Movimento dei forconi, in 50 nei pressi del casello ma la polizia li ferma

«Sto lottando anche per voi, siete senza benzina, senza uomini»

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Il sit in a Città Sant'Angelo

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PESCARA. Non sono mancati attimi di tensione ieri tra Marco Forconi e un funzionario di polizia all’imbocco del casello dell’A14 di Città Sant’Angelo.

PESCARA. Non sono mancati attimi di tensione ieri tra Marco Forconi e un funzionario di polizia all’imbocco del casello dell’A14 di Città Sant’Angelo.
Forconi aveva intenzione di bloccare l’imbocco del casello insieme ad una cinquantina di altre persone, un numero ben più esiguo rispetto agli 869 che avevano annunciato la propria partecipazione in un gruppo su Facebook. L’intenzione era quella di replicare le gesta del movimento dei Forconi che da una settimana sta tenendo sotto scacco la Sicilia e sta per sbarcare anche in Calabria. Chiedono  al governo regionale e nazionale sgravi sul costo dei carburanti, tariffe autostradali  accettabili e misure economiche in favore di autotrasportatori, agricoltori, pescatori e disoccupati. Manifestano bloccando strade, ferrovie, porti e  si dichiarano apolitici, anche se in prima fila ci sono spesso attivisti di Forza Nuova. «Io non sto rappresentando nessun partito», ha sottolineato ieri Forconi (segretario provinciale di Fn), «tutti i presenti rappresentano unicamente se stessi». Ed effettivamente non c’erano né bandiere né loghi.

Ma il primo tentativo made in Abruzzo è decisamente fallito e si è trasformato in uno scontro (esclusivamente verbale) con le forze dell’ordine che hanno impedito ai manifestanti di raggiungere il casello.

«Se il popolo mi chiede di fare la rivoluzione io faccio la rivoluzione», ha detto Forconi cercando di avanzare di qualche metro ma senza riuscirci. «lo faccio anche per voi, siete senza mezzi, senza benzina, senza uomini». Ma il limite non è stato oltrepassato. «Io rispetto la legge ma per manifestare non posso essere chiuso dentro una piazza» (ovvero una piazzola a qualche centinaio di metri dal punto che Forconi avrebbe voluto raggiungere. «Il popolo è stanco di questi buffoni che ci comandano e ci sfruttano, siamo disarmati non vogliamo aggredire nessuno. Siamo rispettosissimi di ogni persona che lavora, ma sotto la vostra divisa siete cittadini italiani e dovreste volere il benessere per il paese».

Il vice questore aggiunto Di Giulio, presente per coordinare le forze di polizia, ha ribadito più volte che sarebbe stato impossibile raggiungere il casello. «Questo è un sequestro di persona», ha sbottato Forconi poco prima di sedersi per terra. E gli altri manifestanti li hanno seguiti. Poi tutti a casa.