PESCARA

Telecom: «rischio licenziamento per 15 dipendenti»

Fli: «pronti alle barricate»

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 Telecom: «rischio licenziamento per 15 dipendenti»
Un ordine del giorno urgente per mobilitare le istituzioni sul ‘caso’ del rischio licenziamenti in atto alla Telecom di Pescara.

PESCARA. Un ordine del giorno urgente per mobilitare le istituzioni sul ‘caso’ del rischio licenziamenti in atto alla Telecom di Pescara.
Lo presenterà oggi il consigliere comunale di Fli Massimiliano Pignoli. Tra le richieste anche un incontro con il prefetto D’Antuono per discutere della vertenza sindacale aperta da un mese all’interno dell’azienda.
Con il fiato sospeso ci sono 15 operatori della Telecom che, da un giorno all’altro, senza alcun preavviso, si sono visti comunicare la chiusura del proprio ramo d’azienda e lo spostamento al call center del 187.
Per il consigliere comunale questo spostamento di mansioni da un ufficio all’altro sarebbe in realtà il preludio di un licenziamento per esuberi del personale e la vigilia della Cassa integrazione. «Ovviamente il Fli è pronto alle barricate», annuncia Pignoli: «con i dipendenti organizzeremo anche dei sit in fuori dagli uffici della Prefettura»,
Il consigliere comunale ha interessato della vicenda anche il presidente della Camera Gianfranco Fini.
«Il settore che sostanzialmente verrà smantellato – hanno spiegato Daniele Tanderlini e Antonietta Tansella rappresentanti sindacali dell’Ugl regional, direttivo Telecomunicazioni.– è quello del Credit Management Territoriale Credito Operativo e Sofferenza clientela Business, istituito nel 2008: lo abbiamo scoperto per caso a fine novembre scorso quando, al termine di un incontro con l’azienda per altre ragioni, alle 18.30, ci è stato detto che il servizio, oggi situato su un piano della sede della centrale telefonica di via Milano, al civico 35, sarebbe stato chiuso, con il trasferimento dei 15 addetti al servizio Call Center del 187, con sede in via Bardet. Una notizia accolta tra lo stupore e l’indignazione dei sindacati, anche perché l’Azienda non ci ha dato alcuna spiegazione. Subito abbiamo attivato una procedura di raffreddamento, ossia un tentativo di conciliazione al quale l’azienda non si è mai presentata; poi abbiamo incontrato il viceprefetto e il rappresentante aziendale locale che non sapeva nulla. In sostanza alla base ci sarebbe la necessità di tagliare le spese, partendo però da un settore che è altamente produttivo e che proprio per questo nel 2011 si è visto attribuire un premio nazionale per aver raggiunto tutti gli obiettivi. Abbiamo chiesto un altro incontro all’Azienda, che però ce lo ha negato«. Entro qualche giorno quei 15 dipendenti, che possono vantare un’elevata professionalità, si troveranno a vendere telefoni, 15 dipendenti che già da anni operano con un contratto di solidarietà, ossia per evitare il licenziamento hanno accettato una decurtazione del 3 per cento sugli stipendi, contratto che scadrà a ottobre 2012, e che andranno in un settore, il call center, che vede la presenza di 50 operatori, anch’essi in esubero e sottoposti a contratto di solidarietà. E’ evidente che tale scelta prelude alla Cassa Integrazione tra qualche anno. Il progetto di Telecom è di cedere il call center al Telecontact. Prima eravamo un Centro direzionale con un direttore e affiliati, oggi non abbiamo più nulla e stiamo cedendo servizi a favore delle Marche. Se occorre tagliare le spese, ci chiediamo perché hanno scelto di cominciare da Pescara che può vantare personale altamente specializzato».