Villa Pini: la Regione taglia la riabilitazione. La sanità privata in trincea

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Colpo di scena: mentre si discuteva del sesso degli angeli e su questa o quella cordata interessata a rilevare Villa Pini, qualche manina è riuscita ad infilare il taglio del finanziamento per le attività di riabilitazione in un provvedimento ufficiale della Regione. * DE FELICE SCRIVE AL PRESIDENTE NAPOLITANO
E così quello che era avvenuto con la cancellazione di 20 milioni di euro per le cliniche di Angelini, è stato ripetuto in fotocopia e con la stessa dicitura: mentre per gli altri Istituti venivano approvati (qualcuno dice: imposti) contratti capestro e tetti di spesa, «per Maristella, San.Stefar e Villa Pini del Gruppo di Angelini verranno adottati specifici provvedimenti all'esito delle verifiche in corso» e intanto venivano cancellati contratti e finanziamenti.
La delibera è la numero 15 del 2010 ed è stata adottata il 18 febbraio scorso, a pochi giorni dal fallimento di Villa Pini, proprio mentre si riaccendevano le speranze di dipendenti e malati per la ripresa delle attività.
A sorpresa, il commissario ad acta Giovanni Chiodi, il presidente della Regione, lo comunica alle Asl per quanto di competenza ed al Ministero della Salute e dell'Economia e delle Finanze, nel quadro dell'attuazione del Piano di rientro dai debiti.
Così, quando mercoledì prossimo 17 Chiodi andrà a Roma per parlare (come promesso) di Villa Pini, forse chiederà soltanto se la delibera è arrivata o no.
Altro che gli accreditamenti che, come già segnalato, non sono di competenza nazionale, ma regionale.
Al massimo il Ministero potrà dire se sono o no compatibili con i tetti di spesa.
In altre parole a decidere se le cliniche private o altri possono avere o no gli accreditamenti non sono né Sacconi, né Tremonti, né Fazio.
E lo stesso vale per l'esercizio provvisorio di Villa Pini o per quello che resta della galassia di Angelini.

IL TAGLIO ALLA RIABILITAZIONE DI ANGELINI OPERATO DAL SUB COMMISSARIO BARALDI

Che la promessa di portare a Roma il problema della sopravvivenza della Clinica non sia tanto convincente, lo dimostra una telefonata infuocata che ci sarebbe stata sabato tra il senatore Fabrizio Di Stefano, preoccupato di fare una brutta figura dopo aver adottato anche lui il problema, ed il presidente della Regione:«perché non sapevo dei tagli alla riabilitazione di Villa Pini?», gli avrebbe detto.
Perché, rispondiamo noi, era nota solo ai pochi intimi del vertice della Giunta, probabilmente.
Così il presidente potrebbe sempre dire che è capitato come l'emendamento per favorire la sua segreteria, inserito di notte da parte di una sua persona di fiducia «che è stata sgridata».
Ma in questo caso è un po' più difficile, perché la manina fatata sarebbe quella del sub commissario Giovanna Baraldi, che va avanti come un treno anche a costo di far fare brutte figure a Chiodi, essendo sicura dell'appoggio romano dei ministri Sacconi e Fazio.
E' pur vero che questo provvedimento è stato inserito prima delle polemiche sul conflitto di interessi della Baraldi, cioè nel periodo in cui sembrava scorrere liscio il piano organizzato per fare un boccone di quello che resta di Angelini.
Ma la difesa ad oltranza del sub commissario, anche da parte dell'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni, potrebbe significare che forse la Giunta condivide i progetti di alcuni privati interessati all'Abruzzo.
Lo pensano anche in provincia di Teramo e a Sant'Omero, dove le leggende metropolitane che subito nascono (quando manca la trasparenza) parlano del progetto dell'ospedale pubblico-privato come di un regalo un po' strano.

