Aiazzone: «finanziarie restituiscano i soldi». Arrestate 4 persone

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I clienti hanno pagato regolarmente le rate ma i mobili acquistati non sono mai arrivati.

ABRUZZO. I clienti hanno pagato regolarmente le rate ma i mobili acquistati non sono mai arrivati.

E' la vicenda che da mesi ormai accomuna più di 13 mila italiani, vittime di Aiazzone, il noto mobilificio.

Della vicenda si sta occupando anche la magistratura e nelle scorse settimane un servizio delle Iene ha acceso i riflettori su una situazione paradossale. Nel 2008 Renato Semeraro e Gian Mauro Borsano hanno rilevato il marchio Aiazzone, noto già negli anni 80,  tramite la B&S Spa. In tv torna il famosissimo slogan ''provare per credere'' e in tutta Italia spuntano 30 mega store e vengono assunte 800 persone.

 



 

Ma l'operazione non va come sperato: ci sono forti problemi finanziari e la B&S Spa non riesce a stare dietro a tutti i fornitori che lamentano pagamenti mai arrivati a destinazione. Il problema diventa sempre più grande tanto che anche i dipendenti non ricevono lo stipendio e i mobili, pagati, non vengono consegnati ai legittimi acquirenti. Centinaio di casi si sono ripetuti, stile fotocopia, anche in Abruzzo. I clienti hanno ordinato i mobili da Aiazzone o Emmelunga. A seconda dei casi hanno versato uno o più acconti e hanno atteso che la merce venisse recapitata a casa. Ma la merce non è mai stata consegnata.

Alcuni sono stati indotti anche a farsi carico di ingenti finanziamenti, iniziando a pagare. I mobili non sono arrivati ma la finanziaria, Fiditalia, adesso sollecita il pagamento delle rate, dichiarandosi estranea ai rapporti tra fornitore e cliente.

L'avvocato del Codacons Abruzzo, Vittorio Ruggieri annuncia adesso una «boccata d'ossigeno» per i clienti: a seguito della segnalazione di decine di consumatori di San Giovanni Teatino (dove da diverso tempo il capannone è chiuso), infatti, l'associazione ha diffidato le finanzierie dall'intraprendere azioni esecutive dovendosi i contratti ritenere risolti.

«Ai sensi dell'articolo 125 quinquies del Testo Unico Bancario, infatti», spiega l'avvocato Ruggiero, «nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito, se non riceve i beni o servizi».

La risoluzione del contratto, spiegano sempre dal Codacons, «comporta inoltre l'obbligo della società finanziaria di rimborsare al consumatore le rate già pagate, nonché ogni altro onere eventualmente applicato. La risoluzione del contratto di credito non comporta l'obbligo del consumatore di rimborsare al finanziatore l'importo che sia stato già versato al fornitore. Il finanziatore ha diritto di ripetere questo importo nei confronti del fornitore stesso».

 

28/03/2011 10.17

 

 

QUATTRO ARRESTI

 L'ex presidente del Torino nonché ex deputato del Psi Gianmauro Borsano e gli imprenditori Renato Semeraro e Giuseppe Gallo, quali titolari del gruppo Mete spa che utilizzava il marchio Aiazzone, sono stati arrestati per bancarotta distrattiva e documentale, evasione fiscale e riciclaggio. Agli arresti domiciliari è finito il commercialista Marco Adami. Le Fiamme Gialle hanno provveduto al sequestro preventivo di beni per oltre 50 milioni di euro.

 I reati contestati dai pm Francesco Ciardi e Francesca Loi e dal procuratore aggiunto Nello Rossi, sono a vario titolo la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, la bancarotta fraudolenta e per distrazione, il riciclaggio, il falso (la simulazione di crediti inesistenti per evitare la dichiarazione di fallimento, articolo 236 comma 1 della legge fallimentare). L'operazione è stata condotta dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, con la collaborazione del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino.

28/03/11 18.00