Pagamento pedaggio asse attrezzato: «L’Abruzzo a Roma non conta nulla»

Alessandro Biancardi

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Pagamento pedaggio asse attrezzato: «L’Abruzzo a Roma non conta nulla»
PESCARA. «L'Abruzzo a Roma non conta nulla. Ecco perché si pagherà l'insopportabile balzello del pedaggio dell'asse attrezzato Chieti-Pescara».

La pensa così il capogruppo dell’Idv al Consiglio regionale, Carlo Costantini, che denuncia l’ennesimo, a suo dire, fallimento del Pdl abruzzese, dal sindaco di Pescara, al presidente della Provincia, fino al presidente della Regione.

Costantini interviene in merito alle dichiarazioni che il ministro Altero Matteoli ha rilasciato l’altro ieri a Teramo, nel corso dell’inaugurazione del Lotto Zero. Matteoli ha infatti praticamente ammesso l’imminente introduzione del pedaggio sull'asse attrezzato Chieti-Pescara.
«Insieme non sono riusciti a convincere il loro governo amico – dice Costantini riferendosi ai tre esponenti del Pdl - che gli abruzzesi non possono pagare questa tassa che peserà, e fortemente, su tutta l'economia regionale».

«Siamo diventati, ormai, l'ultima tra le ultime regioni che contano», denuncia ancora Costantini, che sottolinea che a testimoniarlo non è solo la questione del pedaggio sull’asse attrezzato: «Il Veneto, dopo l'alluvione, ha ricevuto dal governo oltre 300 milioni di euro, l'Abruzzo, dal canto suo, l'annuncio della tassa della disgrazia, che significa pagare di tasca propria. Sulla sanità per l'Abruzzo il governo centrale prevede solo tagli e sulle grandi opere sempre meno risorse. Tutto questo perché, dicono, è il momento dei sacrifici, richiesti, però, soprattutto a chi già ne ha fatti tanti».

Costantini fa notare che il pedaggio toccherà ogni giorno migliaia di lavoratori che percorrono l'asse attrezzato, già costretti a subire il blocco degli aumenti contrattuali ed i tagli alla spesa sociale. Oltre a loro, denuncia il capogruppo dell’Idv, a pagare saranno solo le imprese sane, quelle che alimentano l'economia reale e la produzione di ricchezza, già tartassate da ogni punto di vista.

«Tutto questo – incalza il dipietrista - mentre si consuma nell'indifferenza generale una anomalia grande come una casa: mentre lo Stato si rifiuta da quarant'anni di pagare le indennità di esproprio a favore dei cittadini (relativi ai terreni dove è stato costruito l'asse attrezzato), i proprietari di quei siti potranno vedere lo Stato percepire un corrispettivo grazie alla proprietà di un'area che è stata usurpata, alla loro disponibilità»

 DI PRIMIO CHIEDE IL DECLASSAMENTO DELL’ASSE ATTREZZATO

 Sull'ipotesi di introduzione del pedaggio sull'asse attrezzato Chieti-Pescara interviene anche sindaco di Chieti, Umberto Di Primio.

Il primo cittadino teatino si dice pienamente d'accordo con quanto affermato dai presidenti di Confidustria di Chieti e di Pescara in merito alla «urgente necessità di una lobby istituzionale per il declassamento dell'asse attrezzato, in modo da scongiurare l'introduzione di un balzello per questo importante sistema viario interprovinciale».

Di Primio ricorda, al proposito, che il Comune di Chieti ha recentemente approvato un ordine del giorno in Consiglio comunale per richiedere sia il declassamento dell'asse attrezzato sia l'istituzione di un tavolo tra i sindaci e gli enti interessati.

«Il contributo che deriverebbe dall'introduzione di questa tassazione avrebbe ricadute negative, sia economiche sia ambientali - conclude Di Primio - che la nostra regione, e le nostre due province in particolare, non possono permettersi». 

 d.d.c.  26/03/2011 11.49