AVEZZANO

Maltrattamenti ed estorsione a minorenni. Arrestato titolare di casa di accoglienza

Operazione Free boys, Nas di Pescara e Roma in azione

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Maltrattamenti ed estorsione a minorenni.  Arrestato titolare di casa di accoglienza
La casa di accoglienza è stata sequestrata. Minori fatti lavorare in nero.

PESCARA. Dalle prime ore della mattinata, i Carabinieri del Nas di Pescara, in collaborazione con il Nas di Roma ed i militari di Roma ed Avezzano, stanno eseguendo perquisizioni e sequestri preventivi.
Il nucleo antisofisticazione pescarese, in collaborazione con i colleghi della capitale, hanno bussato alla porta del titolare di una struttura di accoglienza di minori disagiati e di suo figlio, titolare di una società edile. I due sono ritenuti responsabili il primo del reato di maltrattamento ed il secondo, in concorso con il padre, di estorsione perpetrata in danno di minori. Su ordinanza del gip del Tribunale di Avezzano sono stati sequestrati due immobili ed è stato arrestato (detenzione ai domiciliari) una persona che si ipotizza responsabile di maltrattamento ed estorsione commessi nei confronti di minori. Le generalità del titolare arrestato ed il nome della casa di cura non sono stati diffusi dai carabinieri.
L’indagine ha origine nell’agosto del 2011, quando è giunta ai Nas  una nota del Comune di Avezzano che, riportando a sua volta una segnalazione del Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute del Comune di Roma, evidenziava comportamenti inadeguati da parte del personale educativo operante presso una casa famiglia di Avezzano.
Tali condotte venivano lamentate dagli stessi minori affidati alla struttura ricettiva, per la maggior parte di provenienza extracomunitaria e giunti clandestinamente nel territorio nazionale.
Le indagini, coordinate dal colonnello Marcello Sciarappa, avrebbero confermato quanto segnalato.
In pratica gli investigatori hanno scoperto che per poter avere il permesso di contattare i propri genitori all’estero, i minori venivano costretti a lavorare “in nero” all’interno di un cantiere edile gestito dal figlio del titolare della struttura ricettiva. In almeno un caso, nel corso di tale attività un ragazzo si sarebbe procurato un infortunio sul lavoro, con conseguenti lesioni sommariamente curate presso la stessa struttura senza rivolgersi ai medici del  locale Pronto Soccorso.
Inoltre il menù somministrato ai giovani era unico e condiviso con i pazienti di una Residenza Sanitaria Assistenziale per anziani (ubicata all’interno della medesima struttura e gestita dalla stessa società), il che comportava, per i minori, «uno scarso valore nutrizionale dei pasti consumati e la mancanza assoluta di alternative» per coloro che, per motivi religiosi, non mangiavano carne di maiale.
Le condizioni di vita dei minori sono state giudicate «scarse» anche in considerazione del fatto che al loro arrivo in comunità ai ragazzi non veniva fornito abbigliamento intimo, né scarpe o altri effetti personali. Carente anche l’assistenza di interpreti per poter comunicare con gli operatori della comunità educativa.
I militari hanno dunque arrestato il titolare della struttura di accoglienza, responsabile dei maltrattamenti, e di estorsione nei confronti dei minori.
Contestualmente i militari hanno proceduto ad effettuare perquisizioni presso le abitazioni dell’ indagato e le sedi delle aziende a lui facenti capo, nonché, in ottemperanza di decreti emessi  a porre sotto sequestro preventivo la struttura ricettiva per minori e la palazzina in costruzione, per un valore complessivo ammontante a circa 12 milioni di euro.