Franco Moroni «i canoni enfiteutici non si debbono pagare»

Polemiche e proteste, il consigliere invita i cittadini a inviare una lettera al Comune

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Franco Moroni

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FRANCAVILLA AL MARE. Appello di Franco Moroni, consigliere comunale di Francavilla al mare, contro il pagamento dei canoni enfiteutici richiesti dal Comune.


FRANCAVILLA AL MARE. Appello di Franco Moroni, consigliere comunale di Francavilla al mare, contro il pagamento dei canoni enfiteutici richiesti dal Comune.

In una lettera “suggerita” ai suoi concittadini, il consigliere invita a contestare la richiesta del pagamento, spiegando che il Comune non ha dimostrato di avere titolo per intimare ai discendenti dei “livellari” (cioè i contadini che avrebbero avuto l’assegnazione di terreni da coltivare) il saldo di quel canone di affitto. Franco Moroni - è bene ricordare che è stato uno dei due consiglieri (insieme a Massimo Nunziato) a votare in Consiglio comunale contro la delibera – ha espresso le sue considerazioni negative sulla richiesta di pagamento proprio al momento del voto ed ora quindi le riprende e le traduce in iniziativa pubblica. La sua lettera fac-simile è infatti pubblicata sul suo profilo Facebook e ricalca sinteticamente la sua posizione. In sostanza Moroni – che si dichiara a disposizione dell’Amministrazione per collaborare alla soluzione di questo intreccio inestricabile - “comprende” i motivi che hanno spinto l’Amministrazione a tentare di fare cassa, ma quei canoni richiesti «non sono più dovuti e non perché lo afferma il consigliere Moroni, ma perché lo ribadiscono le risultanze tecnico storiche supportate dalla legislazione vigente, che mi sono riservato nei giorni scorsi di trasmettere anche alle autorità competenti». Senza addentrarci in un discorso di Diritto, con la differenza tra Enfiteusi «diritto reale imprescrittibile», come afferma il Sindaco,  e «diritto soggettivo perfetto di natura reale», il che è cosa differente, è bene ricordare che già in Consiglio comunale Moroni chiarì che a Francavilla – secondo documenti dell’Archivio di Stato di Napoli - questi canoni non esistono, perché «già dal 1881 il Commissario ripartitore cav. Giuseppe De Tomasis certificò che non c’erano demani di sorta e che quindi non si doveva ripartire nulla».

Nell’occasione, a differenza di altri consiglieri dell’opposizione che si adoperarono per migliorare la delibera, la sua posizione fu netta: la delibera era sbagliata anche per altre motivazioni tecniche. Di qui la sua iniziativa di sollecitare il Comune a sospendere il pagamento.
Sebastiano Calella