Ponte nuovo di Pescara, via libera del Consiglio di Stato

Si sblocca un contenzioso amministrativo intentato da una ditta

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Il ponte nuovo

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PESCARA. Un’ordinanza del Consiglio di Stato ha accolto infatti la richiesta di sospensiva presentata dal Comune di Pescara contro una sentenza del Tar Abruzzo che di fatto bloccava la realizzazione di questa opera pubblica.


PESCARA. Un’ordinanza del Consiglio di Stato ha accolto infatti la richiesta di sospensiva presentata dal Comune di Pescara contro una sentenza del Tar Abruzzo che di fatto bloccava la realizzazione di questa opera pubblica.

E così, essendo «prevalente la considerazione per il pregiudizio che potrebbe subire il Comune in ordine alla rilevanza delle opere progettate per la viabilità cittadina e alla necessità di conservazione dei finanziamenti necessari» il Consiglio di Stato accoglie il ricorso cautelare e sospende l’esecutività della sentenza impugnata. Sospiro di sollievo in Comune, dove si parlava di questo ponte da almeno 20 anni e dove c’era stata un’accelerazione delle procedure di esproprio negli ultimi tre anni, a cavallo del passaggio tra le amministrazioni D’Alfonso e Albore Mascia. Poi, improvvisa, contro i provvedimenti del Comune c’è stata l’opposizione al Tar della Generalmarmi i cui terreni, in parte, sono interessati all’opera e quindi all’esproprio. A luglio scorso il Tar Abruzzo ha accolto questo ricorso, condannando il Comune anche alle spese. Contro questa sentenza che «si appalesa erronea, ingiusta e infondata e va dunque rimossa»  ha presentato appello il Comune, assistito dall’avvocato Tommaso Marchese. Secondo l’appello, accolto dal Consiglio di Stato, il Tar avrebbe accolto solo «motivi di censura puramente formalistici, trascurando la lettura “sostanziale” del procedimento amministrativo».
 Si tratta cioè - scrive l’avvocato Marchese – «di una connotazione antistoricamente formalistica». Infatti il ricorso della Generalmarmi era basato essenzialmente sulla mancata comunicazione dell’esproprio da parte del Comune e sulla definizione di pubblica utilità dell’opera. L’errore, rilevato dal ricorso e condiviso nell’ordinanza di sospensiva, è che la giurisprudenza del Consiglio di Stato prevede che il privato «non può solo dolersi della mancata comunicazione, ma deve anche indicare» cosa avrebbe risposto e proposto al Comune stesso in ordine alla procedura. Non averlo fatto, rende inammissibile il ricorso della Generalmarmi. Il che fa decadere anche ogni altra considerazione sulla pubblica utilità dell’opera. In pratica così è spianata la via della costruzione del ponte nuovo, per il quale esiste un finanziamento di 9 mln di euro, di cui 4 con fondi europei e 5 dell’Anas, e che dovrà collegare l’asse attrezzato alla stazione di Pescara.
Sebastiano Calella