PESCARA

Sanitopoli, Angelini cambia avvocato, tutto rinviato al 15 febbraio

Udienza veloce per stabilire se concedere o meno il periodo di garanzia

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Trifuoggi e Angelini

Trifuoggi e Angelini

Udienza affollatissima e veloce quella di questa mattina nell’ambito del processo Sanitopoli su presunte tangenti nella sanità in Abruzzo.

PESCARA. Udienza affollatissima e veloce quella di questa mattina nell’ambito del processo Sanitopoli su presunte tangenti nella sanità in Abruzzo.
A tenere banco, dopo le formalità di rito e l’appello, la nomina del nuovo difensore dell’imputato-parte civile Vincenzo Angelini che a sorpresa ha revocato il mandato al suo storico avvocato Sabatino Ciprietti per nominarne uno nuovo, Sergio Menna.
Una decisione maturata nel tempo ma giunta a sorpresa poiché la coppia Angelini-Ciprietti ha comunque viaggiato appaiata per decenni facendo “la storia” della sanità, non escludendo quella giudiziaria.
I due, come aveva raccontato a PrimaDaNoi.it qualche giorno fa lo stesso Angelini si sono lasciati senza rancori. «Non ha più tempo», ha detto l’ex patron della sanità privata, «e da molti mesi non lo pago».
 Il nuovo difensore ha fatto sapere di aver avuto alcuni problemi in segreteria per avere accesso agli atti ed il presidente del collegio, Carmelo De Santis, ha spiegato che le richieste di atti devono comunque essere specifiche e non generalizzate per poter meglio computare il costo delle marche da versare. Quanto ai mezzi e al tempo per duplicare forse milioni di carte, quello sarà a discrezione della parte. Anche per queste ragioni il difensore ha chiesto un tempo congruo per poter studiare il processo e le carte e rimettersi al pari con i suoi colleghi per meglio difendere il suo assistito.
A questo punto l’aula si è divisa in due: da un lato i favorevoli a concedere il periodo, e dunque un rinvio dell’udienza, e quelli che, invece, hanno dichiarato di essere contrari.
La discussione articolata ed in punta di diritto ha impegnato classe e cultura dei vari avvocati chiamati ad esprimersi sulla interpretazione di due articoli di legge. Anche il presidente del collegio, sbilanciandosi in una interpretazione del comma contestato, ha poi dovuto fare parziale marcia indietro, ascoltati i pareri, tra gli altri, del pm Nicola Trifuoggi.
Chi era contrario ad un rinvio si appellava all’interpretazione secondo la quale il vecchio difensore avrebbe dovuto assistere il cliente fino a quando il nuovo difensore non fosse stato in grado di farlo da solo, senza poter in alcun modo interferire con la “velocità” del processo. Altrimenti ad ogni cambio di avvocato la sentenza si allontanerebbe sempre più e questo confliggerebbe con il principio della certezza del diritto.
Il pool della procura, per bocca dell’ex procuratore Trifuoggi, ha invece spiegato che una volta intervenuta la revoca del cliente e nominato in aula il nuovo difensore, il primo è a tutti gli effetti «fuori dal processo». Inoltre la norma del codice prevederebbe espressamente la concessione del periodo per studiare la causa al nuovo avvocato.
«Noi abbiamo tutto l’interesse a non rallentare il processo», ha detto Trifoggi, «per questo siamo convinti che la legge conceda il periodo di garanzia  ma siamo anche convinti che le eventuali udienze perse siano da recuperare per esempio il sabato». Non troppo d’accordo il presidente di collegio che ha invece parlato di calendario già sovraffollato. Anche tutte le difese hanno dichiarato apertamente che «l’interesse di tutti è arrivare al più presto alla fine del processo» sposando la volontà dei pm di recuperare le udienze.
Alla fine è prevalsa la linea proposta dalla procura poiché il collegio ha ritenuto di fissare al 15 febbraio la prossima udienza, concedendo  poco più di 15 giorni all’avvocato Menna per estrarre copie e studiare le carte.

 Il difensori di Del Turco, Giandomenico Caiazza, si è invece pronunciato in maniera contraria alla concessione dei termini a difesa ritenendo sostanzialmente la questione una manovra da parte di Angelini per dilatare i tempi del processo. Per quanto riguarda Ciprietti il tribunale ha disposto l'invio degli atti all'ordine degli avvocati di Pescara per valutare l'esistenza o meno della violazione del codice deontologico.

Secondo il collegio infatti il codice di procedura penale obbligherebbe il vecchio avvocato comunque ad assistere il cliente nel momento del passaggio e per questo Ciprietti questa mattina doveva essere in udienza.