Omicidio a Pescara, la polizia sulle tracce del killer

Ritrovata l’auto rubata e ferma da mesi. Ceci conosciuto e apprezzato nel quartiere

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Il luogo dell'omicidio

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PESCARA. Non si sono fermati nella notte gli agenti della polizia di Pescara che stanno indagando sull’omicidio di ieri sera.

PESCARA. Non si sono fermati nella notte gli agenti della polizia di Pescara che stanno indagando sull’omicidio di ieri sera. Italo Ceci, 60 anni, pregiudicato ed ex componente della banda Battestini è stato freddato con 3 colpi di pistola in via De Amicis, mentre stava abbassando la saracinesca del negozio di vernici intestato a suo fratello.
Ad indagare sull’omicidio, che al momento ha tutta l’aria di un regolamento di conti o di una vendetta viste le modalità, è il pm Silvia Santoro  mentre la Squadra Mobile diretta da Pierfrancesco Muriana ha già raccolto elementi che sembrano utili per diradare parte della nebbia che si è addensata su un evento che ha scosso la città.
Intanto gli investigatori sembrano escludere quasi completamente ipotesi legate a racket o pizzo o delinquenza spicciola: l’omicidio è apparso fin dalle prime ore una operazione studiata a tavolino da tempo e la cui esecuzione è stata affidata ad un professionista.

L’AUTO RITROVATA: ERA STATA RUBATA A NOVEMBRE
Poco dopo mezzanotte gli agenti hanno ritrovato l’auto con la quale il killer e probabilmente un suo complice sono fuggiti da via De Amicis. La Punto rosso bordeaux è stata ritrovata in via Giobetti e risulta rubata a novembre 2011 a Montesilvano. L’auto è stata ritrovata con targa diversa rispetto all’originale. Quella ritrovata era stata rubata solo qualche giorno fa da un furgone parcheggiato in un’auto salone di via Breviglieri.   
Gli investigatori hanno effettuato una serie di perquisizoni nella notte e questa mattina invece si farà il punto per tirare i primi risultati del lavoro svolto e delle informazioni ricavate dalle testimonianze e dai rilievi scientifici effettuati.

IL KILLER: BASSO E CON LA PANCIA
La polizia sembra dare molto credito ad una testimonianza, tra le altre, secondo la quale il killer sarebbe stato un uomo non giovanissimo, piuttosto basso e con un po’ di pancia, con la carnagione scura.
Questi sarebbero per ora i punti fermi anche se le testimonianze sono diverse e anche discordanti, c’è chi dice che avesse un cappello, chi dice che fosse da solo e chi invece pare abbia visto un complice in auto.
Gli stessi testimoni hanno parlato di una esecuzione fredda e senza sbavature. L’omicida si è avvicinato alla sua vittima da dietro mentre era ancora di spalle a chiudere la saracinesca e ad una distanza ravvicinata di 2-3 metri ha fatto fuoco colpendo Ceci alle spalle. La vittima, forse nel tentativo di voltarsi per guardare in faccia il suo carnefice, è stato colpito anche sul braccio.
Sul luogo la scientifica ha trovato solo frammenti di proiettili e nessuna macchia di sangue.

REGOLAMENTO DI CONTI
Sul movente gli inquirenti non si sbilanciano e al momento avere sicurezze è pressochè impossibile. Di certo la prima cosa a cui si pensa è la vecchia appartenenza di Ceci alla famosa banda Battestini che negli anni 90 seminò panico e terrori mettendo a segno colpi milionari; si ricordano un centinaio di rapine e tre omicidi. Di certo Ceci aveva rotto con quella vita adoperandosi attivamente anche per denunciare il suo passato nero.  Si parla di una collaborazione con gli inquirenti per far arrestare gli altri componenti del gruppo malavitoso capeggiato da Massimo Ballone.
Alcuni ricordano anche screzi nelle aule giudiziarie tra Ballone e Ceci ed è chiaro che i due no si amavano. Si parla di storie di molti anni fa: gli inquirenti non tralasciano nulla, in questi casi è d’obbligo.
Di certo escludono il tentativo di rapina finito male poichè la vittima aveva soldi e documenti. Non emergono dalle testimonianze dei familiari, invece, altre ipotesi per esempio legate al racket o al pizzo per la protezione del negozio. Nulla di tutto questo finora è emerso e chi cerca di tracciare un ritratto di Ceci degli ultimi anni lo fa descrivendo una persona non solo diversa ma probabilmente specularmente opposta a quel componente spietato della banda Battestini.

LE TELECAMERE E LE LUCI FULMINATE
Tra le attività di indagine che si stanno svolgendo c’è anche quella del controllo delle telecamere presenti nella zona che a dire di alcuni residenti sono diverse. Dai filmati visionati finora non sarebbero emersi dettagli utili ma sono molte le ore di filmato da visionare. C’è poi un particolare curioso che potrebbe essere una mera coincidenza ma che pure è venuto in mente a qualche residente: le luci della piazza erano state da poco sistemate ma negli ultimi giorni erano andate via via fulminandosi, gettando nell’oscurità la zona dell’omicidio. Un caso o una mossa studiata da tempo? Un tentativo del killer di crearsi una via di fuga buia?
Gli inquirenti tendono ad escludere un omicidio improvvisato ma sposano l’idea di una azione pianificata da tempo anche perché l’auto utilizzata per la fuga era stata rubata mesi fa e lasciata in sosta da alcuni giorni. Come hanno confermato alcuni residenti quella vettura era parcheggiata lì da molto tempo. 
Ceci non era sposato e viveva con una donna che ieri si trovava a Milano e con questa aveva deciso di adottare un figlio. Dopo anni di processi e condanne, arresti anche recentissimi di alcuni elementi storici della banda, oggi i componenti sono tutti liberi.

Alessandro Biancardi