PRONTO UN PIANO DI INVASIONE: LA SANITÀ PRIVATA ABRUZZESE È IN FIBRILLAZIONE

Quasi la ciliegina sulla torta nel piano escogitato per mettere le mani sulla sanità abruzzese.
Un piano che ha scombinato anche le aspettative delle cliniche private dell'Aiop: dopo aver battagliato per decenni contro Angelini ed averlo costretto alla resa, dopo aver incrociato le spade con Ottaviano Del Turco (uscito malconcio dallo scontro), Pierangeli & C. pensavano di meritare un periodo di tranquillità per riorganizzarsi. Macché. I fantasmi del Gruppo Villa Maria di Lugo di Romagna e del San Raffaele di don Verzè agitano ormai i sonni degli imprenditori privati della sanità locale che si sentono assediati, come in trincea.
I primi dubbi sono sorti quando c'è stata la scoperta della nomina di Giovanna Baraldi (vicina a Villa Maria) a sub commissario della sanità in Abruzzo: un consulente di primo piano molto vicino anche al Ministro Fazio, primario del San Raffaele ed estimatore del manager novantenne in clergyman, festeggiato l'altro ieri dal presidente Berlusconi.
Quindi un tecnico capace di muoversi su due tavoli: dopo le interrogazioni parlamentari di Legnini e Toto sul conflitto di interessi della Baraldi, ora sembra che Villa Maria si sia raffreddata sull'ingresso in Abruzzo e di nuovo si sarebbe fatto sotto il San Raffaele.
Per l'arrivo di questo gruppo sarebbero già pronte le convenzioni, ci sarebbero i soldi (quelli tagliati ad Angelini), ci sarebbe la simpatia di una banca di Teramo…
Tutto legittimo, sia come aspirazioni di crescita, sia come possibilità di concorrenza. Il fatto è che le cliniche private nei giorni scorsi si sono trovate di fronte ad un aut aut del sub commissario Baraldi: questi sono i contratti per voi, questi i tetti per il 2010. Prendere o lasciare.
Cioè: se non prendi, perdi l'accreditamento?
Un po' rozzo come metodo.
Sull'argomento le cliniche private hanno provato inutilmente ad eccepire che il Tar, con due o tre sentenze, ha dato ragione ai privati e torto alla Regione per come ha fissato i tetti di spesa. Che poi, come si legge nella delibera, sono quelli adottati con riferimento alla delibera della Giunta regionale» Del Turco (la n° 159 del 24 febbraio 2007). Nulla è cambiato alla Regione?

IL CURATORE FALLIMENTARE DI VILLA PINI ACCELERA, OGGI VEDE NEUROMED

Per tornare a Villa Pini, il calendario di oggi prevede un'assemblea di Cgil, Cisl e Uil per programmare iniziative, anche legali, più incisive e l'arrivo del Gruppo Neuromed, che come si è scoperto, è interessato alla clinica dal settembre 2009.
Oggi incontrerà il curatore fallimentare Giuseppina Ivone che sembra aver deciso di accelerare i tempi per il confronto con le società che hanno inviato manifestazioni di interesse. Si comincia da Neuromed e poi si passa agli altri: il rappresentante del Gruppo molisano concorderà la data per un incontro ufficiale, come da richiesta fax del 10 marzo, dove discutere il piano industriale, in parte già noto, ma in via di perfezionamento. Da quello che si riesce a sapere, la novità di questi piani è che sono stati rivisitati alla luce delle richieste sindacali per calibrarli sulla drammatica situazione del personale. E' infatti interesse di tutti non disperdere il patrimonio professionale esistente nella struttura fallita e nelle altre. E se DDP spa ai sindacati che lo chiedevano ha assicurato l'assoluto rispetto dei contratti di lavoro della categoria, anche Neuromed è intenzionata ad offrire una trattativa sotto il controllo del Ministero del lavoro ed un'offerta “extra large”: affitto con acquisto non solo per la Clinica, ma anche per tutta la galassia Angelini.


Seabastiano Calella 15/03/2010 8.47

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DE FELICE SCRIVE AL PRESIDENTE NAPOLITANO

CHIETI. Carlo De Felice, chirurgo di Villa Pini e consigliere comunale di Francavilla al Mare ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Il medico si affida così alla «sensibilità» del capo dello Stato per illustrare la disastrosa e drammatica situazione dei 1600 dipendenti del gruppo.
«Da circa un anno», spiega De Felice, «non viene corrisposto lo stipendio, pur avendo i dipendenti continuato ad operare fino al mese scorso, quando la Regione Abruzzo ha sospeso gli accreditamenti alla clinica, accelerando il fallimento della stessa. È stata concessa cassa integrazione straordinaria per tre mesi».
Il chirurgo spiega anche che recentemente si sono manifestate concrete proposte di acquisto della clinica che ha le potenzialità e le professionalità giuste per una rapida ripresa delle attività.
«Naturalmente», spiega De Felice, «le offerte sono condizionate al ripristino da parte della regione degli accreditamenti recentemente sospesi. Di detta vicenda è stato interessato il Parlamento della Repubblica Italiana a seguito di interrogazione dell'onorevole Daniele Toto».
Il consigliere sottolinea che tutti sono consapevoli che i costi della sanità sono altissimi e che molte regioni, tra le quali l'Abruzzo, hanno superato i tetti di spesa consentiti, «ma non può la nostra regione», insiste il medico, «programmare il rientro dal debito, semplicemente cancellando una struttura qualificata ed addebitandone i costi ai 1600 dipendenti ed alle loro famiglie che da tempo sopportano condizioni di vita intollerabili».
«I dipendenti di Villa Pini», insiste De Felice, «incolpevoli per la situazione che si è determinata, chiedono semplicemente la revoca della sospensione degli accreditamenti, già richiesta dal curatore fallimentare avvocato Giuseppina Ivone e che i debiti della sanità abruzzese vengano riassorbiti, facendoli gravare, in termini di riduzione di costi, su tutte le strutture sanitarie pubbliche e private della regione.
Non si può eliminare il debito semplicemente cancellando 1600 lavoratori e le loro famiglie che già molto hanno sofferto in questo ultimo anno».

15/03/2010 8.47