Omicidio Butti: Cavatassi ancora in carcere

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2848

TORTORETO. Ore d'ansia per la famiglia Cavatassi divisa tra Thailandia e Italia. L'imprenditore teramano accusato di omicidio è ancora in carcere.

Lunedì scorso la polizia locale aveva annunciato che a seguito del pagamento della cauzione Cavatassi, ritenuto il mandante dell'omicidio del socio in affari in Thailandia, Luciano Butti, sarebbe potuto uscire dal carcere. Ma così non è stato.

Dopo il pagamento effettuato, infatti, il teramano è ancora in carcere. E sul sito Puketwan.com, che non ha scritto aggiornamento sulla vicenda, si stanno mobilitando gli amici di Denis che si dicono convinti della sua innocenza. «Denis è innocente», scrive Gianmario, «lo conosco bene, è impossibile...(che lo abbia ucciso, ndr). «Conosco Denis da 30 anni», scrive Luca, «sono sicuro che non l'ha fatto. Sarà stato incastrato!»

«Ero uno del suo staff», dice Kol, «è un bravo ragazzo, non credo sia possibile che sia stato lui. Potete venire al ristorante e chiedere a chi lo conosce...lui ci ha aiutato sempre e ha passato tanto tempo con noi per anni e anni». Kol attacca anche quanti leggendo la notizia sul giornale, senza conoscere il teramano, pensino che sia colpevole: «lui è innocente!»

Denis è estranei ai fatti anche secondo Daniele: «sono il suo miglior amico, ho parlato con lui tre giorni prima dell'omicidio, dall'Italia. Era tutto ok, sia con il lavoro che con il socio. Polizia di Puket, per favore! State sbagliando, dovete trovare il vero responsabile».

Anche Peppo continua sulla stessa linea: «lui gestisce il ristorante, è felicemente sposato con una bella donna thailandese e sta per diventare padre. Perchè avrebbe dovuto rischiare? Poliziotti, trovate i veri responsabili!»

«Liberate subito Denis», chiedono Massimo e Cinzia, «lui è un brav'uomo!»

La sorella di Denis, Romina Cavatassi, invece, in queste ore si trova a Phuket, racconta su Facebook: «Mi trovo in Thailandia dove sono arrivata il 19 marzo per una vacanza da sogno, che invece purtroppo si e' trasformata in un incubo. Chiunque conosca Denis non ha avuto e non ha il minimo dubbio sulla sua innocenza e sul fatto che sia stato incastrato in una bruttissima vicenda. Denis e' molto scioccato ma sta fisicamente bene. Non lo hanno ancora rilasciato. Le prove sono praticamente inesistenti. Sembra assurdo che si possa formulare un'accusa cosi' grave senza uno straccio di prova plausibile e senza un movente. Spero solo che prendano almeno in considerazione l' ipotesi di avere preso una cantonata infinitamente grande e che indaghino per bene seguendo altre piste plausibili».

Il fratello di Denis, Adriano Cavatassi, racconta che prima di essere assassinato, Luciano Butti aveva avuto con il killer una lite legata, sembra, ad un prestito o ad un anticipo di denaro.

E in queste ore anche la famiglia di Butti sta vivendo ore difficili.

Secondo il sito Arezzo Notizie, infatti, la moglie tedesca di Luciano Butti, Marita Holz, e il figlio Raoul, non dormono sonni tranquilli. Marita e Luciano erano da tempo separati, il giorno dopo l’agguato a Luciano avrebbero dovuto avere l’ultima udienza per il divorzio. La donna, che risiede a Phuket, ha detto alla polizia: «Ho paura per la mia vita e per quella di mio figlio». Il bimbo ha soltanto 12 anni. Per maggiore sicurezza i due hanno lasciato la loro abitazione di Phuket.
L'altra figlia dell'imprenditore ucciso, invece, Laila, dall'Italia aspetta notizie. «Non ho contatti diretti – spiega la ragazza da Novara – e non conoscevo Cavatassi. A dir la verità non avevo nemmeno di idea del volume di affari di mio padre».

23/03/2011 16.34