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Biblioteca De Meis: sette anni non sono bastati per ricostruirla

L’ex presidente ella Regione, Giovanni Pace, scrive a Chiodi

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L'ala crollata della biblioteca

L'ala crollata della biblioteca

E’ la storia non decorosa di come la politica non riesca a porre rimedi né a trovare rimedi.


CHIETI. E’ la storia non decorosa di come la politica non riesca a risolvere problemi né a trovare rimedi.

Il crollo di una struttura pubblica adibita a biblioteca e frequentatissima già di per sé costituisce un evento eccezionale degno di attenzione. Ma messe da parte quasi subito le questioni giudiziarie sono rimaste in piedi quelle più strettamente legate al riutilizzo di uno spazio. In sette anni tuttavia la biblioteca non solo non è stata sistemata, ma i lavori non sono neppure cominciati. E come se non bastasse i residenti della zona lamentano la formazione di una discarica a cielo aperto con tutto quello che ne consegue.
A provare scuotere le acque fin troppo ferme è l’ex presidente della Regione, Giovanni Pace che scrive a Gianni Chiodi. 
«Caro Gianni, la Biblioteca provinciale di Chieti è crollata la notte tra il 2  ed il 3 giugno 2005. Sono passati sette anni e quell’area di sedime – al centro di Chieti, zona Tempietti romani – è diventata deposito di rifiuti e di sporcizia. C’è un progetto cantierabile già pronto, ma forse non ci sono tutti i soldi. Te ne ho già scritto nel luglio scorso, ma non mi hai nemmeno risposto».
«A luglio scorso», aggiunge Pace, «ti comunicavo che il presidente della Provincia Di Giuseppantonio dispone di risorse finalizzate, ma insufficienti e che esiste un progetto che sarebbe già cantierabile, ma che costa di più di quanto ha già nel cassetto; e perciò ti suggerivo di assumere l’ iniziativa di una riunione con il sindaco Di Primio e il presidente della Provincia per verificare assieme l’esistenza del progetto, la relativa cantierabilità, il costo, e approntare conseguentemente un piano di finanziamento, magari da frazionare anche oltre un esercizio. Insomma ti pregavo con molto rispetto di fare il presidente pure per Chieti. Concludevo così la lettera : “io sono poca cosa, ma vi sarò grato di quel che farete per la mia città, la quale non è poca cosa e sa apprezzare. Voi ne guadagnerete in riconoscenza».
«Non ho avuto risposta da nessuno – scrive oggi l’ex presidente - magari per colpa delle Segreterie. Allora ho pubblicato questo appello sul mio sito “lettere abruzzesi”. Nessun obbligo di visitarlo, ma il silenzio non è stato interrotto, nemmeno a dire: non possiamo, è impossibile, dovremmo aumentare le addizionali regionali. Ma io non posso smettere di segnalarti questa bruttura, perché mi sono impegnato con i miei concittadini e amici di Chieti. Pochi o molti che siano, fa loro questo regalo: un salto a Chieti per ammirare il Vietnam al centro di questa città che a suo tempo ispirava D’ Annunzio a scrivere le “Novelle della Pescara”, editate la prima volta da Giustino Ricci tipografo di Chieti in Largo Gianbattista Vico. Riunisci il Sindaco e il Presidente della Provincia, che hanno bisogno di aiuto regionale, e assieme realizzate un’opera piccola che ha un significato grande: è una biblioteca, ragazzi… . Fammi conoscere, per favore giorno e ora della tua visita. Ti abbraccio, Giovanni Pace».