Rischio Trivelle. “Italia Nostra Giulianova” dice no a “Villa Mazzarosa” e “Villa Carbone”

La petrolizzazione in Abruzzo agita le associazioni ambientaliste mentre il fronte politico preme sull’acceleratore

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Rischio Trivelle. “Italia Nostra Giulianova” dice no a “Villa Mazzarosa” e “Villa Carbone”
GIULIANOVA. Il presidente di “Italia Nostra Giulianova”, Archimede Melchiorre mette in guardia l’Abruzzo dai progetti della Medoilgas Italia Spa, “Villa Carbone” e “Villa Mazzarosa”.


GIULIANOVA. Il presidente di “Italia Nostra Giulianova”, Archimede Melchiorre mette in guardia l’Abruzzo dai progetti della Medoilgas Italia Spa, “Villa Carbone” e “Villa Mazzarosa”.
Nelle osservazioni indirizzate alla Regione Abruzzo, all’Arta, al presidente della Provincia di Teramo ed ai nove comuni interessati dalle perforazioni, l’associazione esprime «l’assoluta contrarietà all’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi» ritenendola contraria alle norme sulle riserve naturali.
La ditta italiana Medoilgas Italia SpA ha infatti chiesto il consenso per ricercare idrocarburi gassosi in terraferma e in mare. L’attività, dice Melchiorre,«coinvolgerà i territori di Teramo, Castellalto, Canzano, Cermignano, Bellante, Notaresco, Cellino Attanasio, Mosciano Sant’Angelo e Roseto degli Abruzzi».
A preoccupare il presidente sarebbe il rapporto ambientale della Medoil Gas in cui «è indicato, come sito d’interesse comunitario più vicino all’area oggetto di studio, Calanchi di Atri, la cui estremità settentrionale si trova circa 8 km a Sud-Ovest del vertice dell’area in istanza».
«L’azienda omette strumentalmente la presenza della Riserva naturale regionale del Borsacchio», osserva Melchiorre, «istituita con legge della Regione Abruzzo n. 6 dell’8 Febbraio 2005 e tutelata dalla legge n. 34 del 1 ottobre 2007».
La Riserva comprende un’area di 1100 ettari nei territori comunali di Roseto degli Abruzzi e Giulianova e protegge uno dei tratti di costa e terreni rimasti ancora liberi dall’urbanizzazione incontrollata.
«Secondo la norma», incalza Melchiorre, «è vietata l’apertura di miniere e discariche nella riserva, l'alterazione dell'ambiente geofisico, l’asportazione anche parziale e il danneggiamento delle formazioni minerali, l’introduzione di esplosivi, fuoristrada e mezzi a motore».
Quanto poi al sito denominato “Villa Carbone”, l’area interessata dal progetto (che coinvolge molti comuni della provincia, tra le vallate del Tordino e quelle del Vomano) è ricca di uliveti e di vigneti e quindi, secondo Melchiorre «tutelata da una precisa legge regionale, la n. 18/1983 che vieta di destinare ad uso diverso da quello agricolo i terreni sui quali siano in atto produzioni ad alta intensità quali, tra l’altro, quella orticola frutticola, fiorita ed olivicola».
«Che dire», infine, dice il presidente, «delle strutture che la Medoilgas introdurrebbe nelle aree interessate, come le vasche per il contenimento di rifiuti tossici a cielo aperto? In caso di incidenti o piogge potrebbero verificarsi forti esalazioni nocive per l’ambiente e per la salute umana».