Consorzi industriali, la Uil boccia il disegno di legge regionale

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2894

ABRUZZO. Ha ricevuto l’ok del Consiglio regionale solo da qualche settimana, ma la riforma dei Consorzi industriali in Abruzzo continua a sollevare proteste.

A intervenire duramente sulla questione è il coordinamento regionale della Uil Fpl che boccia il disegno di legge regionale che in Abruzzo va nella direzione della soppressione dei consorzi per creare un unico ente gestore 

«Recenti ed autorevoli documenti a livello nazionale – fa notare Roberto Campo – sostengono che i consorzi industriali sono strutture idonee ed avanzate in materia di aree produttive, mentre il disegno di legge regionale dell’Abruzzo propone l’inaccettabile smantellamento di queste strutture».

A supporto della sua tesi la Uil cita il convegno sulle Aree produttive ecologicamente attrezzate (A.P.E.A.) svoltosi a Bologna il 14 marzo scorso. Secondo Campo, in particolare, il convegno, organizzato dalla Rete Cartesio, avrebbe dimostrato che la contrapposizione tra aree produttive ecologicamente attrezzate e consorzi industriali è una forzatura senza fondamento.

Nel convegno è stato illustrato l’esempio del Friuli.

Il Friuli non ha una normativa sulle A.P.E.A., ma ha una legge sui Consorzi per lo sviluppo industriale che presenta forti elementi di analogia, soprattutto in termini di servizi collettivi e semplificazioni amministrative. Inoltre, in Friuli sono presenti esempi avanzati di aree produttive con modalità gestionali e dotazioni infrastrutturali improntate alla sostenibilità, dove un ruolo determinante è svolto dai consorzi, che assumono un ruolo simile al gestore unitario/soggetto responsabile di un’A.P.E.A..

In più, i consorzi per lo sviluppo industriale del Friuli gestiscono agglomerati industriali di interesse regionale, individuati dagli strumenti di programmazione economica e di pianificazione territoriale regionali; ai consorzi sono attribuite le funzioni di pianificazione territoriale negli ambiti di competenza e per il perseguimento dei fini istituzionali.

Ad ulteriore conferma della fondatezza delle sue critiche al disegno di legge regionale, la Uil cita un altro esempio, quello relativo al progetto Life Ambiente S.I.A.M., il modello di Area Industriale Sostenibile, che coinvolge, oltre all’E.N.E.A., il Consorzio per la zona industriale e portuale di Padova ed i Consorzi per lo sviluppo industriale di Frosinone e di Rieti-Cittàducale.

Sulla base di questi due progetti, la Uil ribadisce la convinzione che il disegno di legge in Abruzzo sia stato malamente predisposto ed approvato e che debba essere assolutamente emendato in modo radicale, poiché si porrebbe pure in contrasto con lo stato dell’arte e le prospettive delle Regioni d’Italia più progredite in materia, che confermerebbero che i Consorzi per lo sviluppo industriale sono strutture idonee ed avanzate, grazie anche all’interesse ed al supporto delle Regioni stesse.

«Bisogna partire dalle cose che hanno funzionato – conclude Roberto Campo - per migliorarle ulteriormente e portare al loro livello le realtà inefficienti, non appiattire tutte le esperienze su quelle peggiori, dei cui disastri la politica ha la responsabilità principale, con la sequela di commissariamenti improduttivi che ha disposto, azzerando la vita democratica di questi enti per anni ed anni, senza venire a capo di nulla».

24/03/11 12.08