «Una giornata di lezione per tutti i politici arroganti», ha dichiarato il presidente Marcello Olivieri che il 18 marzo 2010 presentò un esposto denuncia alla Procura della Repubblica di Teramo per chiedere chiarezza in merito a tutta la procedura riguardante il project financing.
I fatti risalgono al 7 novembre 2006, si legge nella denuncia di Olivieri, data in cui il Comune di Teramo pubblica un bando per un project financing sulla progettazione, esecuzione costruzione e gestione del Nuovo Teatro Comunale al costo di 42.877.000 euro. Vengono presentate tre proposte e la ditta Straferro Costruzioni srl ha la meglio.
Tra le strutture da realizzare che il privato è chiamato a gestire per un periodo non inferiore ai 30 anni vi sono il teatro con annesso cinema multisale e ristorante all’ultimo piano ed il parcheggio multipiano. Il Comune dovrebbe cedere alla società costruttrice, secondo una convenzione da firmare, un’area detta Madonna Delle Grazie di 2200 mq e la zona del vecchio stadio comunale dove deve essere realizzato anche il teatro. «Su questa superficie il privato può realizzare edifici con diversi scopi: abitativo, commerciale ed anche parcheggi».
Il progetto non viene accettato da tutti. E’ proprio un’associazione di giovani tifosi ad attivarsi per una raccolta firme e salvare l’area del vecchio stadio dal project. A marzo vengono raggiunte 3000 firme ma il Comune prosegue per la sua strada e pubblica un bando per l’aggiudicazione del progetto.
A questo punto il movimento Teramo Vivi Città decide di chiedere l’intervento della Procura perché faccia chiarezza sul progetto.
«La grande velocità che si sta dando al project in questione», scrive il presidente Marcello Olivieri nell’esposto, «fa pensare che vi siano forti interessamenti nell’aggiudicazione dell’opera e che il procedimento amministrativo presenti delle irregolarità che favoriscono il privato. L’obiettivo della denuncia», precisa, «è evitare che si possano fare interessi privati su beni pubblici a scapito della collettività».