Casalincontrada, braccio di ferro sindaco-minoranza sulla pubblicazione dei redditi

Il Comune si oppone ed il problema arriva al difensore civico

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Operazione trasparenza

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CASALINCONTRADA. «Una richiesta precisa: pubblicare i redditi dei consiglieri comunali. Un no senza mezzi termini del sindaco. La questione approda all’ufficio del difensore civico regionale».


CASALINCONTRADA. «Una richiesta precisa: pubblicare i redditi dei consiglieri comunali. Un no senza mezzi termini del sindaco. La questione approda all’ufficio del difensore civico regionale».
Succede a Casalincontrada dove dal 2010 il gruppo consiliare “Casale e Futuro” capitanato da Sergio Montanaro si batte per la pubblicazione dei redditi dei consiglieri comunali. Dopo i no del sindaco, gli appelli al Prefetto caduti nel vuoto ed una diffida, il difensore civico mette la parola fine alla vicenda.
Il 27 agosto 2010 il gruppo consiliare “Casale Futuro” «chiede la convocazione del Consiglio comunale per approvare la proposta di regolamento sulla pubblicazione dei redditi dei consiglieri, obbligo già previsto dallo statuto comunale (articolo 14 comma 5) ma non rispettato».
Nel corso del Consiglio, convocato per il 28 settembre 2010, la maggioranza boccia la proposta di regolamento con la motivazione, dice Sergio Montanaro, «che lo strumento proposto dalla minoranza, farraginoso e poco snello, sembra adattarsi più alle grandi realtà che ai piccoli comuni, ove la popolazione conosce bene la situazione dei singoli amministratori». Il 14 marzo 2011 la decisione di ricorrere al Prefetto della Provincia di Chieti per comunicare il fatto che la necessità di adottare un regolamento specifico era determinata dal mancato rispetto delle norme statutarie vigenti nella parte dedicata ai diritti e doveri dei consiglieri comunali.Nulla di fatto.
«Il 14 ottobre 2011», dice Montanaro, «abbiamo diffidato il Sindaco di Casalincontrada affinchè procedesse a ad attivare e rendere esecutive le procedure di quanto previsto al comma 5 dell'Art.14 dello statuto». Ancora nulla.
Di qui il tentativo al difensore civico regionale, Giuliano Grossi, il 24 novembre 2011 che qualche giorno fa risponde. Queste le parole del difensore civico, secondo Montanaro: « invito il sindaco ad adottare i provvedimenti del caso ed a riferire, a quest'ufficio, con puntuale sollecitudine..E’ lampante che codesto Comune si possa esimere da tale obbligo soltanto procedendo alla modifica della norma statutaria che espressamente lo prevede».
Lo statuto comunale infatti parla chiaro. L’articolo 14 , comma 5 del testo, dice che «per assicurare la massima trasparenza ogni consigliere deve comunicare annualmente i redditi posseduti secondo le modalità stabilite nel regolamento del Consiglio comunale».L’unico modo per esimersi dall’obbligo è quindi modificare la norma statutaria.
«Viviamo in un piccolo comune», tuona Montanaro, «ove la popolazione conosce bene la situazione dei singoli amministratori. Proprio per questo principio vorremmo sapere se le voci sempre più insistenti, da parte della popolazione che conosce bene la situazione dei singoli amministratori, su presunte evasioni ed irregolarità da parte di importanti componenti la maggioranza sono vere».