Vasto, buoni pasto per donne svantaggiate, scatta l’nchiesta

Un’aspirante denuncia irregolarità

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Comune di Vasto

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VASTO. Il Comune di Vasto fa un bando. Un avviso che permetterà alle donne residenti in difficoltà economica di ottenere dei buoni pasto del valore di 400 euro mensili in cambio dell’assistenza alla persone più deboli (disabili, anziani).
 Una buona occasione per molte donne (giovani e meno giovani) vittime della disoccupazione. Patrizia De Rosa, è una di quelle. La donna partecipa al bando e spera di farcela (solo le prime 20 si aggiudicheranno i buoni). Ha le carte in regola (così le sembra): lei ed il marito sono disoccupati, hanno due figli a carico, un affitto di casa da pagare. Non ce la fa e si piazza al 31° posto. Il 4 gennaio la De Rosa fa una denuncia contro ignoti alla Guardia di Finanza di Vasto. E’ convinta «che ci siano state irregolarità nella procedura di assegnazione».
Tutto comincia il 15 novembre scorso. Sul sito web del Comune di Vasto campeggia un avviso pubblico  rivolto «a donne disponibili a svolgere lavoro di natura occasionale con pagamento mediante buono lavoro».
Un’ iniziativa del Comune in linea con il Piano Sociale Regionale 2011/2013 che ha previsto nell’area interventi specifici a sostegno alle donne svantaggiate. Il Comune assegnerà 20 buoni lavoro (voucher) del valore mensile di €. 400,00 lordi ciascuno per il periodo dal 2° Gennaio al 31 dicembre 2012 a donne svantaggiate (italiane e immigrate con regolare permesso di soggiorno), residenti nel Comune di Vasto, che intendono lavorare nei servizi di cura ed assistenza alla persona.
Comincia la corsa. Il termine ultimo per partecipare è il 30 novembre e le aspiranti sono tante come emerge dalla graduatoria.
Tra i requisiti richiesti ci sono: la residenza nel Comune di Vasto (1 anno per le italiane, 2 anni per le comunitarie ed extracomunitarie), il permesso di soggiorno per le donne extracomunitarie, valido e rinnovabile, un’età lavorativa compresa tra i 25 e i 60 anni, la collocabilità al lavoro (attestazione di disoccupazione o inoccupazione).
Il testo è chiaro: «l’assenza di uno dei suddetti requisiti, determina la non ammissione alla graduatoria per l’attribuzione dei buoni lavoro (voucher)». La De Rosa, confesserà alla Guardia Di Finanza, «è convinta di farcela. Negli anni precedenti aveva partecipato allo stesso bando ed era sempre rientrata». Eppure viene scalzata da altre aspiranti, quasi tutte la precedono per età
A valutare le candidate è una commissione tecnica di sociologi ed assistenti sociali. Il 4 gennaio, Patrizia De Rosa assistita dall'Avvocato Emanuele De Nicolis, del foro di Vasto fa una denuncia alla Guardia Di Finanza di Vasto. Oltre ad esporre le sue ragioni La donna chiede che venga fatta luce sulle modalità di assegnazione dei buoni. La sua «è una denuncia verso chiunque si sia reso disponibile ad irregolarità del bando e chiunque abbia dichiarato il falso per partecipare al bando». Una denuncia di chi non ha niente e non ha niente da perdere.
mb