Impianto Biomasse della Fater, Comune inizia le verifiche

Ambientalisti contro il progetto da 11 milioni di euro

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La commissione ambiente

PESCARA. Il Comune ha annunciato che approfondirà tutte le carte, le autorizzazioni e le certificazioni inerenti il rilascio dei permessi per la realizzazione dell’impianto di Biomasse della Fater.

PESCARA. Il Comune ha annunciato che approfondirà tutte le carte, le autorizzazioni e le certificazioni inerenti il rilascio dei permessi per la realizzazione dell’impianto di Biomasse della Fater.
La costruzione è partita lo scorso dicembre a Pescara e dopo i dubbi delle associazioni ambientaliste, Wwf in testa, l’amministrazione comunale ha garantito che vigilerà.

«Vogliamo essere certi dei dati inerenti la struttura», hanno detto i presidenti della Commissione Ambiente Nico Lerri e della commissione Lavori pubblici Armando Foschi, «soprattutto in merito alle emissioni di polveri sottili, garantendo però sia la tutela dei cittadini che dei posti di lavoro di un’azienda che comunque ha una rilevanza strategica per la città intera». In altre parole l’amministrazione comunale non parte dalla posizione pregiudiziale del ‘non si può fare a prescindere’, ma vuole dare voce alle associazioni ambientaliste come pure alle organizzazioni «per sviscerare ogni aspetto del progetto in via di realizzazione».

I DUBBI DEGLI AMBIENTALISTI E LE RASSICURAZIONI DELLA FATER

Secondo gli ambientalisti l’impianto incrementerà il livello delle polveri sottili nell’aria in una città come Pescara dove già i livelli del Pm10 sono al di sopra dei limiti. Fater ieri è intervenuta per ribattere, punto per punto, a tali affermazioni partendo dalla mission aziendale, che punta a garantire lo sviluppo sostenibile con una rivoluzione culturale, sociale e d’innovazione strutturale. Secondo i dati portati ieri in Commissione, la Fater nell’ultimo anno ha garantito una riduzione di CO2 nell’aria per circa 7mila tonnellate, l’equivalente di 10mila nuovi alberi, riduzione consentita dalla riduzione del trasporto della merce su gomma e l’incremento del trasporto via mare. Negli ultimi quattro anni Fater ha garantito un risparmio del 45,7 per cento dei consumi di metano, del 9,8 per cento sui consumi di energia elettrica e del 16,7 per cento dei rifiuti; in particolare oggi Fater manda il 100 per cento dei rifiuti industriali a recupero e non manda un solo grammo di pattume in discarica. Oggi sta puntando le proprie risorse, ben 11milioni di euro, nella realizzazione dell’impianto di cogenerazione in Biomasse che, secondo quanto dimostrato da Fater, non determinerà emissioni aggiuntive nell’aria perché l’accensione dell’impianto determinerà lo spegnimento di 14 caldaie di riscaldamento esistenti sul territorio. Il motore di alimentazione è di tipo navale, con una potenza di 8,9 Megawatt, e sarà rispondente al fabbisogno energetico dello stabilimento, con pure finalità di risparmio e non speculative. L’approvvigionamento avviene tramite l’utilizzo dell’olio di Jatropha proveniente da piantagioni sostenibili in Africa, non del sud-est asiatico, «dunque non c’è deforestazione», e tale tipo di olio non è utilizzabile per uso alimentare e le piantagioni si coltivano appositamente in terreni desertici per combattere la desertificazione. L’impianto, secondo i tecnici della Fater, non determinerà emissioni aggiuntive, il cogeneratore avrà un sistema di monitoraggio delle emissioni in continuo che blocca l’impianto al superamento dei parametri autorizzati e i dati delle emissioni saranno verificabili in qualsiasi momento dall’Arta tramite un collegamento web sempre operativo. Ancora: l’impianto sarà dotato di un filtro DeNox, capace di abbattere sino al 97 per cento delle emissioni, una sorta di marmitta catalitica euro 6, che le auto dovranno obbligatoriamente avere tra vari anni e invece Fater l’ha già attuata. Il quadro delle emissioni delle polveri è chiaro: attualmente lo stabilimento è autorizzato a emettere polveri sino a un tetto massimo di 24,9 chilogrammi a ora; con l’impianto di cogenerazione l’autorizzazione scenderà a 21,3 chilogrammi a ora, dunque con una riduzione delle emissioni del 15 per cento.

L’impianto di cogenerazione a Biomassa della Fater è stato autorizzato dalla Regione Abruzzo a seguito di Conferenza dei Servizi prima il 26 marzo 2009, dunque con via libera della precedente amministrazione comunale di centrosinistra, poi di nuovo dall’ amministrazione Mascia, dopo che il sindaco ha chiesto un supplemento di indagine da parte della Asl, che ha espresso parere favorevole.

13 Sì

 Tredici gli Enti che hanno espresso il proprio consenso ossia l’Arta, l’Autorità dei bacini di rilievo regionale, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Comunicazioni Ispettorato Abruzzo e Molise, il Ministero per i Beni e le attività culturali, la Sovrintendenza ai Beni Archeologici, la Sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, la Provincia e il Comune di Pescara, la Asl, il Consorzio per l’area di Sviluppo Industriale dell’area Chieti-Pescara, l’Enac e l’Enav, senza effettuare la Via perché non prevista dalla legge.