Snam, l’ira dei comitati contro Chiodi: «da che parte sta?»

«Il presidente faccia qualcosa per fermare il progetto sull’ecomostro Snam».

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Snam, l’ira dei comitati contro Chiodi: «da che parte sta?»

Snam, l’ira dei comitati contro Chiodi: «da che parte sta?»
«Il presidente faccia qualcosa per fermare il progetto sull’ecomostro Snam».
SULMONA. E’ Chiodi il nuovo bersaglio dei comitati cittadini contrari al metanodotto Snam.
Sono passati ormai tre mesi, è l’accusa, da quando il Consiglio regionale d'Abruzzo ha votato, alla unanimità, la risoluzione sul metanodotto e la centrale della Snam. «Da allora il presidente della Regione, Gianni Chiodi, non ha fatto nulla: non è stato richiesto il tavolo per la soluzione alternativa, non è stata negata l'intesa della Regione con lo Stato, non sono state fermate le procedure autorizzative regionali. Da che parte sta?».
Poi, le lodi al vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D'Amico che avrebbe richiesto  la convocazione urgente della Commissione regionale Territorio e l’intervento di Chiodi e dell'assessore Di Dalmazio.  La delusione dei comitati vira infine verso il Comune. «La questione Snam è sparita dall'agenda politica della maggioranza che governa palazzo San Francesco. Il Consiglio che doveva tenersi il 9 gennaio è saltato e nulla è previsto per i prossimi giorni, mentre ormai il procedimento autorizzativo è nella fase conclusiva». Con il Consiglio comunale del 30 dicembre risoltosi in un flop per i comitati   la maggioranza aveva bocciato sia la delibera contro il progetto Snam presentata dalla minoranza e sia la proposta sempre della minoranza di sospendere la seduta per raggiungere accordo sui contenuti.
La vicenda si trascina ormai  dal 30 agosto scorso quando il Ministero dello Sviluppo chiede al Comune di Sulmona di rilasciare il proprio parere sull’opera. La lettera arriva a destinazione solo il 20 settembre ma solo i primi di novembre il presidente del Consiglio comunale Nicola Angelucci, sotto sollecito dei comitati cittadini rende nota la missiva. Si fissa il 7 dicembre come data di convocazione del Consiglio ma prima toccherà alla Commissione Territorio e Servizi presieduta da Giovanni Capparuccia pronunciarsi (il suo parere è propedeutico). La convocazione non arriva ed il 13 dicembre il capogruppo dell’ Idv Giuseppe Ranalli si rivolge al Prefetto de L’Aquila Giovanna Iuarato perché apra una indagine sul caso. Dopo l’ennesimo silenzio, il 16 dicembre verrà interpellata la Procura.
m.b.