Tar: Pescara,diminuiti arretrato e ricorsi ultraquinquennali

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Aumentate cause nel pubblico impiego e da parte extracomunitari.

Netta diminuzione dell'arretrato e dei ricorsi ultraquinquennali, tempestività nel deposito delle decisioni: sono alcuni fra i principali risultati raggiunti, nel 2010, dalla sezione pescarese del Tar.

I risultati sono stati illustrati, oggi, dal presidente Umberto Zuballi, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2011. In totale, i ricorsi depositati sono stati 597, in leggera flessione rispetto al 2009, ed in linea con i dati degli altri Tar.

Una diminuzione dovuta essenzialmente al costo dei ricorsi e, dunque, a ragioni economiche. Questioni economiche alla base anche del calo dei ricorsi in materia di appalti, scesi da 43 a 38. In aumento, invece, le cause relative al pubblico impiego (da 40 a 64) ed i ricorsi presentati dai cittadini extracomunitari, passati dai 33 del 2009 ai 55 del 2010.

Quest'ultimo dato è dovuto soprattutto all'entrata in vigore della normativa sull'emersione. Per quanto riguarda i ricorsi pendenti, nel 2010 si è registrata la diminuzione più alta nella storia del Tar di Pescara, passando dagli oltre 3.000 del 2007 ai 1.192 dello scorso anno. A tale proposito, nella sua relazione, il presidente Zuballi ha messo in evidenza l'incremento, rispetto al passato, dei ricorsi definiti nello stesso anno in cui sono stati proposti.

Dati che dimostrano la tempestività dell'operato del Tar, nonostante la cronica carenza di organico. Riguardo a quest'ultimo aspetto, Zuballi ha spiegato che attualmente nella Sezione di Pescara operano tre magistrati, destinati a breve a ridursi a due per questioni di pensionamento. Il presidente ha poi ricordato l'entrata in vigore, nel 2010, del nuovo codice del processo amministrativo che «ha comportato e comporterà ancor più nell'anno in corso qualche difficoltà operativa, anche se alla lunga i vantaggi saranno apprezzabili».

12/03/2011 13.46