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L’Antitrust bacchetta l’Ordine degli avvocati di Chieti

Rifiutata iscrizione all’“abogado” spagnolo

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L’Antitrust bacchetta l’Ordine degli avvocati di Chieti
L’Antitrust, cioè l’autorità garante della concorrenza e del mercato, bacchetta l’Ordine degli avvocati di Chieti (insieme ad altri 11 Ordini nazionali).

CHIETI. L’Antitrust, cioè l’autorità garante della concorrenza e del mercato, bacchetta l’Ordine degli avvocati di Chieti (insieme ad altri 11 Ordini nazionali).
Il motivo è  aver rifiutato l’iscrizione ad un “abogado” iscritto al “Colegio de abogados de Madrid.”
Il rifiuto riguardava l’iscrizione nello speciale elenco degli avvocati “stabiliti”, cioè di quegli avvocati che hanno conseguito il titolo all’estero e che ora vogliono esercitare in Italia, in questo caso a Chieti. In questo caso, il rifiuto all’iscrizione riguardava un avvocato in “licenciado in Derecho” in Spagna che si era iscritto a Madrid. E’ stata perciò avviata un’istruttoria su questi ostacoli più o meno identici, quasi un passa parola tra gli Ordini chiamati a giustificare il loro comportamento che ostacola la concorrenza (di qui la competenza dell’Antitrust), anche se in effetti questa posizione restrittiva di Chieti trova appoggi a livello nazionale nel Consiglio nazionale forense. Gli Ordini per i quali è stato per il momento esibito solo il cartellino giallo sono, oltre Chieti: Milano, Roma, Sassari, Tivoli, Modena, Civitavecchia, Tempio Pausania, Velletri, Matera, Taranto e Latina. Entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento si potrà chiedere di essere ascoltati, ma il procedimento si concluderà entro il 30 settembre prossimo.
Il provvedimento Antitrust segue proprio una denuncia relativa all’Ordine degli avvocati di Chieti (che non a caso è il primo citato nel provvedimento), seguita da quella dell’Associazione italiana avvocati stabiliti che ha presentato l’elenco degli Ordini in qualche modo restii ad applicare la normativa europea, recepita in Italia da un decreto legislativo del 2001. Secondo l’Ordine di Chieti, «c’era carenza di presupposti, come previsto dalla legge del 2001».
 In pratica la legge prevede che l’unica condizione per esercitare in Italia sia l’iscrizione dell’interessato al rispettivo Ordine, in questo caso di Madrid. Requisito che però non è stato ritenuto sufficiente a Chieti e altrove, tanto che agli aspiranti è stato chiesto di volta in volta un supplemento di documentazione – dalla conoscenza della lingua alla certificazione dell’attività – che secondo l’Antitrust non andrebbe richiesto. Addirittura, proprio per le similitudini nei comportamenti di rifiuto, si potrebbe parlare di intese restrittive della concorrenza finalizzate a escludere dal mercato professionisti abilitati nel resto dell’Unione. Il che è peraltro oggetto di valutazione anche della Commissione europea, che l’Autorità italiana per la concorrenza intende affiancare con l’utilizzo dei propri poteri antitrust verso gli Ordini stessi. Anche perché il mese scorso, le Sezioni unite della Cassazione hanno sentenziato che il legale italiano che si è laureato in Spagna e torna ad operare in Italia deve essere iscritto all’Ordine.
Sebastiano Calella