Carlo Toto è rimasto solo? La cessione dell’Alitalia ed i mille dubbi italiani

Alessandro Biancardi

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Carlo Toto è rimasto solo? La cessione dell’Alitalia ed i mille dubbi italiani
ROMA. La notizia di stamane è che la compagnia aerea russa Aeroflot avrebbe rinunciato a partecipare all'asta per gli asset di Alitalia, secondo fonti della compagnia citate dall'agenzia Interfax. L’effetto dura però solo pochi minuti perché pronta arriva la smentita dei russi: «tutto falso, siamo ancora riflettendo». Eppure già da giorni era trapelata l’indiscrezione di uno scarso interesse dell'azienda, mentre altre fonti parlano di un annuncio ufficiale della ritirata per il 23 giugno prossimo. Che sia questione di giorni? TUTTO SU CARLO TOTO
Sono molte le indicazioni che vorrebbero a questo punto l'imprenditore abruzzese solo nella gara per l'acquisizione della compagnia italiana.
E da AirOne fanno sapere che si va avanti: «continuiamo a lavorare per il nostro progetto».
Ma in questi giorni i giochi di potere e degli interessi hanno fatto scatenare i media intorno alla AirOne, questo miracolo tutto italiano che da piccolissima impresa di provincia ora sembra avere enormi possibilità di fagocitare il gigante Alitalia.
E così oggi la Ap Holding, di Carlo Toto, corre insieme con Intesa Sanpaolo, l'altro gigante bancario.
Il 29 maggio aveva annunciato l'addio anche la cordata formata da Tpg, Matlin Patterson e Mediobanca.
Toto deve schivare in queste settimane di fuoco colpi pesanti, come le indiscrezioni secondo cui nel piano di riassetto vi sarebbero 2mila licenziamenti. Si tratta di un piano preliminare dell'offerta, che in ogni caso riporta la cifra più alta rispetto alle altre, notizia che ovviamente scontenterebbe diverse parti, prima di tutto i sindacati.
Contestualmente è saltata fuori la polemica della lettera inviata al ministero dei Trasporti sempre da parte di Ap Holding lamentando una serie di lacune informative nel bando che riguardavano l'Alitalia a disposizione dei concorrenti.
L'invio della lettera però secondo alcuni avrebbe violato le regole del bando pubblico facendo rischiare anche ad AirOne l'esclusione dalla gara. Sul punto però, dopo un paio di giorni di botta e risposta, è caduto il silenzio.
Qualche giorno fa invece il settimanale Panorama ha scodellato «il curioso caso» del generale Italo Pappa.
«È andato in pensione, ma non ha smesso di lavorare il generale Italo Pappa, l'ex comandante in seconda della Guardia di Finanza: considerato il consigliere più ascoltato del vice ministro Vincenzo Visco nella faccenda e nelle decisioni che hanno opposto quest'ultimo al comandante generale Roberto Speciale, rimosso alcuni giorni fa dal suo incarico per iniziativa del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e con un voto del Consiglio dei ministri», ha scritto il settimanale, «Lasciata la divisa e le stellette, ora Pappa si occupa di aerei con Air One, la compagnia dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto».
L'ex generale delle Fiamme gialle oggi si occuperebbe di consulenze legali per la compagnia aerea.
Una coincidenza che dovrebbe far pensare come l'imprenditore abruzzese da sempre vicino alla sinistra dei Ds (ma finanziatore di Forza Italia e An) sia molto dentro alle faccende della politica e si sia costruito nel tempo importanti rapporti personale che hanno potuto contribuire in qualche modo all'ascesa.
Rimangono invece i dubbi sui reali conti della AirOne che settimane fa l'Espresso aveva detto essere stati sopravvalutati.
Altro discorso, forse solo marginalmente connesso, forse no, sono le vicende abruzzesi di Toto che lo vedono in primissima linea con la sua Toto spa in diversi appalti pubblici per la costruzione di opere imponenti. Mentre rimane saldo gestore delle A24 e A25 le autostrade abruzzesi assegnate in concessione alla sua Strada dei Parchi spa.
Nel frattempo sotto inchiesta è finita anche la gara per la riqualificazione dell'area di risulta che prevede anche la concessione trentennale dei parcheggi (5mila) di una vasta area centrale della città di Pescara.
Mentre rimangono giacenti sui tavoli della Regione anche le richieste per la costruzioni di almeno cinque impianti eolici sparsi per l'Abruzzo e chissà ancora a quanti mega appalti il gruppo abruzzese vincerà per contribuire ad incrementare entrate e guadagni.

Red PdN 18/06/2007 10.55