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UdA: al Tar slitta la decisione su Napoleone

Ingresso brusco per il nuovo direttore

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Daniela Rapattoni

Daniela Rapattoni

CHIETI. Ieri il Tar ha deciso…. di non decidere sulla sospensiva per il ricorso dell’ex dg Marco Napoleone contro l’UdA per il suo licenziamento.

CHIETI. Ieri il Tar ha deciso…. di non decidere sulla sospensiva per il ricorso dell’ex dg Marco Napoleone contro l’UdA per il suo licenziamento.

Si passerà direttamente al contenuto del ricorso per fare chiarezza sul comportamento della d’Annunzio in questa vicenda che appare sempre più ingarbugliata, anche per gli aspetti procedurali.
Il nuovo rito prevede che in caso di doppia domanda si segue la discussione ordinaria, senza la sospensiva. E in realtà l’avvocato Pierluigi Pennetta aveva chiesto al Tar di valutare due aspetti: se il silenzio del rettore Franco Cuccurullo sui due anni di lavoro con Napoleone dg andava considerato come inadempimento dell’UdA e se il no del CdA che ha portato al licenziamento era da considerarsi una conclusione negativa della procedura per il contratto. Contratto che quindi esisteva, anche se non perfezionato, il che in pratica sconfesserebbe il licenziamento in tronco attuato da un giorno all’altro: secondo il parere Vaccari si era di fronte ad un «rapporto di fatto» che poteva essere interrotto anche bruscamente, come è avvenuto. In sostanza cioè il ricorso chiede al Tar l’interpretazione autentica del licenziamento di Napoleone, visto che il parere Vaccari aveva stabilito che il contratto UdA-Napoleone era da considerarsi inesistente, in quanto la procedura non si era mai conclusa con l’approvazione del contratto stesso. Tradotto significa che il Tar, esprimendosi sulle due richieste, certificherà la qualità del lavoro dell’ex dg: era un abusivo o uno strutturato con un contratto in attesa della firma? In realtà tra le righe dei precedenti scontri giudiziari dal giudice del lavoro al Tar, nei ricorsi e nelle decisioni emesse sembra emergere che quel no al CdA del 30 novembre scorso è da considerarsi come la chiusura negativa del procedimento contrattuale in corso, cioè come la mancata approvazione del contratto a suo tempo preventivamente accettato dallo stesso CdA. Si tratta ora di vedere come la pensa il Tar che deciderà senza la sospensiva. E così ieri gli avvocati Vaccari, Speziale e Tenaglia per l’UdA e Pennetta e Spagnuolo per Napoleoene hanno ribadito le loro posizioni contrapposte e si sono rimessi alle decisioni del Tar che potrebbero giungere prestissimo o prendere qualche giorno.
Però il colpo di scena di tutta la vicenda è forse un altro e non riguarda l’aspetto amministrativo. Il famoso “parere Vaccari”, quello che ha dato il via alle decisioni di Cuccurullo prima e del CdA poi contro Napoleone, poteva anticipare nel merito il no del CdA e darlo per scontato fin dall’estate, quando in effetti è arrivato molto dopo? Se si decidesse oggi che quel no successivo era la conclusione di una procedura contrattuale esistente da due anni, come poteva l’avvocato Vaccari sostenere in estate che quella procedura non c’era? Se è così, il rettore non poteva assumere da solo tutte le decisioni, se nello stesso periodo era ancora in carica il dg, licenziato con il no del CdA e non con il parere Vaccari. C’è dunque il rischio di un altro fronte giudiziario, ma di natura penale, che si andrebbe ad aggiungere al ricorso già presentato alla Procura della Repubblica.

IL RICORSO DI DANIELA RAPATTONI
Ma non basta. Che il clima alla d’Annunzio si sia fatto molto teso, lo dimostra il nervosismo per un’altra citazione al Tar: quella di Daniela Rapattoni contro la selezione del nuovo dg. La sua richiesta per la sospensiva immediata “inaudita altera parte” non è stata accolta, ma l’udienza è stata fissata al 9 febbraio. Per questo nel CdA dell’altro ieri i consiglieri hanno approvato la nomina dei tre avvocati di fiducia (Vaccari, Speziale e Tenaglia) per la difesa contro la richiesta di annullamento della nomina di Giovanni Cucullo come direttore (se generale o amministrativo non si capisce bene) e contro le accuse di irregolarità nelle procedure di pre-selezione e di selezione dei candidati idonei e del vincitore.
Approvazione concessa, perché sembra che l’Avvocatura di stato sia troppo impegnata e quindi l’UdA ricorre al libero Foro, senza le proteste dell’Ordine degli avvocati di Chieti, come avvenuto quando in altre occasioni sono stati nominati avvocati non teatini.
Il nervosismo è emerso - come ha riferito più di uno dei partecipanti - quando la mancata selezione della candidata che ora si è rivolta al Tar è stata spiegata così: «d’altra parte era solo una manager esperta di saponi, con un’esperienza professionale in una multinazionale americana che produce lavande vaginali».
 Non si sa se sarà questa la linea difensiva dell’UdA, certo è però che il fatto nuovo del ricorso ha messo in difficoltà il nuovo direttore che si dovrebbe insediare a giorni. Sebastiano Calella