EMERGENZA PORTO

Dragaggio, nessun passo avanti. Testa pensa alle dimissioni

Amicone e Mascia contro il laboratorio analisi di Brescia

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Guerino Testa

Guerino Testa

PESCARA. Passano i giorni e la matassa, invece di sbrogliarsi, si aggroviglia sempre più.

PESCARA. Passano i giorni e la matassa, invece di sbrogliarsi, si aggroviglia sempre più.
Nei giorni scorsi il commissario al dragaggio Guerino Testa aveva chiesto di attendere ancora un po’ perché poi sarebbero arrivate risposte certe. Ma per l’ennesima volta, oggi, a distanza di 12 giorni dall’ultima richiesta di pazienza si ha la sensazione che bisognerà attendere ancora a lungo. E anche il commissario Testa è irritato per questa estenuante attesa.
Si aspetta soprattutto di sapere dall’Ispra, istituto superiore per la ricerca ambientale, se i fanghi potranno essere sversati in mare o bisognerà portarli in una discarica su terra, probabilmente in un sito già individuato a Pianella. Lo stesso Ispra fa da arbitro tra l’Arta (che ha già certificato la presenza di Ddt e Naftalene al di sotto dei limiti previsti dalla legge) e un laboratorio di Brescia che opera per conto della Procura di L’Aquila. Proprio i dati emersi dalle analisi di quest’ultimo hanno portato al blocco del dragaggio.
Ma quale delle due analisi è corretta? Per sciogliere l’interrogativo (dal momento che uno dei due responsi deve essere per forza sbagliato) l’Ispra ha messo alla prova i due laboratori. L’Arta ha già rispedito tutta la documentazione mentre il laboratorio di Brescia lo ha fatto solo ieri dopo aver chiesto anche una rettifica a quanto precedentemente inviato. Per questo il presidente dell’Arta, Mario Amicone, non ha nascosto il proprio dissenso ed ha azzardato un paragone: «è come ricevere un controllo della Guardia di finanza e avere la possibilità di modificare i documenti mostrati in un primo momento».
«Vogliamo avere notizie certe in tempi brevissimi», ha chiesto ancora Testa che non ha escluso l’ipotesi di dimettersi non perché «mi voglia tirare indietro» ma «lo farei se si potesse salvare in questo modo lo scalo».

MASCIA: «SIAMO VITTIME DEL LABORATORIO DI BRESCIA»
Mascia si è scagliato contro «l’irresponsabilità» del laboratorio di Brescia che «genera dei problemi di stasi nel dragaggio, impedisce all’autorità giudiziaria di prendere eventuali altri provvedimenti e genera dei costi». «Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità – ha detto sempre Mascia ricordando che a Pescara si è verificata un’altra vicenda simile, legata al ripascimento del litorale Sud, e in quel caso siamo stati vittima dello stesso laboratorio di Brescia. A Testa, il cui lavoro va lodato, dico che deve andare avanti. Il risultato arriverà, con soddisfazione di tutti».

LE PERPLESSITA’ DI AMICONE
Ha espresso le proprie perplessità sull’accaduto il direttore generale dell’Arta, Mario Amicone. «Il nostro lavoro è stato messo in discussione e ho avuto delle difficoltà ad accettare questa partita di rivincita con il laboratorio di Brescia per verificare le procedure seguite. Oggi, poi, mi sorgono dei dubbi su questa “bella” se a qualcuno si consente di giocare con le mani. Non sappiamo ancora, peraltro, come sia finita la vicenda del porto turistico».
«Stiamo navigando a vista – ha commentato il comandante della Capitaneria di porto, Luciano Pozzolano. La situazione non fa che peggiorare e ogni giorno dobbiamo capire come muoverci per far sì che l’entrata e l’uscita dal porto avvengano in sicurezza. Intanto l’economia è al collasso sia per la marineria che per le attività commerciali».  Proprio in rappresentanza delle attività che ruotano attorno al porto, Bruno Santori ha fatto notare che si sta valutando «nei confronti di chi intraprendere azioni per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Nel frattempo – ha aggiunto – stiamo già agendo contro il ministero delle Infrastrutture. E i tre armatori che chiedono di arrivare a Pescara con le navi da crociera restano senza riposte».