Centrale idroelettrica di Gessopalena: «si farà»

Sindaco: «agito nella massima trasparenza»

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LANCIANO. Una conferenza stampa atipica quella andata in scena al Palazzo degli Studi di Lanciano.

LANCIANO. Una conferenza stampa atipica quella andata in scena al Palazzo degli Studi di Lanciano.
Toni pacati e l’aplomb tipici dei politici sono stati sostituiti da espressioni più vivaci - e forse schiette - condite però da qualche parola (forse) di troppo.
Uno ‘sfogo’ come l’ha definito, scusandosi, il sindaco di Gessopalena, Antonio Innaurato, che ha convocato i giornalisti - e molti sindaci dei Comuni dell’Aventino (Casoli, Altino e Lama dei Peligni solo per citarne qualcuno) - per metterli al corrente della ‘storia’ della centrale elettrica che dovrebbe sorgere nel territorio comunale e che ha scatenato proteste e polemiche, tra cui una diffida (procedura anomala e, probabilmente, illegittima) del sindaco di Civitella Messer Raimondo, Paolo Di Guglielmo, all’indirizzo dello stesso Innaurato.
E i toni si sono scaldati proprio per la presenza, in aula, non del sindaco ma di un assessore di Civitella, Francesco Di Sebastiano, che non si è fatto intimorire dalla platea di amministratori pro Innaurato e ha risposto per le rime alle ‘punzecchiature’ prima velate, poi via via più esplicite, lanciate al suo sindaco da parte del collega di Gessopalena, trasformando la conferenza stampa in un vero e proprio match - verbale - che ha poi coinvolto anche gli altri presenti.
Toni a parte, la conferenza è servita a spiegare l’iter di realizzazione della centrale ma anche le ragioni che (forse) ci sono dietro l’una e l’altra posizione.

LA STORIA TRA OSTACOLI E CONTENZIOSI
La storia della centrale idroelettrica, di meno di un mega watt, che dovrebbe prelevare acqua dal fiume Aventino, per produrre energia ‘pulita’ da rivendere all’Enel (che pagherebbe il Comune di Gessopalena), inizia nel 2003, quando il Comune di Gessopalena , titolare di una concessione di derivazione d’acqua scaduta, ha chiesto di riavere la concessione per uso idroelettrico, servendosi del sito dell’ex Mulino Tozzi per un progetto da 5 milioni di euro (per il quale si dovrebbe procedere con un project financing, visto che la Banca europea ha negato il finanziamento al Comune).
Nel 2004 la Regione Abruzzo autorizza il progetto ma a quel punto subentrano alcuni ostacoli e opposizioni, oltre a due ricorsi nei confronti di società private che, come il Comune, volevano realizzare la centrale: nel primo caso le società Enersud Srl ed Ecoenergy Srl, nel secondo la Sia Srl. Nel 2006 il tribunale superiore delle acque pubbliche accoglie il ricorso del Comune contro Regione Abruzzo e le società.

L’AUTORIZZAZIONE
Nel 2010 la Regione, superati adempimenti burocratici, autorizzazioni e ricorsi, concede al Comune la concessione per trent’anni a derivare acqua a uso idroelettrico dal fiume Aventino, con regolare pubblicazione della determinazione sul Bura e sulla Gazzetta ufficiale nazionale.
La realizzazione. Con diverse proroghe al Comune è stato concesso di presentare il progetto esecutivo entro il prossimo 4 giugno; nel frattempo è stato pubblicato il regolare avviso pubblico per la gara d’appalto, ancora in corso.

LE POLEMICHE
A questo punto, però, sono emersi contrasti e polemiche da parte di associazioni ambientaliste (soprattutto Wwf) e istituzioni (il Comune di Civitella in primis), che criticano il progetto che, a loro dire, danneggerebbe l’ambiente. «Abbiamo agito nella massima trasparenza e nei limiti imposti dalla legge - ha replicato ieri Innaurato - e sia il Wwf che il Comune di Civitella avrebbero potuto opporsi nei tempi e modi previsti dalla legge ma non l’hanno fatto. La centrale - ha aggiunto - funzionerà solo quando c’è la giusta portata di acqua nell’Aventino, permettendo la risalita dei pesci e l’attività di canoa, e quindi non saranno penalizzate attività turistiche e di pesca, nè tantomeno l’ambiente e la fauna».
Quali sarebbero, allora, le vere ragioni che sottostanno ad alcune posizioni? Innaurato ha parlato genericamente, e velatamente, di interessi privati; si è fatto cenno alle attività di canoa e kayak che insistono sul fiume Aventino, senza però entrare nello specifico. Tranne che con una frase finale, riferita al fatto che, Comune o no, la centrale si farà lo stesso, ad opera di privati, e a quel punto non andrà a vantaggio della collettività: «A questo punto - ha concluso un infuriato Innaurato - aboliamo i Comuni e deleghiamo i faccendieri».

Daniela di Cecco