Crisi Honda, Uilm: «annunciata cassa integrazione e mobilità»

Alla Golden Lady tremano 374 lavoratori

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Crisi Honda, Uilm: «annunciata cassa integrazione e mobilità»
ATESSA. La direzione della Honda Italia di Atessa ha incontrato i sindacati per fare il punto sui dati produttivi e occupazionali 2011/2012.

ATESSA. La direzione della Honda Italia di Atessa ha incontrato i sindacati per fare il punto sui dati produttivi e occupazionali 2011/2012.

«I numeri annunciati dall’azienda», fa sapere il segretario provinciale della Uilm di Chieti Nicola Manzi, «sono allarmanti,  infatti per l’anno fiscale 2011/2012 che si chiuderà a marzo, la produzione sarà di 100.291 moto e 374.500 motori power  e  per il 2012/2013 i volumi scenderanno ulteriormente a 75.140 moto e 328.000 motori power».

Per la Honda, calcolano i sindacati, dal 2008 ad oggi c’è stata una perdita produttiva di circa il 60%.

Per gestire questa ulteriore flessione negativa del mercato, Manzi comunica che la Honda farà  ricorso a  31 giornate di cassa integrazione tra  aprile- luglio prossimi  nel periodo che storicamente è di alta stagione produttiva. «Inoltre, ridurrà la forza lavoro con una procedura di mobilità (legge 223/91) per 30 dipendenti che lascerebbero l’azienda per accedere alla pensione o ad altre attività».

«Dopo 40 anni di storia», commenta amaramente il rappresentante sindacale, «lo scenario è diventato molto preoccupante per i 668 dipendenti Honda e per circa 1.500 lavoratori dell’indotto. Alla Honda di Atessa  abbiamo dato credito e fiducia con la sottoscrizione del Patto per la Competitività del 24 giugno 2011,ora chiediamo l’intervento della casa madre giapponese con un progetto industriale fatto di nuovi modelli e investimenti per garantire un futuro occupazionale e produttivo ai circa 2.200 dipendenti della Honda e dell’indotto».

ALLA GOLDEN LADY

Intanto anche i 374 lavoratori della Golden Lady dello stabilimento di Gissi sono in allarme e per sabato prossimo (ore 9.30) dipendenti e sindacati hanno organizzato un presidio dinnanzi alla fabbrica per mantenere viva l'attenzione sulla drammatica situazione occupazionale. L’iniziativa, che verrà ripetuta ogni ultimo sabato del mese, è la conseguenza di quanto concordato nel presidio del 17 dicembre 2012: «il tempo passa inesorabilmente senza soluzioni concrete all'orizzonte», dicono i sindacati che chiedono alla Provincia di Chieti di estendere l'invito a tutti i sindaci del comprensorio.