Roccamontepiano, raggiri e furti in paese: sindaco allerta cittadini e forze dell’ordine

Previsto un incontro pubblico per dare istruzioni alla gente. Chiesta collaborazione di tutti

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Roccamontepiano, raggiri e furti in paese: sindaco allerta cittadini e forze dell’ordine
ROCCAMONTEPIANO. Il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli mette in guardia i cittadini contro i raggiri e furti in paese. Richiesta massima collaborazione con le forze dell’ordine. in vista un incontro pubblico per istruire la gente.

ROCCAMONTEPIANO. Il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli mette in guardia i cittadini contro i raggiri e furti in paese. Richiesta massima collaborazione con le forze dell’ordine. in vista un incontro pubblico per istruire la gente.
«Dallo scorso mese di dicembre si sono verificati tentativi di scasso di abitazioni e raggiri di persone anziane che vivono da sole».
A dirlo è il primo cittadino di Roccamontepiano, Adamo Carulli che invita la gente a tenere gli occhi aperti, «perché non bastano le telecamere e gli allarmi nelle abitazioni, i delinquenti vanno presi e condannati».
Già nel periodo natalizio in abitazioni di via Molino e via Grande si sono avuti furti, racconta Carulli, «il fenomeno pare diffuso tanto che nei limitrofi paesi la situazione è pressochè simile. In alcune situazioni l'intervento di alcuni abitanti del posto, quasi immediatamente, ha messo in fuga i malviventi. Altri testimoni asseriscono di aver, più volte, notato nella zona una Citroen Saxò bianca e altre autovetture con targa di paesi stranieri». Si sospetta che i delinquenti agiscano con la complicità di basisti locali capaci di dare informazioni e direttive.
Infine, il primo cittadino si rivolge ai suoi concittadini chiedendo di ristabilire con le forze dell'ordine un clima di piena collaborazione anche in vista di un incontro pubblico dove poter istruire la popolazione su come individuare i malviventi.
Per il momento il sindaco dispensa consigli e semplici accortezze come: non far entrare estranei in casa nè prestare loro attenzione, in particolar modo se si presentano a nome dell'Inps, Poste, Catasto, assistenti sociali. «In questi casi», suggerisce, «occorre chiamare parenti o amici prossimi, annotare o ricordare il modello di auto, colore e soprattutto la targa dell'autovettura sospetta e chiamare di conseguenza i carabinieri o la polizia».