Taralli e hashish: sequestrati 19 chili di droga in arrivo dalla Puglia

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Taralli e hashish: sequestrati 19 chili di droga in arrivo dalla Puglia
CHIETI. Uno scatolone, pesante sì ma contenente ad un primo sguardo tipici taralli pugliesi. Per quanto buoni il carico più prezioso era invece hashish.


CHIETI. Uno scatolone, pesante sì ma contenente ad un primo sguardo tipici taralli pugliesi. Per quanto buoni il carico più prezioso era invece hashish.
I carabinieri della compagnia di Chieti hanno tratto in arresto quattro persone per detenzione ai fini di spaccio di circa 19 kg di hashish. Messi sulle tracce da alcune segnalazioni i militari hanno tenuto sotto osservazione i sospettati e assistito ai loro movimenti. Appartati, tre foggiani e un pescarese si sono scambiati più volte i posti all’interno di due autovetture, una Golf e una Citroen C3, trasportando da una macchina all’altra uno scatolone apparentemente contenete confezioni di taralli pugliesi. Successivamente sono stati fermati dai militari che proprio sulla C3, nascosti dietro i pannelli delle portiere anteriori, rinvenivano 200 panetti di hashish per un peso complessivo di circa 19 kg.
In manette sono finiti Luca Cavallito, 38enne di Montesilvano, ex calciatore di categorie minori; Francesco Direda, 32enne di Cerignola (Foggia), commerciante ambulante; Vincenzo Di Lorenzo, 35enne di Cerignola, imprenditore e contitolare della ditta che produce i taralli; Giancarlo Garofalo, 44enne anche lui del paese in provincia di Foggia, impiegato presso la ditta del Di Lorenzo.
All’interno delle autovetture, entrambe sottoposte a sequestro, oltre allo stupefacente, sono stati trovati circa 20 cartoni, identici a quello con cui trasportavano l’hashish, contenenti però confezioni di taralli pugliesi prodotti dalla ditta di uno degli arrestati.
Sui panetti di hashish spicca impressa l’immagine di un dromedario, a riprova –secondo gli inquirenti- della particolare qualità della droga sequestrata che quasi sicuramente sarebbe stata immessa nel mercato dell’area metropolitana Chieti-Pescara, circostanza supponibile dai diversi movimenti eseguiti dai quattro che si sono spostati diverse volte dalla periferia di Pescara verso hinterland teatino.
Lo stupefacente sequestrato avrebbe fruttato al dettaglio circa 150.000 euro. I quattro, dopo l’arresto, sono stati associati al carcere di Chieti. Le indagini, volte ad appurare l’originaria provenienza dello stupefacente, sono ora coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca della procura di Chieti.