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Lanciano, centrale Villa Pasquini. “Nuovo senso Civico” a Pupillo: «dubbi da sciogliere»

Sull'impianto l'asociazione elenca i punti deboli del progetto

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Lanciano, centrale Villa Pasquini. “Nuovo senso Civico” a Pupillo: «dubbi da sciogliere»
L’associazione culturale “Nuovo Senso Civico” di Lanciano torna a parlare della centrale a biomasse di Villa Pasquini e si rivolge al sindaco Mario Pupillo.


LANCIANO. L’associazione culturale “Nuovo Senso Civico” di Lanciano torna a parlare della centrale a biomasse di Villa Pasquini e si rivolge al sindaco Mario Pupillo.
Obiettivo chiarezza. Questo lo scopo dell’associazione sulla centrale a biomasse di Villa Pasquini, a Lanciano. Il progetto di potenza 999 kW elettrici, mira a produrre energia elettrica con l'utilizzo del biogas generato dalla fermentazione di biomasse vegetali. Ma sono tanti i dubbi espressi dall’associazione: dall’inquinamento atmosferico, alla produzione del combustibile, agli effettivi vantaggi dell’opera.

«FIDEIUSSIONE FASULLA»
«L’impianto di Villa Pasquini è risultato non in regola con la garanzia fideiussoria». Questo il primo aspetto che l’associazione evidenzia. «La garanzia fideiussoria presentata dall’azienda risulterebbe fasulla in quanto la centrale era garantita da una società, la Cofiart, dichiarata fallita nel luglio 2010 dal Tribunale di Roma e pluriinquisita».

«LA FASE DI COMBUSTIONE C’E’»
Anche se il progetto di Villa Pasquini prevede un meccanismo di produzione energetica basata su “digestione anaerobica senza combustione(non inquinante)”, l’associazione sostiene che questa sia solo la prima fase del processo. «Il gas che deriva da questo processo», spiega l’associazione, «non verrà immesso nella rete metanifera nazionale a vantaggio delle abitazioni locali (teleriscaldamento) ma verrà bruciato come in una normale centrale termica per attivare un “motore endotermico” che produrrà energia elettrica. Quindi esiste un’attività di combustione ed ogni combustione comporta effetti inquinanti più o meno grandi». Tesi, che troverebbe conferma nelle parole di Tommaso Pagliani, responsabile del Centro Scienze Ambientali del Consorzio Mario Negri Sud. A proposito dell’inquinamento, l’associazione ricorda che su tutto il territorio comunale è in corso un monitoraggio dell’aria per approfondire quello precedentemente condotto dal Mario Negri Sud. «Anche se», precisa, «la qualità dell’aria di Villa Pasquini risultasse una situazione dell’aria migliore rispetto a quella generale questo non significherebbe in alcun modo il via libera ad un suo peggioramento autorizzando interventi sicuramente inquinanti».

DUBBI SULLA FILIERA CORTA
Il materiale usato per la combustione (biomasse vegetali utilizzate come insilati di mais, sorgo, sulla, favino, tritigale), secondo l’associazione, non sarà coltivato in Abruzzo ma in Veneto, Umbria, Lazio e Campania, con varie conseguenze. «Prima di tutto», dice, «ci sarà un evidente impatto inquinante derivato dal trasporto su camion per decine di migliaia di km. Poi, visto che il materiale non verrà coltivato in loco (ad oggi non ci risultano contratti stipulati con gli agricoltori locali per sostituire le nuove coltivazioni a quelle attuali), possiamo dire che i produttori locali non avranno alcun tipo di vantaggio»

SOLO VANTAGGI PRIVATI?
Cui prodest? (A chi giova lo stabilimento?). E’ la domanda dell’associazione. Secondo “Nuovo Senso Civico” l’unico elemento positivo di tutto il processo sarebbe il teleriscaldamento (l’utilizzo di parte dell’ energia come riscaldamento domestico). Questo consentirebbe di spegnere tante singole caldaie domestiche utilizzando il metano prodotto in loco in sostituzione del gas proveniente magari dall’estero. Ma la centrale, secondo l’associazione, non prevede il teleriscaldamento per le abitazioni o le attività circostanti.