Sicurezza a Fontanelle, Codici: «servono altri sfratti e le telecamere»

Codici ringrazia Mascia, «nessuno aveva mai fatto tanto»

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PESCARA. «I problemi si sono risolti al 50% ma bisogna continuare ad insistere».

PESCARA. «I problemi si sono risolti al 50% ma bisogna continuare ad insistere».
Domenico Pettinari, rappresentante dell’associazione Codici questa mattina insieme a Don Massimiliano De Luca e i responsabili dell’associazione ‘Insieme per Fontanelle’, lanciano un nuovo appello all’amministrazione comunale. «Tanto è stato fatto», ammette Pettinari, «ma ancora tanto resta da fare».
Codici chiede l’avvio immediato di almeno altri sei sfratti. L’associazione, insieme ai residenti della zona, ha stilato una vera e propria mappa, girata poi al Comune, delle situazioni più critiche, ovvero quegli appartamenti popolari occupati ancora da abusivi «con un alto grado di criminalità». «Si spaccia in quelle abitazioni», ha denunciato Codici, «si delinque e bisogna intervenire subito. Chiediamo che l’amministrazione comunale, l’Ater e le forze dell’ordine intervengano in maniera mirata. Questo ce lo chiede la gente».
L’ultimo mese e mezzo è passato rapidamente e si respira nella zona «una tranquillità apparente». «A noi continuano ad arrivare decine di segnalazioni. La gente è stufa, ci hanno raccontato che in alcuni palazzi gli inquilini non si possano nemmeno affacciare dai balconi perché si viene minacciati dal delinquente di turno. Se con la prima ondata di sfratti si sono colpiti gli abusivi con un grado di pericolosità inesistente o medio basso, adesso bisogna colpire i soggetti più pericolosi che tengono sotto scacco la zona».
La Regione ha stanziato altri 100 mila euro e le nuovi azioni mirate sarebbero dunque in dirittura di arrivo. La procedura non è semplice (scatta la denuncia del Comune, la procura firma il decreto di sequestro e poi si interviene), e una volta avuto il via libera ci sono anche costi ingenti da sostenere. Uno sfratto costa in media 5 mila euro perché l’Ater dopo il sequestro procede anche all’immediata messa a norma dei locali prima di assegnare l’abitazione ad un nuovo inquilino. Ma in alcuni casi non bastano 15-20 mila euro per risistemare gli appartamenti. Chi li abita li distrugge completamente e ripararli costa. 

LE RICHIESTE
Tre le richieste avanzate questa mattina da Codici: «chiediamo che continui il pattugliamento notturno fisso di polizia e carabinieri che nelle scorse settimane c’era, ora meno. Chiediamo l’installazione di telecamere di sorveglianza, almeno 10, in tutto il quartiere. Chiediamo il trasferimento immediato dei 100 mila euro della Regione all’Ater per partire con gli sfratti».
Intanto l’ufficio legale di Codici sta lavorando ad una proposta di legge regionale per stringere le maglie delle assegnazioni degli alloggi popolari ai pregiudicati e per la decadenza del diritto all’alloggio nel caso in cui qualsiasi componente della famiglia assegnataria commetta reati. Al momento l’appartamento viene tolto solo se a delinquere è il capo famiglia.
Sabato 4 febbraio è stata indetta una assemblea aperta a tutti (ore 18.30) nella sede dell’ufficio di Fontanelle.
a.l.