TERAMO

Movimento Azione Antifascista: «40 militari alla ricerca di uno striscione»

«11 perquisizioni di prima mattina»

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 Movimento Azione Antifascista: «40 militari alla ricerca di uno striscione»
«Uno striscione avvistato in città agli inizi di settembre. E’ quanto basta alla Procura di Teramo per mobilitare 40 carabinieri ed ordinare 11 perquisizioni nelle case di alcuni ragazzi del Movimento Azione Antifascista».

TERAMO. «Uno striscione avvistato in città agli inizi di settembre. E’ quanto basta alla Procura di Teramo per mobilitare 40 carabinieri ed ordinare 11 perquisizioni nelle case di alcuni ragazzi del Movimento Azione Antifascista».
A dirlo è uno dei referenti del gruppo, Davide Rosci, definendo l’operazione «uno spreco di risorse pubbliche o una scusa per controllare e far sentire il fiato sul collo». I fatti risalgono a lunedì scorso, secondo il racconto. «40 carabinieri di Teramo su mandato della Procura fanno un blitz di mattina presto in alcune case di giovani teramani, tutti attivisti del gruppo, tra cui una ragazza di 20 anni, rimasta traumatizzata». Obiettivo dell’operazione: la ricerca «di uno striscione». Rosci parla di uno striscione «dal contenuto politico che poteva essere interpretato in vari modi e risultare offensivo» ma non si sbilancia perché le indagini sono in corso. «Per non avere problemi», dice, « lo abbiamo rimosso».
Ma il gruppo non riesce a spiegarsi un dispiego tale di forze per un’operazione di questa portata. «Mobilitare tutti questi militari», dice Rosci, «pagati dai contribuenti per cercare uno striscione può significare due cose: o una ridicola spesa di denaro pubblico o una scusa per controllare un movimento che in città ha sempre più seguito».
Eppure, secondo il giovane, «di cose più importanti su cui indagare ce ne sarebbero come il partner privato di Te.Am o gli innumerevoli furti nei quartieri (Piano Della Lenta)». Non sarebbe il primo episodio di contrasto con le autorità. «Abbiamo avuto precedenti avvisi», dice Rosci, «dalle forze dell’ordine per manifestazioni non autorizzate».
Ed il messaggio del gruppo suona chiaro e diretto: «la Procura», si legge nel comunicato, «con questi mezzi non raggiungerà il suo obiettivo metterci gli uni contro gli altri per zittire la nostra azione politica, non cadremo nelle provocazioni delle forze dell’ordine, non saremo noi ad accendere la situazione. Siamo ragazzi che hanno a cuore il bene della città e l’antifascismo».
Tra le numerose iniziative del gruppo “Azione Antifascista Teramo” che porta avanti la causa antifascista, si ricorda quello del 23 dicembre scorso quando i sostenitori del movimento diedero vita ad una manifestazione in Largo San Matteo (davanti la prefettura) a Teramo. Una data simbolo quella dell’antivigilia che ricorda il 23 dicembre 2009 quando tre ragazzi vennero aggrediti da militanti di estrema destra armati di coltelli all'ingresso di una discoteca vicino Teramo.